MESSINA: Palumbo, ecco le nuove 5 commesse. L'imprenditore napoletano: «Vogliamo creare nello Stretto un polo d'eccellenza». Rodriquez, attese novità

23 aprile 2012 Cronaca di Messina

Un’utopia possibile. Il Distretto della cantieristica navale messinese, che in questa fase delicatissima della moribonda economia cittadina sembra un traguardo irraggiungibile, ha margini sufficienti per poter cominciare a diventare realtà. Dipende tutto dal ruolo che Messina (intesa come classe politica e dirigente) intenderà svolgere nei prossimi mesi. La scorsa settimana a Napoli l’imprenditore Antonio Palumbo (che qui in riva allo Stretto ha trovato fortissime resistenze) ha ufficializzato l’arrivo di cinque nuove commesse, che consentiranno di avere, nei cantieri navali di Napoli e di Messina, lavoro fino al 2015. L’ordine per tre nuovi megayacht da 40, 55 e 90 metri proviene da parte di due magnati russi e di un petroliere arabo. Altre due commesse, relative alla trasformazione e alla riparazione di traghetti, arrivano dalla Toscana. «Questa è la nostra risposta alla crisi – ha dichiarato Palumbo – ed è il migliore dei modi per festeggiare 45 anni di attività della nostra azienda. Le nuove commesse saranno realizzate nel porto di Napoli dove abbiamo avviato la specifica divisione di costruzione yacht, ma coinvolgeremo anche lo storico cantiere di Messina, dove cercheremo di trasferire il know how e l’esperienza acquisita in modo da dare vita a un polo cantieristico di eccellenza nel cuore del Mediterraneo. Il nostro motto – ha proseguito l’imprenditore partenopeo – è non fermarci mai, guardarci intorno, cercare nuove nicchie di mercato. In questo modo abbiamo trovato una risposta alla profonda crisi del settore cantieristico. Ci siamo ampliati nel Mediterraneo, ci siamo diversificati pur rimanendo all’interno del nostro core business, ovvero avviando la costruzione di megayacht. E i risultati ci hanno dato ragione». È stato il successo di “Prima”, il megayacht Columbus di 54 metri varato a Napoli nel giugno 2011 e premiato al Monaco Yacht Show dal principe Alberto e dal re di Spagna Juan Carlos di Borbone, a dare la spinta ai Cantieri Palumbo per entrare nel mercato della nautica extralusso. Poi, sono arrivati i nuovi ordini. «Questa strategia – ha aggiunto Palumbo – ci consente di fronteggiare la crisi, crescendo e generando nuova occupazione al Sud in un momento drammatico non solo per il nostro settore». È importante sottolineare quanto affermato da Palumbo riguardo al cantiere di Messina, nell’ottica di dar vita «a un polo di eccellenza nel Mediterraneo». Bisognerà incalzare l’imprenditore perché rispetti gli impegni, perché in riva allo Stretto non arrivino solo le “briciole”, perché si possa davvero voltare pagina e inaugurare una nuova stagione di rilancio e di lavoro. Ma anche la nostra città deve fare la sua parte, incentivando e non scoraggiando le iniziative di chi dimostra di voler continuare a investire su questo territorio. E passiamo alla Rodriquez, altra “croce e delizia” della cantieristica navale messinese. Qui si gioca una delicata partita, anche sul piano politico, che la città deve considerare come propria, e non come il semplice dettaglio di operazioni economiche che avvengono altrove. Il marchio Rodriquez è nostro, nessuno può e deve scipparcelo. Nel bilancio approvato dall’Immsi, l’holding guidata da Roberto Colaninno, il valore complessivo relativo al settore navale, al 31 dicembre 2011, è stato di 187 milioni di euro. La componente più rilevante dei ricavi proviene dalla controllata Intermarine Spa, con sede a Sarzana, che gestisce in particolare il contratto con la Marina Militare italiana per le attività di ammodernamento dei cacciamine della classe Gaeta, il programma di costruzione e realizzazione di pacchetti logistici per la Guardia di finanza e il programma di costruzione di tre cacciamine per la Marina finlandese. L’esercizio 2011 registra una diminuzione dei ricavi netti di vendita del 16,3 per cento rispetto al precedente. «Tale diminuzione – si legge nella relazione allegata al bilancio – è principalmente imputabile alla capogruppo Rodriquez Cantieri Navali». Vorremmo sentire, prima o poi, da Colaninno le stesse parole di Palumbo: «Investiremo nel cantiere di Messina». Per ora abbiamo registrato solo un assordante silenzio ma nelle prossime settimane potrebbero maturare importanti novità anche su questo fronte. Lucio D’Amico – GDS