24 Maggio 2012 Mondo News

IL PROCESSO: Mauro Rostagno ucciso con armi identiche a delitti di mafia

Trapani – Mauro Rostagno ricevette prima due colpi di revolver alla testa, ai quali seguirono altri 5 colpi, sparati con due fucili diversi dal retro della Fiat Duna della vittima. È questa la ricostruzione dell’omicidio del sociologo e giornalista ucciso il 26 settembre 1988 nelle campagne di Valderice, fornita ieri mattina nell’aula bunker del palazzo di giustizia di Trapani dal’ispettore Biagio Manetto, del Gabinetto di Polizia scientifica di Palermo. Le armi, ha detto il perito, presentano «una certa corrispondenza» con quelle usate in alcuni omicidi di mafia nel Trapanese in quegli anni. Il perito, dinanzi alla Corte d’Assise presieduta da Angelo Pellino ha precisato di essere «arrivato a questa ricostruzione recentemente, in preparazione della deposizione, sulla base degli elementi oggettivi e delle possibili traiettorie balistiche». Secondo l’ispettore, nel delitto vennero quindi impiegati, due fucili diversi ma della stessa marca e modello, in aggiunta a un fucile semiautomatico che però esplose «perchè troppo accostato al lunotto posteriore dell’auto». Il consulente ha anche ricordato di avere comparato tre bossoli calibro 12 e 3 cartucce rinvenute sul luogo dell’omicidio con i bossoli di delitti avvenuti in provincia di Trapani nei primi anni Novanta, riscontrando una «corrispondenza dell’impronta di caricamento a freddo tra un bossolo del’omicidio Rostagno e due bossoli del duplice omicidio di Piazza e Sciacca, (un delitto risalente alla guerra di mafia dei primi anni Novanta, ndr) e un bossolo dell’omicidio di Gaetano Pizzardi». Il processo proseguirà con la deposizione di un altro perito balistico chiamato dalla difesa del boss Vincenzo Virga, imputato nel procedimento quale presunto mandante dell’omicidio Rostagno, assieme a Vito Mazzara, ritenuto uno dei killer. Il processo è stato rinviato al 30 maggio, al termine della deposizione dell’ispettore Biagio Manetto. Gli aspetti balistici del delitto Rostagno saranno ripresi nel’udienza fissata per il 13 giugno, con l’audizione di un consulente della difesa, Luca Soldati e del professor Livio Milone, consulente del Pubblico ministero, mentre mercoledì sono previsti 5 testi a partire dal collaboratore di giustizia Francesco Elmo. (a. i.)