CALABRIA: Molotov e lettera di minacce "recapitate" al primo cittadino di Lungro. A San Giovanni in Fiore nuove intimidazioni

26 aprile 2012 Mondo News

“Ai sbagliato ha parlare fermati”. Un messaggio sgrammaticato, ma chiaro e limpido agli occhi di Giuseppino Santoianni, sindaco uscente di Lungro ricandidato alle imminenti elezioni comunali. Il primo cittadino, alle 4 di ieri mattina, stava rientrando nella sua abitazione quando ha notato qualcosa di strano. Appoggiate al cancelletto di casa sua c’erano infatti una bottiglia di plastica e una busta bianca. Santoianni, che aveva trascorso una tranquilla serata in pizzeria con i suoi sostenitori dopo un comizio elettorale nella piazza del paese, s’è accorto che nella bottiglia c’era del liquido infiammabile. Poi, aperta la busta, ha letto l’anonima intimidazione vergata con dei ritagli di giornale. Naturalmente preoccupato, ieri mattina il sindaco della cittadina arbereshe affacciata sul Pollino s’è recato dai carabinieri della locale Stazione per denunciare quanto accaduto. A militari dell’Arma dipendenti dalla Compagnia di Castrovillari, diretta dal capitano Sabato Santorelli, Santoianni ha fornito la sua versione dei fatti, collegando la lettera minatoria alle contrapposizioni politiche sorte con la sua ricandidatura. «Ritengo – ha detto il sindaco – che quanto successo ieri notte (tra martedì e ieri, ndr) sia uno dei pochi fatti di cronaca registratisi a Lungro, che è sempre stata una comunità tranquilla. Noi, e io personalmente, continueremo la nostra battaglia politica e invitiamo questi loschi personaggi a uscire allo scoperto. Noi non abbiamo timore. Più di prima ci impegneremo per una Lungro civile, libera, democratica e pulita». Santoianni s’è schierato per le comunali del 6 e 7 maggio con una lista di centrosinistra, i suoi sfidanti sono ben quattro nonostante l’esigua popolazione (i residenti sono poco più di 3mila). Anche nella capitale della Sila, a San Giovanni in Fiore, si devono purtroppo fare i conti con nuove intimidazioni. Dopo quelle subite dal primo cittadino Antonio Barile, la lista s’allunga con Giuseppe Salvatore Mirarchi, presidente dell’Assopec, l’associazione che si occupa di tutelare e assistere i commercianti sangiovannesi. Ieri mattina l’esercente silano ha denunciato ai carabinieri – la Stazione di San Giovanni dipende dalla Compagnia di Cosenza, guidata dal maggiore Matteo Salvatori – di aver ricevuto nei giorni scorsi due messaggi minacciosi, inviati da indirizzi di fantasia a quello reale dell’Assopec. Nel mirino dell’anonimo che s’è preso la briga di imbucare le lettere c’è proprio l’attività svolta dall’associazione. Le indagini sulle intimidazioni di Lungro e San Giovanni, atti piuttosto allarmanti per i ruoli ricoperti dalle vittime, sono seguite con attenzione dal Comando provinciale dei carabinieri, diretto dal colonnello Francesco Ferace. Fabio Melia – GDS