3 Maggio 2012 Mondo News

CATANZARO: Non calunniò il pm Mollace, assolto l'avvocato Lupis

CATANZARO – Assolto «perché il fatto non sussiste». Con questa motivazione i giudici della Corte d’appello di Catanzaro (presidente Donatella Garcea, a latere Alessandro Bravin e Isabella Russi) hanno completamente ribaltato la sentenza di condanna nei confronti dell’avvocato Giuseppe Lupis (difeso dal collega Nicola Tavano), accusato di calunnia al sostituto procuratore di Reggio Calabria Francesco Mollace. Nel dicembre del 2010 il legale era stato condannato in primo grado dal giudice del Tribunale di Catanzaro, Antonio Rizzuti a tre anni, 12.000 euro di risarcimento e 6.000 euro di spese processuali. La complicatissima vicenda giudiziaria (che vede addirittura tre procedimenti penali concatenati l’uno con l’altro) è scaturita da una lettera scritta da Lupis all’allora Procuratore capo, Antonino Catanese, nella quale criticava l’operato del sostituto Francesco Mollace, che aveva coordinato le indagini in occasione del suo arresto, chiedendo l’avocazione dell’inchiesta. Il professionista, infatti, era stato bloccato a Reggio mentre si stava imbarcando su un volo per Milano perché nel suo bagaglio a mano era stata trovata una pistola che, secondo l’accusa, sarebbe stata di proprietà di una cliente dell’avvocato, la contessa Enrichetta Lucifero, consegnata al penalista dalla nobildonna nel corso dello sgombero forzato di una casa persa dalla Lucifero in seguito ad una procedura fallimentare. Sin qui la ricostruzione dei fatti secondo la tesi accusatoria, smentita dalla sentenza assolutoria d’appello. Lupis, è bene precisarlo, è stato assolto in primo grado nel dicembre 2010 dall’accusa di porto illegale d’arma per il rinvenimento della pistola all’aeroporto dello Stretto ed è stato assolto, sempre in primo grado, nel gennaio 2011, dall’accusa di possesso illegale di arma in riferimento allo sgombero forzato dell’abitazione della contessa Enrichetta Lucifero per la quale intervenne la prescrizione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Ora una nuova sentenza assolutoria con formula ampia che ad oggi rende ingiuste le restrizioni della libertà patite da Lupis (misure cautelari carcerarie tanto per il primo che per il secondo processo). Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni. (g.m.)