LIBERIAMOCI DAL MUOS: Tre croci bianche poste davanti alla base della Marina statunitense. La protesta coinvolge numerosi comuni ragusani che temono gli effetti delle onde elettromagnetiche

26 aprile 2012 Mondo News

Niscemi – Nella giornata in cui si celebrava la Liberazione dell’Italia dalla tirannia, c’è chi ha voluto organizzare l’ennesima manifestazione di protesta dal titolo emblematico: «Liberiamoci dal Muos». E dopo una marcia a piedi di nove chilometri, partendo dalla piazza principale di Niscemi e conclusa davanti alla recinzione della Base della Marina militare americana di contrada Ulmo, dove è in corso di realizzazione il potente impianto di antenne satellitari che tanto preoccupa la popolazione locale, l’ideatore della manifestazione ha voluto collocare tre croci bianche, tante quanto saranno le gigantesche antenne sulle quali funzioneranno altrettante parabole. Promotore della «marcia di indignazione» il battagliero insegnante niscemese Giuseppe Maida, ex assessore comunale e protagonista di altre plateali manifestazioni contro lo stesso Muos (tra cui un sit-in a Roma, davanti la Rai e l’ambasciata Usa, e poi migliaia di cartoline di Niscemi inviate a Barack Obama), e contro i tagli della sanità in questo lembo della provincia nissena. Ieri mattina Giuseppe Maida, accompagnato dal figlioletto Gaetano e da otto volontari dell’associazione Prociv-Anpas della protezione civile niscemese, si è incamminato alle 9 con le tre croci bianche in spalla e un cartellone appeso alla schiena con la scritta «Non vogliamo morire in silenzio». Le croci simboleggiavano la purezza delle future generazioni ma anche l’avvenire che potrebbe essere negato alla città a causa degli effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche. In contrada Ulmo, Maida ha poi fissato a terra le tre croci, in ognuna delle quali ha collocato un cartello: il primo con la scritta “Con il Muos morirà la nostra salute e quella delle 200 mila persone di 4 province siciliane (Caltanissetta, Catania, Ragusa ed Enna); il secondo con la dicitura “Con il Muos morirà la nostra economia agricola e quella di un intero territorio siciliano”. Il terzo, infine, con la scritta “Con il Muos morirà la più bella Riserva naturale di sugheri del Sud Europa”.
Nelle croci bianche inoltre, Giuseppe Maida ha collocato tre cartoline (a simboleggiare la foto del morto), raffiguranti tre immagini del centro abitato di Niscemi. «Continuerò a battermi per difendere il futuro dei miei figli dal pericolo del Muos – ha detto Maida – e nei prossimi giorni presenterò alla Procura della Repubblica di Caltagirone un dossier sul Muos, affinché possano essere accertate con un’inchiesta eventuali responsabilità per non avere informato subito la popolazione di Niscemi del progetto dell’impianto. Chiederò inoltre all’Arpa Sicilia ed al ministero dell’Ambiente, l’installazione permanente di centraline di rilievo di onde elettromagnetiche in tre zone della città che azionino segnalatori acustici al minimo superamento dei limiti consentiti dalla legge». La provincia di Ragusa è preoccupata per la costruzione del Muos a Niscemi. Diversi consigli comunali si sono pronunciati contro l’impianto Usa, mentre sono diversi i comitati che si sono costituiti, il più attivo dei quali si trova a Modica. Il timore maggiore è che l’impianto americano possa creare problemi alle comunicazioni dell’aeroporto di Comiso, la cui apertura dovrebbe avvenire entro l’anno. Lillo Leonardi – GDS