L'OMICIDIO DI NOVARA DI SICILIA: Più della partita a carte truccata dopo il picnic interessi economici alla base dell'omicidio

25 aprile 2012 Cronaca di Messina

L’omicidio di venerdì scorso di Sebastiano Raciti, 51 anni, domiciliato a Giarre, ucciso dal cognato Rosario Grasso, 64 anni, commerciante di frutta di Santa Venerina, avvenuto dopo un improvvisato “picnic” nel bosco di Sella Mandrazzi a Novara di Sicilia, potrebbe riservare importanti novità e rivelare la natura dei contrasti familiari che sarebbero stati generati da interessi economici. L’esito della partita a briscola con le reciproche accuse di baro, finita in tragedia, sarebbe stata un pretesto per far riemergere vecchi rancori per motivi di interessi. Le indagini dei carabinieri che continueranno sotto la guida della Procura di Barcellona, potrebbero portare presto a nuovi scenari. Intanto ieri il Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Anna Adamo ha tramutato il fermo iniziale eseguito dai carabinieri nei confronti di Rosario Grasso, in ordinanza di custodia cautelare in carcere, così come richiesto dal magistrato inquirente Mirko Piloni. All’omicida, marito della sorella della vittima, si contestano per ora i reati di omicidio volontario e porto e detenzione illegale in luogo pubblico di arma da fuoco. L’ordinanza di custodia cautelare conferma l’iniziale dinamica dei fatti. I due, Rosario Grasso commerciante di frutta e Sebastiano Raciti muratore disoccupato che aiutava il cognato, in mattinata erano stati a Francavilla di Sicilia dove si sarebbero dovuti incontrare con un agricoltore per trattare una partita di merce. L’appuntamento è slittato al pomeriggio, così i due hanno deciso di dirigersi attraverso la strada statale 185 di sella Mandrazzi verso Novara di Sicilia per poi raggiungere Mazzarrà e contattare altri produttori agricoli. Sulla strada del ritorno i due cognati dopo essersi fermati in un bar di Novara sono risaliti in pineta dove, in contrada Valle Botte, si sono fermati per un picnic allestendo tavolo e panche con cassette di legno. Finita la colazione hanno iniziato una partita a briscola. La lite sarebbe scaturita per un sospetto di baro durante il gioco. Secondo quanto ha riferito Grasso, il cognato per reazione alla lite verbale avrebbe estratto il coltello puntandoglielo alla gola. Lui è riuscito a divincolarsi e in quei momenti concitati ha estratto dall’auto la pistola, un revolver calibro 38 regolarmente denunciato e per il quale non aveva la licenza di porto d’armi, puntando l’arma e sparando due colpi contro il cognato che è stramazzato a terra. Poi con la stessa auto con cui i due viaggiavano, un Suv Hyundai che stranamente recava una targa di nazionalità romena, il commerciante ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Novara dove ha raccontato tutto quello che era successo indicando al militare in servizio il luogo dove si trovava il cadavere. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, al comando del maggiore Luciano De Gregorio, sono adesso concentrate sui contrasti pregressi riemersi nella lite avvenuta nella pineta di Novara. Leonardo Orlando – GDS