25 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

L'ALLUVIONE DI BARCELLONA PG: Ancora in hotel 11 nuclei familiari. Appello degli alluvionati al sindaco

Gli sfollati dell’alluvione del 22 novembre scorso ancora alloggiati in albergo. Se da un lato vivono lo sconforto per la la condizione di evidente disagio, dall’altro ripongono fiducia nell’azione della nuova amministrazione comunale. In particolare, chiedono al neosindaco, così come promesso in campagna elettorale, la necessaria attenzione affinché sia risolto il problema abitativo che ancora affligge alcune famiglie. Attualmente 11 nuclei familiari, in maggioranza anziani, restano alloggiati presso il George Hotel a seguito di ordinanza di sgombero relativa all’alluvione che ha interessato tutto il comprensorio. La lunga permanenza in albergo, oltre al disagio per la mancata sistemazione alternativa, potrebbe essere compromessa dalla difficile condizione economica della casse comunali prosciugate dagli interventi urgenti avviati nell’immediatezza dell’alluvione. Il rischio è lo “sfratto” dalle camere occupate, in quanto, fin da quando è scattata l’emergenza, l’albergatore – che ha provveduto puntualmente a vitto e alloggio – ha rappresentato più volte ai funzionari di Palazzo Longano le difficoltà economiche legate ai mancati introiti. Anzi, il proprietario dell’hotel è stato finora costretto ad anticipare ingenti risorse economiche senza sapere quando e come avrà restituiti i suoi soldi. L’imprenditore lamenta che il Comune non ha pagato integralmente quanto dovuto per l’assistenza prestata e pertanto a breve potrebbe essere costretto a dover ridurre persino i pasti. Gli alluvionati che si sono rivolti ad un legale, l’avv. Gaetano Pino, per tutelare la loro difficile condizione, affermano invece che «i pasti sono stati già ridotti nella quantità nel senso che il pasto viene servito completo ma in misura ridotta».
Affermazioni che non troverebbero riscontro nelle parole dell’albergatore che spiega come stia raschiando il fondo del barile per soddisfare tutte le legittime aspettative degli sfollati. Purtroppo, in albergo, senza alternative abitative, permangono i disagi di una vita familiare che si svolge all’interno di una camera. Durante la campagna elettorale gli sfollati hanno persino inviato una lettera di diffida al Comune, alla quale ancora finora nessuno, tanto meno i funzionari responsabili dell’emergenza alluvionale, hanno dato risposta. «Come è noto – hanno ricordato i firmatari – a causa dell’alluvione del 22 novembre siamo stati costretti ad abbandonare le nostre abitazioni e a trasferirci per un periodo, che si credeva, temporaneo presso la struttura alberghiera. È noto al Comune l’enorme disagio che la collocazione abitativa comporta a tutti i nuclei familiari. E ciò con espresso riferimento alla inidoneità a soddisfare anche le più semplici esigenze familiari in considerazione degli spazi limitati delle camere nonché degli orari che regolano la quotidianità all’interno della struttura sacrificando inevitabilmente il diritto di abitazione nonché il diritto alla privacy dei singoli soggetti. A ciò si aggiunga –prosegue la missiva inviata a Palazzo Longano – che dei nuclei familiari fanno parte oltre a dei minorenni anche quattro persone invalide». Infine la diffida con la quale gli sfollati chiedono sia emesso con «estrema urgenza un provvedimento che disponga interventi concreti finalizzati al totale ripristino delle abitazioni danneggiate e in subordine all’assegnazione di altri idonei alloggi in maniera da risolvere definitivamente l’attuale disagio». Sarà questo uno dei primi problemi che dovrà affrontare la giunta che proprio oggi il sindaco Maria Teresa Collica insedierà.(l.o.)