8 Maggio 2012 Mondo News

PALERMO: I detenuti si astengono dal votare. Grasso: è un segnale positivo. «Evidentemente nessuno ha dato indicazioni su chi appoggiare»

PALERMO – «Sono due le interpretazioni che si possono dare se nelle carceri di Palermo non si è votato: una è una sorta di protesta nei confronti della politica. Però ci potrebbe essere anche un’altra motivazione, che è positiva, e cioè che nessuno ha dato indicazioni sul voto come si pensava una volta, perchè mancano strutture capaci di farlo» una protesta nei confronti della politica o che nessuno ha dato indicazioni di voto come si faceva una volta». Lo ha detto a Catania il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, commentando con i giornalisti la notizia secondo cui i detenuti delle carceri palermitane si sono astenuti in massa nelle amministrative. Nessuno ha votato tra i circa 1.200 reclusi del Pagliarelli, solo tre lo hanno fatto all’Ucciardone. Nessun voto anche negli isttituti di pena di Trapani e Agrigento, gli altri due capoluoghi siciliani interessati dalla tornata elettorale. «Non solo nessuno ha votato – ha detto ancora Grasso a marrgine dell’inaugurazione del Festival della legalità a Catania –ma non è stato richiesto neppure il seggio volante, quindi non c’era nemmeno la richiesta preventiva». Grasso ha poi ricordato «un pizzino che abbiamo sequestrato nel corso delle indagini quando ero procuratore a Palermo. Allora c’era qualcuno che chiedeva a Provenzano di dare indicazioni per chi dovesse votare. Purtroppo, però, non abbiamo trovato il pizzino di risposta». A un giornalista che gli ha chiesto se questo atteggiamento potrebbe essere confermato al ballottaggio Grasso ha risposto: «Non lo so. Staremo a vedere. Io credo che rimarrà questa la posizione. Quindi nessuna richiesta del seggio». «Mi pare che all’Ucciardone sia stato di fatto impedito a tutti i detenuti di votare e io lo denuncio ufficialmente alla Commissione parlamentare antimafia e alla Procura di Palermo – se riterrà di poterla ricevere, nelle condizioni “ingroiane” nelle quali si trova». Lo ha detto il leader radicale Marco Pannella. «È indubbio – aggiunge Pannella – che questa sarebbe la prova di qualcosa che io ho già colto in questa campagna elettorale: si è ricostituita ufficialmente l’unità tra la mafiosità criminale ordinaria e la mafiosità criminale partitocratica del potere romano o palermitano». «Non so se di fatto non abbia votato nessuno, o se siano stati messi in condizione di non votare», ha detto Pannella. «Chiedo di verificarlo».