IL CASO ATTILIO MANCA, SONIA ALFANO (PRESIDENTE COMMISSIONE ANTIMAFIA EUROPEA): “AL FIANCO DEI FAMILIARI CONTRO LA RICHIESTA DI CHIUSURA DELLE INDAGINI”

PALERMO, 17 OTT – “Dopo otto anni di attese snervanti, di falsità, di dubbi atroci e di depistaggi, quanto altro tempo ci vorrà per arrivare alla verità sulla morte di Attilio Manca? Perché una verità tanto evidente risulta così difficile da affermare? Era stato ordinato un supplemento di indagine e il suo risultato è chiaro: sulle siringhe trovate a casa sua non c’è alcuna impronta di Attilio Manca. Questo impone di verificare chi maneggiò quelle impronte: individuare quei soggetti spalancherebbe la pista mafiosa, cioè la vera ragione dell’uccisione dell’urologo barcellonese”. All’indomani dell’udienza fiume andata in scena ieri, Sonia Alfano (Presidente della Commissione Antimafia Europea) torna a prendere posizione sulla vicenda di Attilio Manca, l’urologo siciliano trovato senza vita nella sua casa di Viterbo nel febbraio del 2004. “Condivido pienamente l’ennesima opposizione dei familiari di Attilio e del loro avvocato, Fabio Repici, alle richieste di archiviazione della Procura viterbese. Chiudere le indagini su un caso palesemente segnato da gravissime anomalie e buchi neri, sarebbe come ucciderlo per la seconda volta. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo. Mi sembra macroscopico l’operato insufficiente e omissivo del pm Petroselli, responsabile delle indagini. Mi auguro che il gip voglia accogliere le nuove consulenze tecniche chieste dalla difesa. E’ un atto dovuto alla dignità e alla memoria di Attilio Manca”.