5 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Clan a Giostra e Camaro: 48 "a processo". Traffico di droga, estorsione, usura, maltrattamento di animali, corse clandestine di cavalli

I sostituti procuratori della Distrettuale antimafia Angelo Cavallo e Fabrizio Monaco, quest’ultimo come applicato, hanno depositato al gip 48 richieste di rinvio a giudizio per la maxi operazione antimafia “Gramigna”, il blitz che lo scorso 22 luglio aveva portato carabinieri e polizia all’arresto di 45 persone per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, associazione a delinquere finalizzata al maltrattamento di animali ed all’illecita organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali. Adesso i coinvolti sono in tutto 48 rispetto ai 54 inziali tra capi, gregari e fiancheggiatori. Sei di loro (Massimo Burrascano, Iliana D’Antoni, Giuseppe Burrascano, Bartolo Mantineo, Cristian Alessandro Burrascano e Nunzio Venuti), dopo la chiusura indagini avevano infatti scelto la strada del rito immediato, e cinque di loro hanno già patteggiato la pena nel marzo scorso: Massimo Burrascano (2 anni), Iliana D’Antoni (2 anni e 6 mesi), Giuseppe Burrascano (2 anni), Bartolo Mantineo (1 anno e 10 mesi) e Cristian Alessandro Burrascano (2 anni). Al centro dell’inchiesta gli affari dei boss emergenti messinesi, Domenico Arena «reggente» del clan del rione Giostra, Lorenzo Micalizzi che ora guiderebbe il gruppo del rione Santa Lucia sopra Contesse e Vincenzo Pergolizzi, che sarebbe al vertice del clan di Camaro. Il rinvio a giudizio è stato richiesto per: Davide Puleo, Rocco Perrotta, Salvatore Arena, Salvatore Nava, Davide Russo, Andrea La Spina, Giovanni Agatino Distefano, Gaetano Savasta, Salvatore Savasta, Francesco Libro, Massimo Privitera, Tommaso Vadalà, Antonino La Paglia, Carlo Pimpo, Lorenzo Micalizzi, Vito Rizzo, Walter Morici, Domenico Arena, Cesare Graziano, Antonino Di Blasi, Letterio Colantoni, Guido Caporlingua, Francesco Ballarò, Emanuele Danaro, Giuseppe Fusco, Vincenzo Pergolizzi, Giuseppe Rizzitano, Orazio Jhonny Faralla, Francesco Pergolizzi, Vittorio De Natale, Antonia Vento, Bartolo Mantineo. Ci sono poi alcuni minorenni che avrebbero fatto parte dei vari gruppi e che ovviamente sono indagati dal Tribunale per i minorenni. Oltre ai nuovi boss, tra i 54 indagati iniziali figurava anche il medico veterinario Nino Di Blasi, considerato «consulente» per la somministrazione di farmaci dopanti ai cavalli delle corse clandestine. Tra le altre figure di spicco ci sono l’usuraio Nunzio Venuti, che con il boss Pergolizzi imponeva tassi a del 30% mensile alle vittime, il trafficante di droga Davide Puleo ed il «terminale di rifornimento» a Salerno, Angela Di Marzo. (n.a.)

La vicenda
Il blitz venne condotto all’alba del 22 luglio con oltre 200 carabinieri nei rioni di Giostra e di Camaro, furono interessate anche le città di Napoli, Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna. Vennero eseguite 45 ordinanze di custodia cautelare in carcere siglate dal gip Antonino Genovese, quattro con il beneficio dei domiciliari. Sette dei provvedimenti furono eseguiti dalla Squadra Mobile in quanto la polizia stava lavorando in quel periodo ad una parallela indagine per fatti d’usura e di spaccio. Il 58enne Lorenzo Micalizzi, fu indicato all’epoca dal procuratore capo Lo Forte, come «l’attuale reggente del clan di Giostra, assieme al co-reggente Domenico Arena», mentre a Camaro venne indicata come riferimento centrale la figura di Vincenzo Pergolizzi, personalità emergente, appena 28 anni, residente a Camaro Superiore. Quest’ultimo insieme a Vittorio De Natale era molto attivo anche nella attività usuraria. Anche Giuseppe Rizzitano, Orazio Jhonny Faralla e Vittorio De Natale, sono «ritenuti inseriti nel clan mafioso messinese di Camaro». In città promotore ed organizzatore di un’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio sarebbe stato per esempio Davide Puleo, residente a Giostra, appena 24 anni, inteso “picciriddu”.