MESSINA, L'OPERAZIONE ANTIMAFIA 'MATTANZA': Gli omicidi decisi dai clan nel 2005. Nuovo stop per una ricusazione

25 aprile 2012 Cronaca di Messina

Nuovo stop in corte d’assise d’appello per il processo scaturito dall’operazione antimafia “Mattanza”. Già una prima volta il presidente della corte d’appello Nicolò Fazio aveva rigettato la dichiarazione di astensione del giudice Brigandì, il quale aveva già giudicato uno degli imputati, Marcello D’Arrigo, in un procedimento connesso, ma ieri il problema si è riproposto. Proprio i difensori del boss D’Arrigo, gli avvocati Andrea Borzì e Andrea Mirabile, ieri hanno riproposto la stessa questione argomentando sul fatto che il giudice Brigandì, presidente della corte d’assise d’appello per questo processo con a latere la collega Maria Eugenia Grimaldi, s’è già occupato di fatti processuali della “Mattanza” trattando un altro processo, quello denominato “Case basse”, e in particolare dell’omicidio di Francesco La Boccetta. La corte ieri ha quindi deciso di trasmettere gli atti al primo presidente Fazio per decidere il da farsi, aggiornando il processo al prossimo 15 maggio. L’operazione “Mattanza”, condotta dai carabinieri e gestita dai sostituti della Dda Vincenzo Barbaro ed Emanuele Crescenti, fece piena luce sui clan cittadini. Il nome dell’inchiesta deriva dalla stagione di sangue finalizzata a detronizzare il boss della zona sud Giacomo Spartà. Con una serie di omicidi decisi dai clan, dalla “cupola carceraria” proprio dall’interno del carcere di Gazzi. All’inizio 19 furono gli indagati e il blitz scattò nel dicembre 2007. Nel mirino tre omicidi consumati nel 2005: quelli di Francesco La Boccetta, freddato a marzo lungo lo svincolo di San Filippo; Sergio Micalizzi, ucciso il mese dopo davanti al mercato Zaera; e Roberto Idotta, ammazzato sul viale delle case Arcobaleno, a Santa Lucia sopra Contesse. Fu un’indagine fondamentale che squarciò il velo sulla primavera di sangue in città del 2005, naturale sviluppo investigativo dell’operazione “Ricarica” del 2006, e consentì di scattare una nuova fotografia dei clan cittadini.(n.a.)