L'INCHIESTA SULL'EX SACELIT DI SAN FILIPPO DEL MELA (37 OPERAI MORTI E 38 DIPENDENTI CON MALATTIE GRAVI): CHIESTO DALLA PROCURA DI BARCELLONA PG IL RINVIO A GIUDIZIO PER TRE EX DIRETTORI A CAPO DELLO STABILIMENTO

4 ottobre 2012 Cronaca di Messina

Eternit explosion

BarcellonaLe accuse sono tra le più gravi che possano essere mosse a datori di lavoro: omicidio colposo plurimo, lesioni personali colpose e disastro colposo. Indagati tre ex direttori, gli unici rimasti superstiti tra il 1958 e il 1980, che sono stati a capo dello stabilimento Sacelit, poi divenuta Nuova Sacelit, di Archi di San Filippo del Mela, la fabbrica nella quale si producevano manufatti di amianto, onduline e tubi per acquedotti e fognature e persino serbatoi e cisterne per uso industriale e domestico da cui si attingeva l’acqua per scopi alimentari. Per i tre ex direttori dello stabilimento che ebbe fino a 220 dipendenti, Emilio Vicini, 85 anni residente a Milano, Alberto Covili, 74 anni, residente a Bergamo e Francesco Cirino 75 anni, residente a Milazzo, il Procuratore di Barcellona Salvatore De Luca e il suo sostituto Fabio Sozio, hanno chiesto il rinvio a giudizio per i reati di omicidio colposo per il decesso, avvenuto nel tempo, di 37 operai e per le lesioni che sarebbero state provocate dai processi di lavorazione per altri 38 dipendenti che nel tempo hanno contratto malattie polmonari gravi degenerate in patologie anche tumorali. Ai tre indagati che ieri sono stati citati a comparire dinanzi al Gup Anna Adamo, si contestano anche, oltre al disastro colposo in cooperazione tra loro per l’alto numero di morti e malati, lesioni per altri 10 familiari dei lavoratori, in particolare le mogli, che avrebbero contratto malattie polmonari perché a contatto con fibre di amianto le cui tracce remote sarebbero state veicolate attraverso gli indumenti da lavoro che i mariti riportavano a casa per essere lavati. Ieri, delle numerose parti danneggiate, solo poche persone – familiari di ex operai deceduti e ex dipendenti che hanno contratto malattie – si sono costituite parti civili con gli avv. Luisella Mancuso e Giusi Gatto. Per il resto, la maggior parte dei familiari, non si è costituita parte civile forse perché negli anni circa 8 milioni e 900 mila euro sarebbero stati gli indennizzi già pagati – soprattutto con transazioni extra giudiziarie – dalla ex Sacelit e Nuova Sacelit di San Filippo del Mela. L’udienza di ieri, dopo la costituzione di parte civile, è stata aggiornata al prossimo 26 novembre per il perfezionamento di una notifica. Non è escluso, constata la presenza di altri e numerosi legali, che nella prossima udienza di prosecuzione nel procedimento si possano costituire parte civile altri soggetti, ex lavoratori superstiti e rispettivi familiari dei deceduti, parte civile qualora non avessero ricevuto congrui indennizzi. Altri tre ex direttori dello stabilimento Sacelit che erano indagati assieme ai tre superstiti per gli stessi reati, sono nel frattempo deceduti. I tre per i quali la Procura chiede il rinvio a giudizio, hanno diretto lo stabilimento Vicini dal febbraio del 1958, la data di apertura dell’industria di Archi, fino all’aprile del 1961; l’ex direttore Covilli è stato ai vertici dell’azienda dal gennaio 1968 al luglio 1972; mentre Cirino ha diretto l’azienda dall’agosto 1972 al febbraio 1980. Gli altri periodi vacanti e fino al 1992 data della chiusura definitiva dello stabilimento da cui venivano sfornati i manufatti di amianto cemento, i direttori che si sono avvicendati in azienda sono nel frattempo deceduti. Secondo i dati diffusi dai legali dei sindacati sarebbero 97 gli ex dipendenti deceduti per le gravi patologie causate dalla fibre di amianto: mesotelioma, neoplasia, asbestosi e patologie respiratorie; mentre 115 hanno avuto riconosciuta la patologia di asbestosi pleuro-polmonare e tumori polmonari. Rispetto ad altre imputazioni simili che in passato hanno causato la citazione in giudizio di altri ex direttori nel frattempo deceduti, la novità del procedimento approdato ieri in udienza preliminare, è rappresentata dall’imputazione ai tre indagati di lesioni colpose, oltre che per gli ex operai, anche nei confronti dei rispettivi congiunti. A tal proposito, infatti, la Procura di Barcellona, contesta agli indagati di aver cagionato a 10 familiari degli ex operai “l’insorgere delle medesime malattie nei confronti di congiunti di lavoratori dipendenti della società Sacelit fino al 31 dicembre 1975, con eventi manifestatesi tra il 20 giugno del 1970 e il 9 gennaio del 2011”, in epoca assai recente. Leonardo Orlando – GDS