SCOMPARE L'UOMO SIMBOLO DEL MESSINA CALCIO: CIAO, GRANDE CICCIO CURRO'

20 aprile 2012 Cronaca di Messina

Si è spento questa mattina Ciccio Currò, simbolo del calcio messinese. Aveva 80 anni. Una vita dedicata al pallone, non ha mai abbandonato il “Celeste”, la sua casa. Lascia un grande vuoto. La società, l’intero staff e i calciatori del Città di Messina lo ricordano con affetto e commozione. Una vita per il calcio, una vita dedicata ai colori giallorossi, a quell’infinito amore per il pallone. Da oggi questo stadio che ogni giorno ci ospita sarà vuoto. Perchè questo è il suo stadio, la sua casa. Il “Celeste” è Ciccio Curro. E la sua anima resta qui, con noi, a sostenere quella passione per questo sport che in lui, in Ciccio Currò, trovava la sua espressione più pura. Come ogni mattina, anche quest’oggi Ciccio era pronto per raggiungere il “Celeste”. Come ogni mattina avrebbe voluto soddisfare quelle piccole ma indispensabili abitudini di una vita intera: arrivare al campo, sorseggiare un caffè, sfogliare la Gazzetta del Sud, chiacchierare di calcio, accomodato in quella che è e resterà sempre la sua stanza, tappezzata di foto che ritraggono lui, Scoglio, Massimo, Schillaci e immagini di calciatori e partite delle stagioni più disparate. Ma quei problemi respiratori con cui combatteva con ardore ormai da anni oggi sono stati fatali. Ciccio Currò se n’è andato, aveva 80 anni, ma il suo ricordo è incancellabile negli occhi e nelle menti di migliaia di messinesi che al “Celeste” sono cresciuti: cambiavano le categorie, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti, ma lui, Ciccio Currò, era il punto fermo, il filo conduttore che legava ogni epoca calcistica. Il calcio è stato la sua vita: fin da ragazzino l’amore per questo sport e la vicinanza alla squadra della città, una vicinanza divenuta ben presto una causa a cui dedicare anima e corpo. In questo mondo c’era dentro da oltre sessant’anni e ne conosceva ogni particolare: i malanni avevano fiaccato il suo fisico ma non la sua mente ed era un piacere ascoltarlo mentre raccontava aneddoti, episodi, storie di calcio. Chiunque sia passato da questo glorioso stadio ricorda con affetto Ciccio Currò, che per anni del Messina calcio è stato massaggiatore, definizione ben presto divenuta limitativa per un personaggio che di questo nostro calcio è stato un’autentica bandiera, un simbolo, una legenda. Un punto fermo per tutti, anche quando l’età non gli ha più consentito di essere utile all’interno del rettangolo di gioco. Non era tipo che amava autocelebrarsi, ma gli piaceva ricordare di sè la velocità con cui, durante le partite, scattava dalla panchina e raggiungeva i calciatori per prestare loro soccorso. “Ai miei tempi ero il più veloce di tutti” raccontava fiero. Ma ce ne sono tante altre di cose di cui poteva essere orgoglioso, perchè nessuno era benvoluto, amato, quasi idolatrato come lui tra i personaggi che hanno fatto grande il calcio di casa nostra. Dal calcio ha ricevuto tanto, ma probabilmente meno di quanto ha dato, perchè lui al pallone e ai colori giallorossi ha dedicato un’intera vita. Al fianco di quei colori c’è rimasto sempre e comunque, senza distinzioni di categorie. Ciccio Currò è la storia del nostro calcio. Discese e risalite, trionfi e fallimenti, vittorie e sconfitte: lui c’è sempre stato, ad offrire il suo contributo e la sua smisurata passione. Dalla prima volta del Messina in A, negli anni ’60, alla scomparsa dal panorama professionistico di quattro anni fa, passando per tutti i momenti di euforia e di depressione che il calcio inevitabilmente genera in chi come lui del calcio ha fatto una ragione di vita. E’ un grandissimo orgoglio per questa nostra giovane società averlo avuto come nostro tifoso. Sempre qui con noi, presente, ogni giorno, ad offrire la sua esperienza, i suoi consigli, la sua immagine di uomo simbolo del calcio messinese, che da sola bastava a farci sentire veramente importanti. Era un piacere vederlo sorridere felice dopo ogni vittoria, così come è stato un grande dispiacere scorgere dopo la sconfitta di Ragusa la sua amarezza, manifestata con i suoi modi spiccioli e senza giri di parole. Ha seguito ed appoggiato questa squadra fin dalla sua nascita e ci piace ricordare la standing ovation che una folta platea gli ha tributato alla conferenza stampa di presentazione del Città di Messina nel luglio 2010. Un tributo che lo ha commosso e reso davvero orgoglioso. Ciccio ci ha apprezzato, aiutato, sostenuto. E ha amato questa società prima di tutto perchè ha avuto cura del “Celeste”, il suo “Celeste”, quello stadio che da anni rappresentava la sua vera casa. Oggi in tutti noi, a partire dai nostri magazzinieri, Salvatore Mastroeli e Nino Utano, che lo hanno amorevolemte accudito negli ultimi tempi, c’è un profondo senso di tristezza. La società, lo staff, i calciatori lo ricordano e lo ricorderanno per sempre con grande affetto ed enorme commozione, grati per quanto lui ha saputo offrire, anche con la sua sola presenza, in questi ultimi anni. E con affetto e commozione lo ricordano certamente migliaia di tifosi, appassionati, amanti del nostro calcio, intere generazioni cresciute a pane e pallone, assorti nella magica atmosfera che solo il “Celeste”, il suo “Celeste” sa regalare. Ciao grande Ciccio, già ci manchi tanto. DAL SITO DEL CITTA’ DI MESSINA