10 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

Riparte il treno Sicilia-Milano. Protesta a Palermo e l'assessore regionale Russo chiama Passera

Il treno è stato ripristinato, ma adesso bisognerà capire se Fs ha intenzione di ricollocare i lavoratori ex Servirail di Messina. La protesta di ieri a Palermo di un gruppo di loro, partiti da Messina, è servita almeno a richiamare l’attenzione del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera, il quale ha finalmente autorizzato Trenitalia a far tornare in funzione il treno Sicilia-Milano, sin dall’entrata in vigore del prossimo orario estivo (da giugno). Si tratta di una coppia di treni notturni Sicilia-Milano via Genova e di un’altra coppia notturna Reggio Calabria-Milano via dorsale. La notizia l’ha data l’assessore regionale ai Trasporti Pier Carmelo Russo durante l’incontro con la delegazione dei lavoratori. Incontro senza bandiere sindacali; e non ve ne erano nemmeno durante la protesta inscenata prima del confronto con Russo. Ma la Fit Cisl a conclusione della riunione ha fatto sapere che «alla luce della novità, adesso non vi è nessun altro impedimento per la convocazione dell’incontro in sede nazionale richiesto per valutare i riflessi occupazionali sui lavoratori ex Servirail del nodo siciliano». In tal senso, l’assessore Pier Carmelo Russo ha contattato in giornata il dirigente responsabile di Ferrovie dello Stato Domenico Braccialarghe per accelerare l’iter che dovrà portare all’incontro a Roma che secondo l’assessore Russo avverà entro una decina di giorni. Probabilmente, secondo quanto trapelato in un secondo momento, si terrà il prossimo 15 maggio. «Un piccolo passo avanti – prosegue la Fit Cisl – che toglie a Ferrovie ogni alibi per aprire urgentemente il tavolo della vertenza occupazionale; in tal senso continueremo il pressing già in atto per garantire per tempo la ricollocazione degli 80 lavoratori di Messina». La protesta di ieri era stata annunciata già lo scorso Primo Maggio quando i lavoratori in mancanza di fatti nuovi avevano detto che non sarebbero rimasti con le mani in mano. E così ieri è riesplosa la protesta degli ex Servirail. La folta delegazione ha scelto di manifestare proprio sotto la sede dell’Assessorato regionale dei Trasporti, dove si è tenuto il tavolo di confronto con Ferrovie. Partiti da Messina hanno deciso di presidiare il palazzo dell’assessorato fino a quando Russo, mediatore nel confronto tra organizzazioni sindacali e gruppo Fs, senza alcuna definizione del problema occupazionale degli 80 ex Servirail, non avrebbe ottenuto certezze da Ferrovie della data del tavolo nazionale già richiesto senza seguito da quasi un mese. E la notizia del via libera al tavolo romano, finalmente, è arrivata. Ora non resta che spingere sulla ricollocazione dei lavoratori messinesi. «È inaudito – commenta la Fit Cisl Messina – giocare con il futuro di 80 famiglie cui si devono dare le risposte a fronte degli impegni intrapresi negli scorse occasioni». Il tempo stringe e a un mese dal cambio orario di Trenitalia è comprensibile che cresca lo sconforto e la tensione tra i lavoratori siciliani, che a differenza dei colleghi di altre regioni non hanno ancora alcuna conferma sul futuro. «All’assessore, che si è sempre detto vicino e sensibile al problema di queste persone – continua la Fit Cisl messinese – chiediamo di pretendere con forza il dovuto rispetto per definire la vertenza. Diversamente assieme al governatore Lombardo, che già si era detto disponibile, si unisca ai lavoratori e al sindacato portando la protesta dei cittadini siciliani direttamente a Roma presso il ministero dei Trasporti». Russo non si è tirato indietro, anzi nel corso dell’incontro di ieri è apparso sufficientemente determinato ad andare fino in fondo alla questione, in difesa del lavoro. E il fatto che abbia ottenuto l’incontro nella capitale rappresenta quanto meno un segnale di speranza. Certo, vi è da specificare che parliamo pur sempre di autentiche miserie. Di diritti violati che a fatica si tenta di far rispettare, quando dovrebbero essere riconosciuti di per sé. E di un treno che, nel momento in cui entrerà in funzione così come è stata concepita la tratta, servirà a ben poco. In buona sostanza, si tratta delle solite elemosine elargite a noi poveri meridionali che, purtroppo, non abbiamo mai avuto voce in capitolo. TITO CAVALERI – GDS