DELL'UTRI: La motivazione è peggio di una condanna. L'ironia di Ingroia: Cicchitto e Gasparri hanno festeggiato troppo presto…

25 aprile 2012 Mondo News

Palermo: «I giudici della Cassazione su diversi aspetti sono più pesanti di quelli della Corte d’appello. Chi aveva esultato dopo la sentenza Dell’Utri aveva cantato vittoria troppo presto. Tanto per non fare nomi, mi riferisco ai vari Gasparri e Cicchitto». Il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che fu pm nel processo di primo grado, appare soddisfatto: ritiene infatti che le motivazioni della sentenza che ha annullato con rinvio la condanna a 7 anni del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, «danno ragione a quella che fu la mia interpretazione, data nell’immediato. Intanto la decisione non equivale a un’assoluzione. Io avevo criticato non la sentenza, di cui non conoscevo le motivazioni, come non le conosceva nessuno, ma la requisitoria del procuratore generale e le sue considerazioni sul concorso esterno. Mi sembra che ora la Cassazione convalidi la ricostruzione della Procura». «Noi – continua Ingroia – usammo espressioni più colorite, come “ambasciatore” di Cosa nostra, i supremi giudici scrivono che Dell’Utri fu “mediatore”. La sostanza non cambia. C’è stata un’evidente strumentalizzazione della sentenza, una fuga in avanti nelle felicitazioni all’imputato». Secondo Ingroia, quanto sostenuto dalla Corte, circa il periodo ’77-’82, in cui non sarebbe provata la continuità della vicinanza a Cosa nostra da parte del «mediatore» Dell’Utri, «non significa che manchi la prova; i giudici dicono solo che la motivazione non è adeguata». E anche in tema di prescrizione, per Ingroia il fatto di considerare questo intervallo tra il ’77 e l’82 può far configurare due reati diversi «e dunque allungare i tempi della prescrizione. Così come voluto da una legge varata col governo di centrodestra, per aumentare le pene nei confronti dei responsabili di fatti di mafia. Sarebbe una vera beffa per il centrodestra…». «Ingroia, che ha pensato di usare il falso pentito Ciancimino facendosi invece usare e ridicolizzare dal medesimo in tutti i sensi – afferma il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto – adesso apre una polemica politica con il sottoscritto e con il Sen. Gasparri dimostrando ancora una volta che ci troviamo di fronte ad un soggetto che fa politica a tempo pieno è che per di più svolgendo l’attività di Pm può utilizzare strumenti quali le intercettazioni, gli avvisi di garanzia e gli arresti, strumenti dei quali nè Gasparri nè io evidentemente possiamo disporre. Proprio la polemica politica da lui condotta – aggiunge il capogruppo del Pdl alla Camera – dimostra che il Dott. Ingroia è del tutto incompatibile con il ruolo delicatissimo che svolge visto che esso riguarda anche il rapporto mafia-politica.(agi)