31 Maggio 2012 Mondo News

SICILIA, MAFIA: Il Pg: l'apporto di Cuffaro alla mafia fu sia volontario che consapevole. L'ex senatore sta scontando una condanna a 7 anni a Rebibbia

«Il tradimento di quest’uomo nei confronti dello Stato è inaudito. Abbiamo cercato di dimostrare che l’apporto di Cuffaro a Cosa nostra è un apporto volontario e consapevole, perchè Cuffaro non è uno sprovveduto perchè il ‘Totò vasa vasà che bacia questi uomini, bacia degli assassini e su questo non possiamo tornare indietro, non ci sono dubbi». Così ha concluso la sua richiesta di condanna a 13 anni “in continuazione” per l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, già detenuto per una condanna definitiva per favoreggiamento aggravato, il Pg Luigi Patronaggio che sostiene l’accusa nel processo d’Appello per concorso esterno a carico dell’ex governatore. «Perchè Cuffaro – ha aggiunto Patronaggo – ha fornito notizie fondamentali per la sopravvivenza di Cosa nostra, per evitare la cattura di Provenzano e di Messina Denaro, per permettere a Cosa nostra di riorganizzarsi, ad Aiello di arricchirsi ai danni della pubblica amministrazione e agli uomini di Villabate di sottrarsi alla giustizia». In primo grado Cuffaro era stato prosciolto con la formula del «ne bis in idem» dal Gup Vittorio Anania. In primo grado l’accusa aveva avanzato una richiesta di 10 anni. Il Pg Patronaggio ne ha chiesti 13 riconoscendo la continuazione con la pena a sette anni che Cuffaro sta già scontando, questo «perchè la giustizia non deve accanirsi, perchè la pena deve essere giusta e anche per ragioni umane». Durante questa seconda parte della sua requisitoria Patronaggio si è soffermato sui legami tra Cuffaro e Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate, legato al boss Nicola Mandalà e poi diventato collaboratore di giustizia, ha anche parlato del legame con il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro e di quelli con Michele Aiello, con Riolo e Ciuro, ovvero delle cosiddette “talpe”, tutti personaggi che il Pg ha definito «inquietanti perchè permettono al sistema politico mafioso di essere invincibile». Infine, Patronaggio ha richiamato anche il contributo offerto da Massimo Ciancimino (anche se ha premesso «mi fa venire l’urticaria ed è difficile parlare di una persona che è stata arrestata per calunnia ai danni del capo della polizia»). Da segnalare che il procuratore generale Luigi Patronaggio, ha parlato, nelle udienze precedenti, di presunte tangenti che l’ex uomo politico e il manager sanitario Michele Aiello, pure lui condannato per mafia a 15 anni e 6 mesi, nel processo Talpe, avrebbero chiesto, per consentire l’apertura di cliniche private nel Messinese: questa accusa proverrebbe da un imprenditore di quella provincia. Altro elemento d’accusa arriva da un’intercettazione ambientale del 1998, realizzata nell’ambito di un’indagine contro la mafia delle Madonie. Uno degli indagati, Giorgio Liberto, avrebbe raccomandato ai compari di stare attenti alle microspie, ma poi avrebbe detto che in ogni caso «non c’è problema, c’è Cuffaro». Il processo è stato rinviato al 16 giugno, quando la parola passerà ai difensori di Cuffaro.