Nasce un portale coi dati sugli omicidi di Pio La Torre, Mattarella e Reina. Dedicato al segretario regionale Pci ucciso nell'82. Scritti e atti processuali sono consultabili da tutti

17 aprile 2012 Mondo News

Palermo – Nella Sala della Lupa a Montecitorio, il Centro Pio La Torre in collaborazione con la Fondazione della Camera dei Deputati, le presidenze di Camera e Senato e la Commissione nazionale antimafia ha presentato un archivio digitale dedicato a Pio La Torre, una vera e propria banca dati dell’antimafia destinata a tutti, studiosi, studenti, cittadini. All’incontro erano presenti il capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. A introdurre i lavori, tra gli altri, Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre. Il portale contiene gli interventi, gli articoli e gli scritti del politico ucciso dalla mafia nel 1982 e gli atti processuali relativi al suo delitto e agli assassinii di Mattarella e Reina. Carte rese pubbliche per la prima volta e provenienti dagli archivi del Tribunale di Palermo e dell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone. Particolare rilievo avranno gli atti relativi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia della sesta legislatura e la sua relazione conclusiva di minoranza del 1976. «Pio La Torre è stato un eroico protagonista della vita repubblicana. La medaglia d’oro conferita dal presidente della Repubblica è un gesto che conferma che la Repubblica italiana non dimentica i suoi martiri». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini nel rendere ufficialmente pubblico l’archivio digitale che raccoglie gli atti parlamentari e giudiziari che hanno segnato la vita del segretario regionale siciliano del Pci e del suo assistente. «Nell’archivio digitale – ha detto Fini – ci sono gli atti parlamentari che testimoniano l’impegno civile e politico, frutto di un intenso impegno degli uffici della Camera che hanno lavorato a stretto contatto con le realtà locali. Dalla storia umana e politica di Pio La Torre ci giunge un insegnamento fondamentale. I valori della legalità e della solidarietà hanno rappresentato la vita di Pio La Torre che fu il primo a capire il passaggio dalla mafia rurale a quella attuale». «Il portale – spiega Vito Lo Monaco – è il risultato di una feconda collaborazione tra diverse istituzioni nazionali e regionali, associazioni culturali private e pubbliche che vanno tutte ringraziate per aver messo a disposizione idee ed esperti. Attraverso l’analisi delle carte è storicamente rintracciabile quel filo logico che spiega la ragione unica delle stragi e degli assassini politici del dopoguerra, generata dall’opposizione a ogni cambiamento sociale e politico». L’Ars ricorderà Pio La Torre e Rosario Di Salvo con una seduta straordinaria il 27 aprile (ore 10.30). Lo ha annunciato il presidente Francesco Cascio. Intanto La Fillea Cgil chiede la modifica dell’attuale legislazione sul sequestro di imprese mafiose «per valorizzare le prerogative delle imprese sequestrate e poi confiscate reinserendole nel mercato e separare il destino dei mafiosi da quello dei lavoratori. Occorre affidare la gestione ad amministratori competenti in grado di renderle competitive nella legalità; offrire coperture sociali ai lavoratori; coinvolgere nel processo il ministero delle attività produttive; costituire un ufficio relazioni sindacali all’interno dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati e fare in modo che promuova per questi beni lavoro in House». Francesco Santoro – GDS