IL SEQUESTRO DELLA NAVE 'ENRICO IEVOLI': Tornano a casa anche i due messinesi. La telefonata della Farnesina con la bella notizia ha fatto tornare il sorriso a Torre Faro alla famiglia di Valentino Longo. È finito l'incubo pure per il direttore di macchina Lillo La Maestra del rione Minissale

24 aprile 2012 Cronaca di Messina

Mamma Pina è una Pasqua, occhi lucidi di gioia. È lei ad accoglierci ieri in casa Longo, nel cuore di Torre Faro, dove è tornata la serenità. La telefonata della Farnesina con la bella notizia della liberazione del figlio Valentino e degli altri membri dell’equipaggio della Ievoli ha fatto tirare a tutta la famiglia un bel sospiro di sollievo. Sul volto della signora è tornato finalmente il sorriso e non vuole andare via. Sembra un’altra persona rispetto al giorno in cui si apprese del sequestro; quando in lacrime ci salutò raccomandandoci di dare ampio spazio alla notizia, nella speranza di tenere alta l’attenzione attorno alla vicenda. Prima di ieri, l’ultima telefonata del figlio Valentino, allievo ufficiale 29enne imbarcato dallo scorso novembre (con lui l’altro messinese Lillo La Maestra), risale al giorno di Natale, quando il satellitare di bordo consentì agli uomini dell’equipaggio della petroliera di scambiarsi gli auguri coi familiari. Poi l’assalto dei pirati nel golfo dell’Oman dove la nave stava transitando, la conseguente “prigionia” durata quattro mesi e la liberazione avvenuta in queste ultime ore. Fra qualche giorno, Longo e gli altri italiani rapiti, faranno rientro a casa: «Non sappiamo esattamente quando potremo riabbracciarlo – afferma la madre del giovane di Torre Faro – ma è questione di qualche giorno, il tempo necessario, ci hanno detto, che la petroliera approdi in un porto tranquillo. Siamo ovviamente tutti contentissimi – prosegue la signora che parla anche a nome del marito e della fidanzata del figlio – sono riuscita finalmente a parlare con lui subito dopo la liberazione: sta bene, non è stato maltrattato, almeno così mi ha riferito». Il telefono di casa squilla a ripetizione. Sono i tanti amici e vicini di casa che hanno saputo della liberazione degli ostaggi. «Grazie, grazie», non fa altro che ripetere al telefono mamma Pina, senza riuscire a trattenere l’emozione. Longo avrebbe riferito che anche l’altro collega messinese, il direttore di macchina Lillo La Maestra, residente al rione Minissale, starebbe bene. E adesso in casa Longo si può tornare a parlare di matrimonio: quello di Valentino con la fidanzata Macrina Bertuccio, 28 anni (da sei al fianco del marinaio) in programma il prossimo 21 luglio. «Valentino – dice la madre – potrà coronare il suo sogno, nozze già fissate. Sarà una doppia festa». La signora ha parole di elogio pure nei confronti degli operatori della Farnesina che in questo lungo periodo sono stati vicini alla famiglia: «Sia l’armatore che la Farnesina ci sono stati vicini e li ringraziamo». Longo si era imbarcato la prima volta tre anni fa. Cominciò con Venezia-Augusta, tratta tranquilla, poi iniziarono le grandi rotte oceaniche. Sulla “Enrico Ievoli” c’era finito dopo quattro di ferma a casa e ben consapevole dei rischi che si corrono lungo determinate tratte. Durante un precedente imbarco Valentino raccontò ai familiari di una certa tensione a bordo quando attraversarono proprio le coste dell’Oman. Anche in quel caso temevano l’attacco dei pirati, al punto da fare i turni di sorveglianza di notte. Addirittura quando attraccavano nei porti erano costretti persino a stendere tutt’intorno alla nave il filo spinato per evitare abbordaggi. Ereditò dal padre la passione per il mare, con una breve parentesi universitaria, sfociata presto nell’intenzione di intraprendere ben altra carriera. A bordo della Ievoli c’erano anche sette marinai indiani e anche loro sono stati liberati: «Anche loro torneranno a casa», ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, a margine di un convegno al Senato. «È un aspetto che vorremmo far notare ai nostri amici indiani», ha affermato, spiegando che «anche noi vogliamo che i nostri marò tornino in Italia. Noi riteniamo di avere il diritto-dovere di mettercela tutta perché i nostri militari, che lavoravano per la nazione italiana, tornino in Italia», ha aggiunto. Commentando la liberazione della Ievoli, De Mistura si è detto «felicissimo» perché «una volta di più si è dimostrato che con la pazienza strategica e il lavoro discreto i risultati ci sono». Il sottosegretario ha anche avuto parole di apprezzamento per la «discrezione» mantenuta dalle famiglie dei sei italiani che erano a bordo dell’equipaggio. TITO CAVALERI – GDS