30 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

Incendio all'interno della Raffineria di Milazzo. Sopralluogo di tecnici alla Ram. Riscontrata una serie di criticità

Milazzo – Una colonna di fumo nero si è levata al cielo ieri pomeriggio, intorno alla 19.35, dagli impianti della Raffineria. Il rogo è stato notato non solo in città ma anche nei comuni vicini. Comprensibile quindi l’allarme tramutatosi nel giro di pochi minuti in telefonate alle forze dell’ordine, con la richiesta di informazioni. L’episodio, secondo quanto riferito dall’azienda, è da imputare ad un principio d’incendio che, ad una prima analisi, sarebbe stato causato da una perdita dal circuito di olio di lubrificazione del turboalternatore a vapore TGV4. Le fiamme – prosegue il comunicato – sono state prontamente domate dall’intervento della Squadra di Emergenza Interna, senza peraltro causare danni a persone. A ruota con la preoccupazione della gente, una serie di comunicati diffusi on line degli ambientalisti che lamentavano la mancanza di informazioni tempestive alla popolazione. La fumata di colore nero, come dicevamo, è stata notata da varie zone della città. Inizialmente, si pensava tuttavia che fosse attribuibile alle prove tecniche di alcuni impianti, soggetti, proprio in questo periodo, alla “fermata” per manutenzione.(m.b.)

Sopralluogo di tecnici alla Ram. Riscontrata una serie di criticità. Prescrizioni da attuare entro giugno. I dettagli della relazione tecnica.

Milazzo – Un cronoprogramma relativo agli interventi da porre in essere, da redigere entro il 23 giugno. È’ quanto richiede il CTR (comitato tecnico regionale) alla Ram, a seguito del sopralluogo svoltosi il 15 e 16 maggio all’interno della Raffineria di Milazzo, per constatare la presenza di eventuali criticità. Nel corso della due giorni di ispezioni, il gruppo di lavoro del CTR, composto dai principali organi di controllo del territorio (Vigili del Fuoco, Arpa, Inail, e amministrazioni del comprensorio del Mela), deputato a valutare la sicurezza degli impianti con attività a rischio incidente rilevante, ha registrato nell’impianto Topping 3, “alcuni scenari relativi al rilascio di miscela di idrocarburi fondo colonna e rilascio gasolio alle pompe”, mentre all’Lc Finer, Top 3 e 7, la “fuoriuscita di gasolio e idrogeno solforato da una pompa e perdita da linea gas di riciclo da un forno”. Rilevata, inoltre, da parte degli ispettori regionali, “l’inadeguatezza della caserma della squadra di vigili del fuoco aziendali sia in termini di posizione sia in termini di protezione” e “l’assenza di schede di intervento dedicate al contrasto degli eventi incidentali ritenuti credibili all’interno di alcuni impianti”. Ma è principalmente sul rischio sismico e sul rischio idrogeologico che il CTR ha chiesto all’azienda ulteriori approfondimenti, anche sulla scorta delle rilevazioni sul rapporto di sicurezza del 2010, imposto alle imprese dalla direttiva europea Seveso II per gli impianti RIR, che pare non abbia completamente soddisfatto gli ispettori regionali. In attesa che venga completata l’istruttoria relativa proprio al Rds 2010, il Comitato tecnico regionale ha maturato le prime osservazioni. Per quanto concerne il rischio sismico, dal verbale del Gdl si evince che “in relazione agli obblighi del OPCM n. 3274 del 20 marzo 2003, RAM dichiara di aver effettuato verifiche solo su edifici civili e sulle fondazioni degli impianti”. Secondo gli ispettori regionali, di conseguenza, “in assenza di verifiche dinamiche che tengano conto dei nuovi parametri stabiliti dal NTC2008 (Nuove Norme Tecniche per la Costruzioni) e delle connessioni esistenti tra centri di pericolo (colonne, reattori, serbatoi, piperack..) e le tubazioni di fluidi pericolosi, non potranno essere trascurate le rotture maggiori quali il 100 per cento del diametro della tubazione, i rilasci istantanei, e l’UVCE (Esplosioni non confinate,)”. Sul rischio idrogeologico, invece, sempre nel verbale, si precisa che “sono stati evidenziati i possibili effetti di eventi naturali (inondazioni, onde anomale) sulla raffineria; di questi non è stato tenuto conto all’interno del Rds”. Ma ci sono anche altri chiarimenti di cui si è chiesta contezza all’azienda, su tutti i report di incidenti o quasi incidenti avvenuti nella Raffineria negli ultimi 10 anni, la richiesta di documentazioni sugli standard di protezione attiva e passiva antincendio e sulla messa in opera di misure a salvaguardia del sottosuolo delle aree di impianto a protezione delle falde acquifere, e l’indicazione circa la data e l’esito dei controlli sul fondo dei serbatoi e sulla loro eventuale sostituzione. Da rilevare come Ram, in ottemperanza alle prescrizioni impartite nel novembre 2010 dal CTR Sicilia, abbia avviato una serie di studi in fase di completamento, relativi alla congruenza dei sistemi attualmente presenti in stabilimento, al sistema di rilevazione per il monitoraggio del gas esterno, e ai sistemi di rilevazione e segnalazione incendi presenti negli impianti costruiti ante 1996. Mario Basile – GDS