10 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Quel degrado choc a piazza Cairoli. Buzzanca: «La Regione dia i 400.000 euro stanziati dalla Finanziaria 2011»

Occhio a non far avvicinare i bimbi, i tanti che in un attimo sfuggono alla mano di mamma e papà, alla base dei pilastri che sorreggono l’imponente monumento simbolo del Tram, a Cairoli. Potrebbero pagare loro, i più indifesi, con un pianto ed un’antitetanica, gli effetti distruttivi della carenza di manutenzioni in parti di quest’arredo ambizioso e sfortunato che, di incuria in incuria, va perdendo pezzi, e che qui si sta addirittura sbriciolando in lastre e pezzi di ruggine. È la cartolina estrema dei vari angoli di degrado e disfacimento che si notano ancora nella piazza simbolo di Messina. Ciò a dispetto della buona volontà di recente dimostrata da Palazzo Zanca con la cura del verde, e con il restyling in basolato lavico della pavimentazione lato via Tommaso Cannizzaro e soprattutto con il ritorno alla vita della fontana , tra giochi d’acqua e luci colorate. Un intervento certo prezioso finanziato addirittura dal ministero, che con soli 136.000 ha dimostrato quanto le piccole grandi cose necessarie alla “città dei crocieristi” raramente abbiano costi esosi e insostenibili. Ma il fronte del degrado era così ampio che quest’operazione di recupero, salutata il dicembre scorso con il dovuto buon umore, è passata in secondo piano, offuscata allo sguardo di messinesi e crocieristi dagli squarci di squallore di cui, incredibilmente, passano i decenni, non si riesce a venire a capo. Eppure, per una buona parte degli “sconci”, la Regione aveva garantito all’apposito progetto comunale (Principato-Corace) i fondi Par-Fas necessari: che cosa ne è stato? Il sindaco Giuseppe Buzzanca è un fiume in piena: «Attendiamo ancora, dalla Finanziaria regionale 2011 che, se non vado errato…era una legge, i 400.000 euro che ci servono a completare il recupero e la sostituzione delle pavimentazioni di piazza Cairoli, a cominciare da quella del parquet a pezzi, e all’acquisto del nuovo arredo». Condivisibile, ma non tutte le colpe, però, possono essere addebitate a Palermo. Che dire di tutta quella ruggine alla base dei pilastri, delle erbacce che proliferano sulle coperture dei gazebi che ospitano le attività commerciali e le edicole (parte verdi e parte secche) e, ancora delle lastre cadute al suolo da queste stesse coperture e mai sostituite? ALESSANDRO TUMINO – GDS