5 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Ricostruita la tragedia familiare di Venetico dove un anziano ha sferrato due coltellate alla moglie. Prima l'ha ferita, poi soccorsa. Il pensionato ora è ricoverato in una casa di cura. Era preoccupato per l'Imu

Era seduto lì ieri mattina l’ottantenne Antonio Costa, che giovedì nella sua casa di Venetico, un bel paese sulla costa tirrenica del Messinese, ha tentato d’uccidere la moglie 73enne con un coltello da cucina di 25 centimetri alle quattro del pomeriggio, mentre lei vedeva la tv seduta tranquillamente in camera da letto. All’improvviso, senza alcuna lite di mezzo, quasi in silenzio, coi gesti lenti lenti di un ottantenne. Poi gli ha chiesto quasi scusa con lo sguardo, l’ha aiutata mentre lei gli parlava, ha tamponato lui stesso la ferita con una mano, s’è seduto e ha detto alla compagna di una vita: chiama i carabinieri così mi portano via. Inspiegabile. Costa era seduto lì ieri mattina davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale, di fronte aveva il presidente Mario Samperi, a destra c’era il pm Camillo Falvo, accanto il suo avvocato, Maria Luisa Avellino. Il vestito scuro, una bottiglietta piccola d’acqua in tasca, i capelli tutti bianchi come la sua camicia, l’atteggiamento un po’ stranito, come di chi non sa dove si trova e cosa ha combinato. L’udienza di questa storia triste è andata avanti per un po’, il pm Falvo ha formalizzato l’accusa di tentato omicidio a carico del pensionato, l’avvocato Avellino ha fatto il suo intervento, poi i giudici hanno deciso: Costa andrà per il momento in un casa di cura e custodia: così come ha chiesto il suo avvocato al tribunale, è necessaria una perizia per stabilire intanto la sua capacità mentale di stare in giudizio, poi la sua capacità d’intendere e di volere sia al momento del folle gesto sia in condizioni normali. Per questo tutto ieri è stato rinviato al 15 maggio prossimo, quando il perito sarà formalmente incaricato e inizierà a dialogare con l’anziano per capirci qualcosa. Ma perché lo ha fatto? L’interrogativo aleggiava per tutto il tempo dell’udienza, nei verbali dei carabinieri di Milazzo c’è la verità, dopo il fatto hanno sentito la moglie, alcuni parenti, e tra le pieghe s’intravede una storia d’improvvisa depressione, forse legata anche a preoccupazioni economiche – come ha dichiarato una parente – la triste storia di questi tempi bui di recessione: le tasse. Da quale settimana infatti il signor Costa era depresso, non mangiava, era sceso di peso, s’era pure controllato dai medici ma non era emerso nulla. A parte la tristezza. Per una vita ha fatto il falegname, aveva una buona pensione, ma improvvisamente era preoccupato per il futuro, parlava coi parenti di non sapere come fare a pagare l’Imu di là da venire sulle due case di proprietà, di non poter fronteggiare costose cure mediche, di non poter assistere la moglie. L’unica risposta su quei due fendenti alla moglie per fortuna non mortali che ha dato ai carabinieri e ai parenti, che sono arrivati per primi perché abitano accanto è stata soltanto una: avrebbe voluto uccidere la moglie e poi togliersi di mezzo pure lui. Senza un perché. E la moglie, che fortunatamente ha avuto diagnosticati soltanto venti giorni di prognosi per guarire, ha raccontato tutto per filo e per segno ai carabinieri. Alle quattro circa del pomeriggio di giovedì era seduta sulla poltrona, in camera da letto, si riposava ma non dormiva, c’era la tv accesa. All’improvviso ha sentito armeggiare il marito, che faceva avanti e indietro tra la camera da letto e la cucina. Ad un tratto ha percepito un forte dolore e s’è passata la mano dietro, ha visto il coltello, l’ha toccato, il collo insanguinato, l’ha preso dalle mani del marito senza incontrare resistenza, lui l’ha aiutata a tamponare la ferita per evitare la fuoriuscita copiosa di sangue, assieme sono usciti in balcone per chiamare aiuto ai parenti. Lei gli ha parlato, «dici che mi vuoi bene e mi fai questo», ma lui non ha risposto. È rimasto sempre in silenzio. Confuso. Nuccio Anselmo – GDS