31 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA, UDIENZA PRELIMINARE DI 'GOTHA' E 'POZZO 2': La famiglia mafiosa del Longano, decisi 15 rinvii a giudizio

Si è conclusa ieri a Messina con quindici rinvii a giudizio l’udienza preliminare delle operazioni antimafia “Gotha” e “Pozzo 2”, l’indagine della Dia e dei carabinieri del Ros coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha inflitto un durissimo colpo alla famiglia mafiosa barcellonese. Tra gli altri sono stati rinviati a giudizio ieri dal gup del Tribunale di Messina Salvatore Mastroeni, anche i tre collaboratori di giustizia Carmelo Bisognano, Alfio Giuseppe Castro e Santo Gullo. Hanno riempito pagine di verbali parlando degli appalti, delle estorsioni nella zona tirrenica. Le dichiarazioni dei collaboratori, soprattutto quelle di Bisognano, hanno anche permesso di scoprire un cimitero di mafia tra Tripi, Basicò e Mazzarrà. L’inizio del processo per tutti e 15 è previsto per il prossimo 27 settembre. Ecco i nomi: Filippo Barresi (è l’unico latitante), Tindaro Calabrese, Salvatore Calcò Labruzzo, Nicola Cannone, l’albanese Zamir Dajcaj, Carmelo D’Amico, Enrico Fumia, Mariano Foti, Carmelo Giambò, Giuseppe Isgrò, Nicola Munafò, Angelo Porcino, Salvatore Puglisi, e poi i tre pentiti Carmelo Bisognano, Alfio Giuseppe Castro e Santo Gullo. È stata invece separata la posizione del boss barcellonese Carmelo D’Amico, che sarà trattata dai giudici del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto il 25 ottobre. Stessa data d’inizio sempre a Barcellona del processo per i due imprenditori Mario Aquilia e Francesco Scirocco, che avevano chiesto e ottenuto all’udienza scorsa d’accedere al rito immediato. Altra passaggio dell’udienza di ieri la decisione del gup Mastroeni di escludere l’aggravante di capo promotore per il barcellonese Giuseppe Isgrò, il “ragioniere”, braccio destro del boss Giovanni Rao. Nella precedente udienza altri 16 indagati avevano chiesto il giudizio abbreviato, e per loro il gup aveva già fissato la prima udienza di trattazione per il prossimo 18 luglio. Si tratta di Giovanni Rao, Tindaro Marino, Anna Marino, Salvatore Buzzanca, Carmelo Francesco Messina, Salvatore “Sem” Di Salvo, Carmelo Vito Foti, Francesco Ignazzitto, Francesco D’Amico, Ottavio Imbesi, Salvatore Ofria, Francesco Cambria, Roberto Martorana, Maurizio Trifirò, Concetto Bucceri e Giuseppe Mandanici. Le due indagini sono state coordinate dai quattro sostituto della Distrettuale antimafia peloritana Giuseppe Verzera Fabio D’Anna, Angelo Cavallo e Vito Di Giorgio. È stato quest’ultim formalmente a ribadire in udienza preliminare le richieste di rinvio a giudizio. Passaggio importante dell’udienza preliminare formalizzato in apertura, lunedì scorso, è stata la costitutizione di parte civile dei familiari delle vittime della lupara bianca i cui resti sono stati ritrovati nel cimitero della mafia nel 2011, Antonino Ballarino, Sebastiano Lupica, Carmelo Triscari Barberi, Salvatore Munafò e Natalino Perdichizzi. “Gotha” e “Pozzo 2” sono culminate il 24 giugno del 2011 con l’arresto di 24 persone su 30 indagati, e il sequestro preventivo di beni per ben 150 milioni di euro. Lunga la lista delle accuse contestate: associazione di stampo mafioso, omicidi, estorsioni, porto e detenzione abusiva di armi, intestazione fittizia di beni e altri delitti con l’aggravante delle finalità mafiose.(n.a.)