2 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

L'ambulante aggredito a Messina: «Non andrò via, molti mi vogliono bene». Vende rose ai tavoli dei ristoranti, preso a bastonate senza alcun motivo dal messinese 40enne Pietro Zappia

MESSINA – «Non andrò via da Messina, qui ci sono tante persone che mi vogliono bene e che mi apprezzano, ho già dimenticato quello che è accaduto». Lo dice l’egiziano Muhammad Nassar, 57 anni, conosciuto da tutti nella città dello Stretto come Alì, nel suo letto d’ospedale al Papardo dove è ricoverato da lunedì 16 aprile. Quella notte Alì,che solitamente vende rose ai tavoli dei ristoranti, è stato aggredito senza alcun motivo dal messinese Pietro Zappia, 40 anni, che lo ha colpito con un grosso bastone di legno alla testa. Zappia è poi stato arrestato dalla polizia e l’egiziano è rimasto ricoverato in prognosi riservata per alcuni giorni tra la vita e la morte per il grosso ematoma procuratogli in testa. Oggi sta bene e tra qualche giorno sarà dimesso. Vuole ringraziare tutti i messinesi che gli sono stati vicini in questo momento difficile e che nei giorni scorsi hanno anche organizzato una fiaccolata per lui. «Non ricordo molto di quello che è accaduto, – dice l’egiziano – ho visto quell’uomo che prendeva il mio mazzo di rose appoggiato sul bancone all’interno di un locale di alcuni amici miei dove stavo prendendo qualcosa da bere. Gli ho chiesto di restituirmelo e poi non rammento più nulla. Mi hanno detto che poi ha preso un bastone e mi ha colpito con forza sulla testa». Alì è ancora scosso e spiega: «Vivo qui a Messina da oltre 25 anni, ho sempre avuto un buon rapporto con tutti e non penso si sia trattato di un episodio legato al razzismo, ma solo un gesto violento senza motivo. In molti mi hanno chiamato e sono venuti a trovarmi. Tra questi anche il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che mi ha chiesto scusa da parte di tutta la città e mi ha promesso di aiutarmi a trovare un lavoro». «Conosco bene Messina – prosegue – e ho sempre cercato di aiutare i giovani, nonostante avessi io stesso delle difficoltà economiche, Spero di poter realizzare un giorno un progetto che ho pronto per aiutare i piu’ disperati, gli emarginati e i giovani”. ”Messina – prosegue Ali’ e’ nel mio cuore, e’ la mia seconda citta’ anche se in Italia sono stato anche a Roma e a Pisa dove ancora vivono i miei figli”.”Sono venuto qui dall’Egitto per spirito d’avventura – conclude – nonostante avessi un buon posto d’impiegato nel mio paese e nonostante mi sia laureato in Egitto in Economia. Questa ormai e’ la mia casa, un giorno tornero’ in Egitto e sono felice per quello che e’ accaduto li’ perche’ ora c’e’ piu’ liberta”. Gianluca Rossellini – corriere.it