MESSINA: Stazionarie le condizioni dell'egiziano. Confermato il carcere per l'aggressore

19 aprile 2012 Cronaca di Messina

Le condizioni di Alì, il venditore di rose egiziano finito all’ospedale dopo la brutale aggressione di domenica notte in pieno centro, sono stabili. Ma non è ancora fuori pericolo. Intorno alle 18 di ieri alla Rianimazione dell’ospedale Papardo, dove si trova ricoverato, è stata eseguita un’altra Tac per confrontarla con le precedenti e s’è visto che l’emorragia provocata dall’unico devastante colpo di bastone sferrato da Pietro Zappia non s’è estesa. Tuttavia non s’è nemmeno ridotta. Quindi il primario del reparto, Tanino Sutera, ha deciso di mantenere la prognosi riservata. E lo sarà almeno per le prossime 72 ore, nel corso delle quali il paziente sarà sottoposto a un costante monitoraggio. Ha il cranio fratturato. Al “Papardo” in queste ore sono andati a trovare Alì tanti amici e anche parecchia gente che s’è mossa per la grande catena di solidarietà che è subito scattata anche su Facebook, ieri c’è andato anche un suo amico egiziano che fa il medico, hanno parlato a lungo, Alì s’è un po’ rasserenato, per adesso mangia anche se imboccato, ovviamente è ancora provato. E l’aggressore? Ieri per oltre un’ora il quarantenne Pietro Zappia è stato interrogato al carcere di Gazzi dal gip Antonino Genovese, c’era accanto il suo difensore, l’avvocato Nino Paratore, l’uomo ha dato una sua versione dei fatti, per lui il sostituto procuratore Stefano Ammendola, il magistrato che segue il caso, ha chiesto la custodia in carcere. E il gip Genovese dopo l’interrogatorio ha confermato per Zappia la custodia in carcere, con l’accusa, pesante, di tentato omicidio, quindi per il momento non ha creduto al suo racconto: Zappia ha parlato di una crisi di panico, di un solo colpo di bastone non mirato nemmeno alla testa, di un mazzo di rose lasciato per qualche minuto su un tavolo e preso per offrirlo alla fidanzata, sostiene addirittura di aver restituito i fiori e d’aver chiesto scusa. Sarà poi l’inchiesta a chiarire tutto. Rimane “agli atti” per adesso quel colpo di bastone devastante, su Alì e sulla nostra città. La polizia in ogni caso sta ancora lavorando a pieno ritmo al caso, con eventuali testimonianze e altri particolari importanti, per ricostruire questa aggressione che ha scioccato l’intera città per tale gratuita violenza. L’avvocato di Zappia, Nino Paratore, che ieri aveva chiesto per il 40enne la concessione degli arresti domiciliari, al termine dell’interrogatorio ha rilasciato una breve dichiarazione: «Il mio assistito è prostrato e dispiaciuto, attraverso me vuole chiedere scusa ad Alì e ai suoi familiari, mi ha chiesto più volte delle sue condizioni di salute e si augura che presto possano migliorare». Domenica notte erano passate da poco le due e davanti a quel bel locale di via Loggia dei Mercanti, a due passi da piazza Duomo, s’è consumato tutto in pochi frenetici minuti, e la prima ricostruzione messa a punto dagli agenti delle Volanti è chiara. Ecco come sono andate le cose secondo la ricostruzione: Zappia e il povero Alì si sono sicuramente fronteggiati, magari l’egiziano avrà “sparato” una delle sue solite frasi a effetto, ma la reazione del quarantenne è stata devastante. Alì è finito a terra con il cranio spaccato. NUCCIO ANSELMO – GDS