CATANIA: L'agguato al pm Pacifico, dai Ris altre prove contro Finocchiaro

24 aprile 2012 Mondo News

Catania – Una perizia dei carabinieri del Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) inchioderebbe Orazio Finocchiaro, figura emergente del clan catanese Cappello-Bonaccorsi alle pesanti responsabilità che gli vengono contestate. I “pizzini” con l’ordine di uccidere il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Pasquale Pacifico li avrebbe scritti proprio lui. L’accertamente, insomma, smentirebbe il boss che per difendersi dalla grave accuse ha dichiarato che a scrivere quei messaggi potesa essere stato Giacomo Cosenza il pentito che li ha consegnati agli inquirenti. E così ieri mattina i poliziotti della Squadra Mobile hanno notificato in carcere a Orazio Finocchiaro un nuovo ordine di custodia cautelare con l’accusa di associazione mafiosa. Dagli accertamenti è emerso anche «un tentativo di riorganizzare il gruppo Cappello-Bonaccorsi», del quale Finocchiaro cercava di «accreditarsi come nuovo capo». I nuovi sviluppi dell’indagine sono stati illustrati dal procuratore capo di Catania Giovanni Salvi: «Abbiamo rafforzato – ha detto – l’ipotesi dell’esistenza di un reato associativo, che è quello per cui noi procediamo, e ci sono indagini ancora in corso». Sui piani contro il sostituto Pasquale Pacifico, il procuratore ha aggiunto che si era «alla fase preliminare di preparazione e le fasi esecutive non erano ancora progettate». Infine ha spiegato che «Finocchiaro ha rinunciato al ricorso che aveva avanzato al Tribunale del riesame di Messina, contro la prima ordinanza di carcerazione, non presentandosi all’udienza». In uno dei “pizzini” che Orazio Finocchiaro avrebbe scritto dal carcere si legge: «Quel “cesso”, vedi che non deve vivere. Devi buttargli tutti i 32 colpi in testa. Se tu non esci (dal carcere, ndr) lo facciamo fare lo stesso il posto a ‘Pacif’, stai tranquillo». Il messaggio si conclude con una raccomandazione e un saluto da sms: «Brucia il biglietto, T.V.T.B».