MESSINA, IL LIBRO: Ecco il Regno delle Due Sicilie visto da un console britannico

22 aprile 2012 Culture

«Questo volume attento e approfondito pone al centro la storia del nostro Meridione che va oltre gli stereotipi e che affronta luci e ombre del Regno borbonico in modo articolato e tematico, con diverse sezioni nel lungo periodo che mettono in rilievo le tante potenzialità ma anche le tante problematiche inevase che hanno caratterizzato il Sud ottocentesco». Così Antonio Baglio, ricercatore di Storia contemporanea dell’Ateneo di Messina, ha introdotto la presentazione della monografia di Sergio Di Giacomo edita da Aracne di Roma dal titolo dal titolo “Il Sud del console Goodwin. Il Regno delle Due Sicilie nel Report del console britannico in Sicilia (1840)” che si è tenuta alla libreria Circolo Picwick. Il prof. Rosario, Battaglia, ordinario di Storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina, ha messo in rilievo l’importanza dello studio che analizza il Report del console generale britannico in Sicilia incentrato sulle dinamiche socio-economiche della prima metà del XIX secolo, capace di anticipare le tematiche che verranno riprese dal dibattito successivo sulla “questione meridionale”. Rilevanti risultano i riferimenti al processo di defeulizzazione, allo strapotere dei baroni, alle attente descrizioni sul campo della condizione di vita di contadini e minatori, al ruolo dell’istruzione pubblica e privata, allo scambio commerciale privilegiato tra Sicilia e Gran Bretagna, alla rete consolare inglese. «Questa ricerca è un incisivo esempio di storia sedimentata che ha un suo profondo background in una serie di relazioni e progetti, in quel paesaggio che è costituito dallo spazio scritto dalla storia che raccoglie il vissuto e la cultura degli uomini», ha messo in evidenza il prof. Giuseppe Campione, geografo di fama internazionale, che ha voluto porre l’attenzione sui tanti nodi che il rapporto del console inglese pone ancora oggi alla storiografia, dal tema della Costituzione Inglese del 1812, occasione mancata di riformismo illuminato seppur baronale, al ruolo dominante del clero, fino all’assenza della borghesia e della cittadinanza attiva all’interno delle dinamiche tra oppressi e oppressori tipici dei feudi siciliani. Salvatore Bottari, storico dell’età moderna, ha voluto invece sottolineare l’importanza della ricerca effettuata dall’autore intrecciando fonti e documenti di varia natura e originalità che rilevano il ruolo internazionale dell’isola all’interno di dinamiche socio economiche di grande rilevanza globale. Girolamo Senzani – GDS