6 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Sequestrata l'area di cantiere in cui è morto Cosimo Messina

Al momento il fascicolo è contro ignoti, ma lo sarà per poco. Giusto il tempo di predisporre materialmente i provvedimenti e poi gli avvisi di garanzia verranno notificati ai diretti interessati. Ipotesi di reato: omicidio colposo. Il sostituto procuratore Antonella Fradà sta cercando di far luce sull’incidente sul lavoro costato la vita all’operaio Cosimo Messina. Il quarantaseienne di Camaro morto venerdì mattina, a causa dello schianto al suolo, dopo un volo da circa quindici metri. Nel frattempo, gli agenti delle Volanti, diretti dal vicequestore Giuseppe Petralito, hanno identificato i titolari dell’impresa edile che stava effettuando i lavori e i responsabili della sicurezza nel cantiere allestito nel complesso residenziale “Saratoga”, in via Nazionale, al civico 282 di Santa Margherita. Si tratterebbe, in tutto, di cinque persone, le cui generalità sono state fornite al magistrato titolare dell’inchiesta. Che, comunque, ha già disposto il sequestro del cantiere. Al più presto sarà sentito anche l’unico testimone oculare: il collega che ha provato a salvare Cosimo Messina e ha assistito all’atroce fine. In particolare, gli investigatori dovranno accertare se l’intervento di ristrutturazione a una soprelevazione della palazzina fosse eseguito nel rispetto delle condizioni di sicurezza. Appare chiara, invece, la dinamica dell’incidente. Intorno alle 8.30 di venerdì i due operai hanno raggiunto la terrazza dello stabile. Dopo un’ora di fatica, Cosimo Messina è salito sulla tettoia in plexiglass. Lucernaio che però ha ceduto improvvisamente. Il quarantaseienne è rimasto sospeso nel vuoto. Si è aggrappato a due lembi di ferro, ma non è riuscito a risollevarsi. I due “appoggi” giacevano esattamente sotto le ascelle. I piedi penzoloni. Vedendo la scena, il collega si è precipitato alla ricerca di qualcosa che lo potesse tirare sù: ha trovato una corda e ha tentato disperatamente d’imbracarlo. Impresa ardua, poiché la struttura avrebbe potuto sfondarsi ulteriormente sotto il peso dei due. Messina ha capito che c’era ben poco da fare e ha urlato all’altro lavoratore di non avvicinarsi e di non curarsi di lui, altrimenti sarebbero caduti nel vuoto entrambi. Pochi istanti più tardi, Cosimo Messina si è lasciato andare, sfinito. Ha compiuto un volo di quindici metri e si è schiantato. Il testimone oculare ha chiesto i soccorsi. Sul luogo della tragedia Volanti e Scientifica della polizia e carabinieri della Stazione di Santo Stefano. Poi lo strazio della moglie, dei tre figli e degli altri parenti. RICCARDO D’ANDREA – GDS