PALERMO, IL PROCESSO: Deporrà la vedova Borsellino. Con lei anche una giornalista e due magistrati colleghi del procuratore

21 aprile 2012 Mondo News

Palermo – Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, e i due ex colleghi del magistrato assassinato dalla mafia, Alessandra Camassa e Massimo Russo, deporranno al processo per favoreggiamento alla mafia al generale dei carabinieri Mario Mori e al colonnello dell’Arma Mauro Obinu. Lo hanno deciso i giudici della quarta sezione del tribunale scegliendo la riserva sulle richieste di ammissione dei testi fatte dal pm Nino Di Matteo. Ammesse anche le deposizioni di Riccardo Guazzelli, figlio del maresciallo Antonio Guazzelli, ucciso dalla mafia; Nicola Cristella, ex caposcorta del numero due del Dap Francesco Di Maggio, e Sandra Amurri, giornalista de “Il Fatto”. Sul banco dei testi saliranno anche l’ex generale dei carabinieri Antonio Subranni e il pentito Gaspare Mutolo. Respinti, invece, perchè ritenuti irrilevanti i confronti tra gli ex ministri Claudio Martelli e Nicola Mancino e tra quest’ultimo e Vincenzo Scotti. Il tribunale ha, inoltre, respinto l’esame dell’ex guardasigilli Giovanni Conso e degli ex capi del Dap Nicolò Amato e Adalberto Capriotti. Alla prossima udienza, fissata per il 4 maggio, è prevista la deposizione dei magistrati Alessandra Camassa e Massimo Russo che, poco prima che Borsellino venisse ucciso, ascoltarono uno sfogo del giudice che disse ai colleghi che era stato tradito. Sul banco dei testi salirà anche Cristella che dovrà riferire di una telefonata ricevuta da Di Maggio da parte dell’allora ministro Calogero Mannino che gli avrebbe fatto pressioni finalizzate ad attenuare il carcere duro ai boss. Le testimonianze dei tre testi ruotano tutte attorno alla trattativa tra Stato e mafia di cui Mori sarebbe stato tra i protagonisti e la cui esistenza Borsellino avrebbe scoperto prima di essere ucciso. Tra gli oggetti del patto stretto tra parte delle istituzioni e Cosa nostra, oltre all’impunità del boss Bernardo Provenzano, garantita secondo l’accusa anche da Mori, concessioni sul 41 bis: in cambio la mafia avrebbe offerto la cessazione delle stragi. La Borsellino, che verrà sentita nelle prossime udienze, dovrà raccontare quanto le disse il marito su un presunto coinvolgimento con la mafia del generale Antonio Subranni, ex capo del Ros, che il magistrato – racconta la vedova – avrebbe definito “punciuto” (affiliato a Cosa nostra). Subranni, inquisito nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio dai pm di Caltanissetta, sarà interrogato come indagato di procedimento connesso. Intanto qa Caltanissetta, giudizio immediato per il pentito Fabio Tranchina, autoaccusatosi insieme a Gaspare Spatuzza di aver ricoperto un ruolo nella preparazione della strage di via D’Amelio. La richiesta è stata avanzata dalla Procura di Caltanissetta, guidata da Sergio Lari. Le dichiarazioni di Tranchina hanno aperto un nuovo filone dell’inchiesta sull’attentato in cui furono uccisi dalla mafia il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Tra qualche giorno la richiesta di rinvio a giudizio dovrebbe essere avanzata, per lo stesso reato, anche per gli altri cinque indagati, Salvuccio Madonia, Vittorio Tutino e Salvatore Vitale, l’ex pentito Calogero Pulci, che risponde solo di calunnia, e Maurizio Costa, nei cui confronti si ipotizza il reato di favoreggiamento. Francesco Santoro – GDS