11 Maggio 2012 Mondo News

VIBO VALENTIA: Morte di Federica, otto condanne pure in appello

Il verdetto a carico dei nove imputati per la morte di Federica Monteleone è arrivato ieri pomeriggio dopo circa cinque ore di camera di consiglio: otto condanne e una assoluzione. La Corte d’Appello di Catanzaro ha riformato parzialmente la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Vibo Valentia il 22 luglio di due anni fa. In questo caso è stata aggravata la condanna nei confronti dell’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, Francesco Talarico: 2 anni e 4 mesi, perché ritenuto colpevole di omicidio colposo in concorso e tentata concussione; nei suoi confronti il sostituto procuratore generale Domenico Prestinenzi aveva chiesto 4 anni di reclusione. Al dott. Talarico, inoltre, i giudici d’appello hanno applicato la pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici e revocati i benefici della sospensione condizionale della pena. Sconto di pena, invece, per l’ex direttore sanitario dell’Asp di Vibo Valentia, Alfonso Luciano, che è stato condannato a 1 anno e 4 mesi (due anni in primo grado). Confermata l’assoluzione del dott. Matteo Cataudella, già responsabile dei presidii ospedalieri dell’Asp di Vibo. Anche per lui il sostituto procuratore generale aveva chiesto una condanna a tre anni. Confermate le condanne a due anni, inoltre, per Roberto De Vincentis (ex direttore dei servizi tecnici dell’Asp) e Antonino Stuppia, titolare dell’impresa che ha realizzato l’impianto elettrico all’interno della sala operatoria dove avvenne il balck out durante l’intervento di appendicectomia su Federica Monteleone. Un anno e 6 mesi, inoltre, sono stati inflitti all’anestesista Francesco Costa ed un anno e 4 mesi all’ex direttore sanitario dell’ospedale “Jazzolino” Pietro Schirripa. Identico verdetto per l’ex consulente dell’Asp, ing. Antonio Bruni, che era stato incaricato di seguire i lavori di ammodernamento della sala operatoria e per il geometra Nicola Gradia, responsabile dell’area tecnica dell’Asp. Sulla base dei rispettivi ruoli e delle proprie competenze sono stati riconosciuti colpevoli della morte di Federica Monteleone che il 19 gennaio del 2007 è scivolata in coma profondo mentre veniva sottoposta ad intervento appendicite nella sala operatoria provvisoria che, da quanto emerso nella fase dibattimentale, era del tutto inadeguata. Nel corso di quell’intervento in sala operatoria si verificò un black out elettrico e per alcuni minuti la ragazza andò in ipossia con gravissime conseguenze cerebrali. Ricoverata immediatamente all’ospedale Annunziata di Cosenza la ragazza è deceduta il 27 gennaio. Per quella drammatica vicenda finirono sotto processo nove persone, mentre altri procedimenti sono attualmente in corso a carico dei chirurghi che hanno effettuato l’intervento sulla ragazza. Mentre un altro fascicolo è stato aperto dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per falsa testimonianza a carico di alcune persone che sono state chiamate a deporre nel corso del processo di primo grado davanti al Tribunale di Vibo Valentia. Nicola Lopreiato – GDS