BASKETTOPOLI: Il processo che non si fa mai

19 aprile 2012 Mondo News

La prima udienza del processo di Reggio Calabria contro i vertici e i commissari del Comitato Italiano Arbitri (34 condanne da parte della Giustizia sportiva della Fip, 26 rinviati a giudizio dalla Procura reggina, 6 patteggiamenti, 2 proscioglimenti dopo il rito abbreviato perché il fatto contestato non costituisce reato) in programma ieri è slittata. Per la quarta volta. La prima udienza, prevista per il 12 luglio del 2011, era stata spostata prima a ottobre, poi a gennaio, infine a ieri quando è saltata per l’indisponibilità di un giudice. E’ stata fissata per il 18 luglio per una vicenda che risale ad una denuncia del 2007 e ha portato alla radiazione del designatore Alessandro Campera (ha patteggiato 1 anno e 8 mesi per il reato di associazione per delinquere finalizzata all’abuso di ufficio e frode sportiva). Gli altri principali imputati, tra i quali il presidente del Cia, Giovanni Garibotti, 4 anni di inibizione dalla Fip, e il responsabile dei designatori Giovanni Montella, 5 anni (due ex arbitri di primo livello) hanno preferito attendere il processo. Manipolazione Nella sostanza, il reato consisteva nel manipolare le graduatorie arbitrali da parte dei vertici del Cia che suggerivano ai commissari i voti da dare, quindi decidendo a tavolino le promozioni o retrocessioni dei direttori di gara, con richieste di benevolenza verso talune squadre (ma solo un rappresentante di un club di C-2 è stato punito dalla Fip) dai quali i «boss» traevano piccoli beneficima senza alcun illecito sportivo. Chiaro che la Procura di Reggio Calabria abbia cose più urgenti di cui occuparsi: la prescrizione nel processo penale per i reati contestati è 7 anni emezzo. C’è tempo, ma non è il problema. Sospetto Fin dall’inizio delle indagini, rimaste a livello di serie B e inferiori, con solo qualche coinvolgimentomarginale di arbitri di Legadue, il ragionevole sospetto che l’inchiesta avesse sottovalutato il coinvolgimento della serieAè stato denunciato dalla Gazzetta. Alla quale lo aveva dichiarato chiaramente, nel dicembre del 2009, Montella manifestando l’impressione: «Che sia arrivato l’ordine di non arrivare in alto, buttando nel calderone solo i campionati minori. Tanti personaggi sono stati stranamente “dimenticati”». E con questi sospetti, corroborati dalla circolazione di plichi anonimi con trascrizioni di intercettazioni, verbali della Polizia di Stato, addirittura cd con le registrazioni delle telefonate, il basket ha vissuto per tre anni. In sé, quel materiale, non aggiunge molto a ciò che è già pubblico. E’ stato la chiave per la sospensione cautelativa dell’arbitro Paternicò su una denuncia di una collega per comportamento antisportivo, reato prescritto.Ma non ha portato a ulteriori approfondimenti su altre intercettazioni relative a questa inchiesta, alle quali alcune persone dicono di aver avuto accesso, su fatti avvenuti in serieA. La Fip non ha spazzato via tutti i dubbi, al processo di Reggio Calabria, alla luce del sole, chiediamo che il basket vada avanti finalmente senza sospetti. Presto. da Blog NCC News