LA RIVELAZIONE SUL SETTIMANALE CENTONOVE – VALTER LAVITOLA, MESSINA CONNECTION: Prima gli incrociatori regalati a Panama e ancorati nella Falce, poi il riferimento a Rocco Crimi. Ma l'ex sottosegretario replica a muso duro

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MESSINA. Prima gli incrociatori donati dall’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi al governo di Panama per suo tramite, e ancorati all’arsenale della zona falcata. Poi l’arresto dell’ex deputato Mpa Carmelo Pintabona, imprenditore siculo- argentino, nel 2008 candidato all’estero col Pdl e oggi costretto a Brolo dall’obbligo di dimora comminatogli dopo la scarcerazione. Qualche giorno fa, il deputato messinese Rocco Crimi chiamato in causa nella lettera diretta a Berlusconi, mai spedita, e scovata dai magistrati inquirenti nel computer di Pintabona. Valter Lavitola, a chiamare in causa Messina, ed esservene accostato, ci sta prendendo gusto. DALL’ARGENTINA A BROLO. All’inizio di agosto, i pm Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli spiccano un mandato di cattura a carico di Carmelo Pintabona, sulla cui testa pende  un’accusa pesante: aver “ricattato” Silvio Berlusconi, insieme al faccendiere ed ex direttore le “L’Avanti” Valter Lavitola, tentando di estorcergli cinque milioni. E dal computer di Pintabona, gli inquirenti hanno tirato fuori una lettera, agli atti ma la cui attendibilità e veridicità non è stata ancora confermata, che sembra scritta da Lavitola e che confermerebbe le accuse. ln un passaggio, il faccendiere ricorda all’ex premier di aver ricevuto 400mila euro per aver favorito il passaggio del senatore Sergio De Gregorio da ltalia dei Valori al Pdl, mossa che ha contribuito alla caduta del governo guidato da Romano Prodi nel 2007. Per questo, e per un’altra lunga serie di ipotesi di reato, De Gregorio è attualmente ai domiciliari. Secondo la ricostruzione di Lavitola, i 400mila euro sarebbero stati mascherati come un contributo dato da Forza ltalia al giornale che all’epoca dirigeva. ll 14 agosto, Pintabona lascia il carcere di Secondigliano e va a Brolo, paese nel quale è costretto da un obbligo di dimora. Qualche settimana dopo, dal suo computer viene fuori la lettera del mistero. ‘MESSINA CONNECTION, “Ho ottenuto da lei – si legge nella lettera attribuita a Lavitola – anche che Forza ltalia concedesse all’Avanti un finanziamento di 400 mila euro nel 2008, altro non era che il rimborso di soldi che lei mi aveva autorizzato a dare a De Gregorio nel 2007 (se ne occuparono Ghedini e Crimi)”, scrive Lavitola nella lettera mai spedita a Berlusconi. Circostanza che Crimi smentisce con veemenza. “lo non ho mai avuto a che fare con questa vlcenda”, taglia corto l’ex sottosegretario. Perchè Rocco Crimi? Esponente di Forza ltalia sin dagli albori (fu eletto deputato nel collegio di Messina nel 1994) e sottosegretario allo Sport nell’ultimo governo Berlusconi, Crimi è tesoriere del Pdl e lo è stato di Forza llalia. A lui, in pratica, è toccato tenere il conto della cassa di partito. Un compito non sempre grato. Perchè se fino a qualche tempo fa Berlusconi “garantiva” le casse azzurre con fidejussioni per un totale di 179 milioni di euro, dalla caduta del governo eletto nel 2008, l’ex premier si è “smarcato” dalle sorti finanziarie della sua creatura. Tanto che nel rendiconto del 2010, il terzo redatto dal partito delle libertà, si legge di un disavanzo di esercizio di 5 milioni 946 mila 830 euro. Che peso dare alle rivelazioni di Lavitola? Mario Papa, legale napoletano che difende Carmelo Pintabona, si dimostra scettico. “ln questo procedimento tutto è vero e tutto è falso, è tutto da verificare. La lettera esiste, ma che sia riferibile a Lavitola lo riferisce Pintabona. ln più, che le eventuali circostanze riferite da Lavitola siano vere o false, questo lo sa solo Lavitola”. Non è la prima volta che il nome del faccendiere è accostato a quello di Messina. SALPIAMO PER PANAMA. Il 30 giugno del 2010, Berlusconi e Roberto Martinelli, presidente dello stato di Panama, siglano un “accordo di cooperazione tecnica nel campo della sicurezza”. Tradotto, lo stato italiano regala a quello centramericano sei pattugliatori navali. Quattro di questi, al cantiere navale dell’Arsenale sono rimasti per oltre un anno. I lavori di manutenzione sono andati avanti sotto gli occhi di otto ufliciali della Marina militare di Panana, che per tutto il periodo hanno alloggiato all’Hotel Royal di via Tommaso Cannizzaro. – ALESSIO CASPANELLO – CENTONOVE DEL 5 OTTOBRE 2012