MESSINA, L'OPERAZIONE ANTIMAFIA 'MUSTRA': Emerse altre 3 estorsioni. Non erano state denunciate. Gli imprenditori pagavano in silenzio. Le intercettazioni

27 aprile 2012 Cronaca di Messina

Barcellona – L’attività d’indagine dei carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto compiuta sulle estorsioni commesse dal nuovo gruppo criminale emergente sorto ad opera dei rampolli dei boss della Città del Longano e di Terme Vigliatore, finito nella rete dell’Autorità giudiziaria con l’operazione “Mustra”, ha evidenziato come sia stato determinante il ruolo di giovani commercianti e illuminati imprenditori che hanno avuto il coraggio di denunciare gli aguzzini. Accanto alla nuova generazione di imprenditori coraggiosi, soprattutto di Terme Vigliatore, gli atti dell’indagine fanno emergere sacche di resistenza da parte di altri imprenditori appartenenti alle vecchie generazioni, evidentemenete abituati a pagare gli estortori. È quanto emerge dalle attività di intercettazione ambientale. Accanto ai tre episodi eclatanti delle estorsioni denunciate tempestivamente dalle vittime prese di mira (due nell’estete scorsa e un terzo in autunno attribuiti al nuovo gruppo criminale che agiva per mantenere la tensione e finanziare anche i carcerati), vi sono almeno altri tre episodi “intercettati” dai carabinieri e mai denunciati dalle vittime. I tre casi indicati nelle indagini sulla redditizia attività intrapresa dal gruppo capeggiato da Salvatore Campisi, 27 anni, figliol prodigo di Agostino, sono avvenuti – secondo le indagini – tutti il primo settembre scorso. I casi scoperti non sono stati mai denunciati, pur essendo stati monitorati dai militari dell’Arma. Il primo episodio di estorsione sarebe stato comesso materialmente dallo stesso Salvatore Campisi, il quale presentandosi come esponente della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”, «si faceva consegnare da tale Presti (allo stato non identificato) la somma di 2.200 euro, fatto aggravato dalle modalità mafiose e al fine di agevolare l’associazione mafiosa» di cui il giovane, già condannato per l’inchiesta Vivaio, farebbe parte. Lo stesso giorno il “giro” tra imprenditori si è rivelato proficuo in quanto il giovane avrebbe reso visita ad un secondo imprenditore, tale Calabrò (allo stato non identificato) dal quale riusciva a farsi consegnare una dazione di 300 euro. Terzo caso in un giorno è quello relativo alla consegna di una “tranche” di tangente più consistente del solito, sempre destinata alla mafia di Barcellona. In questo caso la somma estorta – come documentato dai carabinieri – sarebbe stata di 8.300 euro consegnata da tale “Giambò”, imprenditore – scrivono i magistrati Giuseppe Verzera e Francesco Massara – non ancora identificato. Tre episodi in cui le vittime hanno preferito il silenzio alla denuncia. Altro atteggiamento rispetto ai giovani imprenditori, titolari di aziende modello, che hanno invece deciso senza tentennamenti di denunciare le richieste estorsive seguite ai tradizionali segnali lasciati dai postini del “pizzo”, bottiglia incendiaria con cartucce di fucile. Tuttavia gli inquirenti sono fiduciosi e sperano in un ravvedimento delle stesse vittime che hanno pagato le rate del “racket”. Accanto alle vittime determinante di è rivelata la presenza della Fai, Federazione delle associazioni antiracket, che ha seguito e incoraggiato nei momenti difficili chi è rimasto nella morsa degli estortori. Reiterato l’invito alla collaborazionedell’associazione: «Chi ha pagato, rimanendo in silenzio, rischia di diventare inconsapevolmente un complice delle nuove leve della mafia in un momento in cui l’azione preventiva e repressiva degli investigatori dimostra una efficacia mai riscontrata in passato». Intanto gli 8 arresti su un totale di 15 indagati, restano tutti in carcere. L’ultimo interrogato per rogatoria dal Gip di Modena, è stato l’autotrasportatore Stefano Puliafito, 22 anni, di Barcellona, difeso dall’avv. Massimo Alosi, il quel ha risposto alle domande del giudice dichiarandosi estraneo all’associazione mafiosa e all’episodio di estorsione.(l.o.)