23 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Peculato e concussione. L'ex assessore Santalco padre e figlio dal gup il 29 maggio

Si delinea il processo per i due politici Benito e Carmelo Santalco, padre e figlio, coinvolti con risvolti penali diversi nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del patronato Easa, l’Ente assistenza sociale per gli artigiani. Il sostituto procuratore Stefano Ammendola, che ha lavorato all’indagine con i carabinieri della Sezione di Pg, ha chiesto il rinvio a giudizio di entrambi. L’udienza è già fissata davanti al gup Maria Teresa Arena per il prossimo 29 maggio. Le posizioni dei due politici nell’ambito dell’inchiesta, che sono assistiti dall’avvocato Nino Favazzo, sono comunque differenziate. L’ex assessore comunale alla Statistica e anagrafe Carmelo Santalco, dell’Udc, è indagato per peculato poiché secondo l’accusa avrebbe utilizzato il telefono di servizio del suo assessorato per fare telefonate private, per un totale di circa 450 euro. Il gip nei suoi confronti a suo tempo aveva rigettato la richiesta d’arresti domiciliari e aveva avviato le procedure per la misura meno afflittiva della sospensione di due mesi dalle funzioni, ma nel frattempo l’amministratore si era dimesso dalla carica pubblica. I carabinieri della polizia giudiziaria avevano scoperto di queste telefonate mentre intercettavano le chiamate di Santalco nell’ambito di un’altra inchiesta, quella sulla gestione del patronato Easa, che nel dicembre scorso aveva portato ai domiciliari il padre dell’ex assessore, il 72enne Benito, per concussione. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Benito Santalco, dal 2001 e sino al 2006, quando era presidente dell’Easa, avrebbe minacciato un dipendente, assistito in questa vicenda come parte offesa dall’avvocato Guido Martini, costringendolo a versare mensilmente un importo di 500 mila lire e poi di 258 euro a una persona che lavorava in assenza di regolare contratto sia al Patronato sia in una ditta riconducibile a un congiunto. C’è poi un lungo elenco di somme che padre e figlio avrebbero sottratto (ecco un nuovo caso di peculato contestato ad entrambi) dalle casse dell’Easa per fare fronte alle spese più disparate: la bolletta dell’acqua per riempire una piscina in una villa di Rometta, le quote “Sacra Lux” per la luce di una tomba di famiglia.(n.a.)