29 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Colpo grosso a casa dell'on. FRANCO MARTINO. Gli oggetti trasportati in un trolley a Catania, dove l'extracomunitario si era rifugiato in un albergo

Fregato dal suo collaboratore domestico, che ha razziato ogni ben di Dio dall’appartamento di piazza Catalani. Vittima “eccellente”, così come la qualità degli oggetti portati via: l’onorevole Francesco Martino, 75 anni, già presidente della Regione Siciliana e deputato dell’Ars nella lista del Partito liberale, nonché parente dell’ex ministro degli Esteri Gaetano. Ma alla fine ha tirato un sospiro di sollievo, grazie alla polizia che ha rintracciato il ladro e restituito la refurtiva recuperata al legittimo proprietario. All’appello mancavano preziosi per un totale di 40 chili. Valore altissimo. Trafugati da Chanaka Nisantha Dunuweerage, 33 anni, cingalese, “assunto” pochi giorni prima del fattaccio, ora sottoposto a fermo di polizia giudiziaria dalla Squadra mobile. Provvedimento che dovrebbe tramutarsi in arresto: l’extracomunitario è rinchiuso a Catania, nel carcere di piazza Lanza, e il pm etneo Laura Garufi ha già chiesto che rimanga dietro le sbarre per pericolo di fuga. Proprio a Catania si è conclusa la fuga del domestico, acciuffato in un albergo dove si era rintanato, lontano dalla città in cui si era macchiato del reato. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti ieri, in conferenza stampa, dal capo della Mobile peloritana, Giuseppe Anzalone, e dalla coordinatrice della sezione Reati contro il patrimonio, Giusy Interdonato. Mercoledì, approfittando dell’assenza dei padroni di casa, Dunuweerage entra in azione. Sceglie accuratamente cosa trafugare: vassoi, coppe, piattini, ciotole e altri pezzi in argento, un quadretto in avorio e collane in perle. L’occhio cade pure su una preziosa statuetta antica della Madonna con bambino in avorio, con base di ebano e pietre di lapislazzuli incastonate. La refurtiva pesa, eccome. Sorge il problema di come trasportarla altrove. Nella mente dello srilankese si accende una lampadina: vede un trolley e lo riempie. Quindi fugge da Messina. Destinazione la città etnea, dove può contare su diverse amicizie. Arrivato a Catania si sistema in un hotel. Dopo la denuncia dell’on. Martino, la polizia si mette in moto e allerta le altre Questure siciliane. Partono le ricerche. I colleghi della città etnea, sulla base degli elementi raccolti, raggiungono la struttura ricettiva dove si pensa possa trovarsi il fuggitivo. Nessuna traccia del trentatreenne nella sua stanza. Ci sono, invece, un mazzo di chiavi (una delle quali è proprio quella della porta di servizio dell’abitazione svaligiata), un telefonino, una sim e proiettili calibro 7,65. Gli agenti accertano che poco prima aveva venduto parte della refurtiva in uno dei “Compro oro” di Catania. Non lasciano dubbi le immagini del sistema di videosorveglianza dell’esercizio commerciale in cui si era recato e il ritrovamento, all’interno, del trolley. Il resto del bottino viene scovato a casa di un connazionale. I poliziotti lo rintracciano e lo accompagnano in carcere. Denunciano pure per ricettazione il titolare e il dipendente del “Compro oro” (che con troppa “leggerezza” hanno ricevuto la merce) e il suo amico cingalese. «Dunuweerage è un clandestino che aveva denunciato lo smarrimento dei documenti e raccontava che erano in corso le procedure di regolarizzazione. Inoltre, mi preme sottolineare la situazione di allarme sociale a causa di quei negozi che acquistano preziosi senza tenere regolari registri e identificare i clienti», ha detto Anzalone. «Ha precedenti per furto di materiale informatico in abitazione a Roma ed era a Messina da oltre un anno», ha concluso Giusy Interdonato. Riccardo D’Andrea – GDS