UNIVERSITA' DI MESSINA: Ancora polemiche sulla proroga. «Legge chiara, rettori decaduti». L'ennesimo affondo: «A Messina è necessario il commissariamento»

25 aprile 2012 Cronaca di Messina

Le polemiche erano scontate. E sono arrivate puntuali. A qualche giorno di distanza dalla nota del ministero che sembrerebbe lasciare campo a molti rettori sino all’ottobre del prossimo anno, 41 docenti di diversi Atenei italiani hanno scritto un duro commento, evidenziando quelle che a loro avviso sono palesi contraddizioni. Il ministro Profumo nei giorni scorsi aveva spiegato la ratio della nota interpretativa del Governo: «È tutto regolare – aveva confermato il ministro dell’Istruzione –. È la legge stessa a prevedere la proroga di un anno dal momento in cui lo Statuto è operativo per evitare che si arrivi ad un rinnovo degli organi statutari azzerando tutto contemporaneamente. Le Università sono sistemi complessi, c’è bisogno di continuità per garantire che tutto possa continuare a funzionare nel miglior modo possibile. In quell’anno il rettore deve garantire la corretta gestione dell’Ateneo mentre si rinnovano le altre cariche». Sin qui le spiegazioni di Profumo. Che non sono andate giù ai 41 docenti che non disdegnano passaggi ironici. C’è «Profumo di confusione nell’Università italiana» si apre la lettera firmata anche da 14 docenti dell’Ateneo peloritano (Guido Signorino, Antonio Puliafito, Antonella Arena, Carmine Ciofi, Beniamino Ginatempo, Mario Gattuso, Luigi Giuseppe Angiò, Giovanni Tuccari, Alice Baradello, Roberto Dattola, Antonio Saitta, Enza Sofo, Giuseppe Giuffrè, Giovanni Galli). I 41 docenti parlando di «democrazia sospesa» e di necessità «di commissari, a seguito della fantasiosa interpretazione del termine per la proroga dei rettori data dal Governo. Il Ministero ha creato ex novo l’istituto della “adozione definitiva”, distinguendolo dalla “adozione” prevista dalla legge 240/10». In sostanza – secondo i 41 docenti – i rettori che erano in scadenza nel 2011 (come Tomasello) sarebbero decaduti perché non hanno adottato lo statuto entro quella data. Questo a seguito dell’interpretazione del Governo secondo cui l’adozione che fa scattare la proroga (unica e per un solo anno accademico) è quella che ne precede la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a seguito della correzione per eventuali rilievi. A Messina questo dovrebbe avvenire a giorni, quindi a metà del 2012. «Perché e secondo quali norme il rettore è dunque rimasto in sella dal novembre 2011 a oggi?», si chiedono i docenti. «Cosa fare in questi Atenei? – continuano –. I decani devono indire nuove elezioni e il Ministro deve commissariare le sedi, a pena di omissione di atto d’ufficio. Il risultato dell’interpretazione governativa è quello di mandare a casa subito (per mano dei decani e del Ministro) o tra qualche settimana (per mano dei Tar aditi) un plotoncino di rettori. Adesso Profumo deve salvaguardare dal caos amministrativo l’Università, ricorrendo ai commissari. Oppure, rivedere l’interpretazione creativa della legge (invero mal difesa dal Ministro Giarda in Parlamento) e accettare le elezioni dei nuovi rettori entro il 2012. La proroga degli organi politici è prevista dalla nostra Costituzione per il Parlamento in caso di guerra. Nonostante la complessità di gestione delle Università evocata dal ministro Profumo, non ci troviamo in questa condizione… Stia sicuro il ministro – concludono i 41 docenti – tutte le comunità accademiche sapranno esprimere competenze adeguate e sufficienti per gestire la riforma adottata (preliminarmente o definitivamente che sia) coi nuovi statuti». Ma per il momento “comanda” l’interpretazione del ministero e i rettori restano al loro posto. Mauro Cucè / GDS