4 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Padre e fratelli di Ruby si costituiscono parte civile. La marocchina denunziò legalee titolare di un centro estetico

Messina – Il colpo a sorpresa è stato a metà udienza circa, quando si stava andando al sodo, era quasi pomeriggio. E già c’è il primo “verdetto”, perché il collegio della prima sezione penale del tribunale ha accolto l’istanza: il padre e tre fratelli di Karima El Mharoug, per tutti Ruby, che vivono a Letojanni, sulla costa ionica del Messinese, saranno parte civile nel processo che vede proprio Ruby come parte offesa e che s’è aperto ieri a Messina. Quando era ancora minorenne e non era ancora diventata famosa, Ruby aveva infatti denunciato nel corso della sua permanenza in città, alla polizia, d’aver subito un tentativo di induzione alla prostituzione e di abusi sessuali. Nel processo che s’è aperto ieri sono imputati la titolare di un centro estetico, Ester Fragata, per il tentativo d’induzione alla prostituzione, e l’avvocato messinese Goffredo Sturniolo, per i tentati abusi sessuali. I fatti risalgono al 2009. Ruby era ospite del centro estetico quando accusò la titolare di averle chiesto di intrattenersi con alcuni clienti e l’avvocato Sturniolo di avere cercato di abusare di lei. Ester Fragata e il legale hanno da tempo querelato la ragazza: sostengono che avrebbe praticamente inventato tutte le accuse nei loro confronti, solamente per vendetta. La marocchina era stata a sua volta accusata dalla titolare del centro estetico di averle rubato un bracciale, un “tennis” del valore di circa 3.000 euro. Per questo episodio Ruby ha già ottenuto il perdono giudiziale davanti al Tribunale dei minori, perché all’epoca aveva poco più di diciassett’anni. Ieri davanti al collegio penale presieduto dal giudice Monica Marino il processo è iniziato in tarda mattinata, prima c’erano altre udienze da smaltire. C’era il pm Federica Rende che ha seguito le indagini su questa storia, c’erano i difensori dei due imputati, gli avvocati Nunzio Rosso e Nicola Giacobbe, ed era scontata la costituzione di parte civile della stessa Ruby con il suo legale, l’avvocato Alessandro Billè. Cosa che è avvenuta. Ma nessuno dei presenti s’aspettava che l’avvocato Vera Scrima, rimasta seduta a lungo nell’unica panca sistemata nel corridoio del “Palazzaccio” quasi davanti all’aula della prima sezione penale, attendesse per quel processo. È lei infatti che nei mesi scorsi aveva assistito i familiari di Ruby dal vero e proprio assalto che si scatenò dopo il clamore dei fatti milanesi e il coinvolgimento dell’ex premier Silvio Berlusconi, la storia della “nipote di Mubarak” con annessi e connessi che ha generato il “processo dei processi” in corso a Milano. Ed è l’avvocato Scrima che ieri ha chiesto e ottenuto, nonostante l’opposizione dei difensori, di costituirsi parte civile nel nome del padre di Ruby, il venditore ambulante marocchino M’Hammed El Mharoug, e di tre suoi fratelli, contro la Fragata e Sturniolo. Ma le sorprese non sono finite qui perché sempre ieri il difensore della Fragata, l’avvocato Nunzio Rosso, nella sua lista dei testi da sentire ha chiesto di convocare, tra gli altri, l’ex premier Berlusconi, la brasiliana “Michelle”, i giornalisti Emilio Fede e Alfonso Signorini, e anche Nicole Minetti. Su questi testi ieri i giudici non hanno deciso subito, lo faranno alla prossima udienza, fissata per il 16 luglio. Per quella data saranno intanto sicuramente sentiti Ruby e tre investigatori. Nuccio Anselmo – GDS