MESSINA: L'autopsia non ha chiarito i dubbi. Un mistero la morte di Santamaria. L'esame eseguito ieri: non sono state riscontrate lesioni agli organi

25 aprile 2012 Cronaca di Messina

Rimane un mistero. C’è una possibile problematica cardiaca. Ma al di là di questa circostanza l’autopsia eseguita ieri sul corpo di Daniele Santamaria, l’ex guardia giurata 40enne morta sabato scorso mentre era in attesa al pronto soccorso dell’ospedale Papardo, non sembra aver fornito elementi di conoscenza immediati. E a quanto pare non sarebbero stati riscontrati nemmeno “traumi” gravi come aneurismi o emorragie, o lesioni di organi in genere, per spiegare questa tragedia ancora oscura che s’è consumata in una manciata di drammatici minuti. Molto di più si saprà quando verranno eseguiti gli esami istologici sui campioni che ieri sono stati prelevati dai due consulenti della Procura che hanno effettuato l’autopsia, l’anatomo-patologa Pina Certo e il medico legale Daniela Sapienza. L’inchiesta avviata dal sostituto procuratore Maria Pellegrino, a seguito della denuncia presentata dai familiari, e che vede due sanitari del pronto soccorso del Papardo indagati per omicidio colposo, deve quindi attendere il responso dei periti, che hanno richiesto al magistrato 90 giorni di tempo per depositare la loro consulenza. L’autopsia è stata eseguita nel pomeriggio all’Obitorio del Policlinico mentre in mattinata nell’ufficio del magistrato, si sono svolte le solite tristi procedure per l’affidamento dell’incarico. I due sanitari indagati per omicidio colposo, si tratta di due medici del pronto soccorso del Papardo, non c’è alcun infermiere coinvolto almeno in questa fase, sono assistiti dall’avvocato Giovanni Caroé e hanno indicato come loro consulente di parte il dott. Luigi Angiò. Mentre i familiari dell’ex guardia giurata, che sono assistiti dall’avvocato Marianna Buscemi, hanno nominato il medico legale Nino Bondì come loro perito di parte. Santamaria sabato scorso si era recato con il padre al pronto soccorso del Papardo, lamentando dolori. I familiari hanno denunciato che avrebbero atteso circa mezzora per la visita mentre, secondo l’ospedale, l’attesa è stata molto più breve. Ed è qui che l’inchiesta dovrà chiarire parecchio. Il quesito che il sostituto Pellegrino ha formulato ai suoi consulenti è piuttosto complesso: «… accertare… causa, mezzi ed epoca di morte» ed illustrare «se, in relazione alla causa di morte, nonché alla anamnesi e ai sintomi manifestati dal paziente deceduto, le condotte dei sanitari del pronto soccorso siano state sempre corrette, adeguate e tempestive, indicando, in caso contrario, le condotte imperite, negligenti, imprudenti o intempestive ravvisate (anche sotto il profilo omissivo) nonché i soggetti responsabili; in tal senso le valutazioni dovranno essere compiute ex ante, con riguardo alla fase dell’arrivo del paziente al pronto soccorso ed alla condotta di ciascun sanitario che ha preso in carico o doveva prendere in carico il paziente, dal momento della manifestazione dei primi sintomi di malessere sino al decesso».(n.a.)