LEGAMBIENTE: Città sempre più inquinate, la maglia nera va a Messina

29 ottobre 2012 Cronaca di Messina

ROMA – Città sempre più inquinate. È questo il quadro che emerge dalla XIX edizione di “Ecosistema Urbano”, il rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sullo stato di salute ambientale dei 104 capoluoghi di provincia italiani. L’indagine, presentata a Venezia, denuncia una “brusca e preoccupante battuta d’arresto delle politiche ambientali urbane”: passano infatti da 6 a 17 le città dove si registra un valore medio annuo di polveri sottili superiore al limite dei 40 microgrammi per metro cubo. E in linea generale ci sia accorge che nelle città del Paese le polveri sottili sono comunque in aumento, passando mediamente da 30 a 32 microgrammi per metro cubo. Aumentano anche i giorni dell’anno in cui l’ozono scavalca i limiti di legge: da 27 a 37.

In questa fotografia che immortala una situazione poco rassicurante per la salute dell’aria del nostro Paese, sono Venezia, Trento e Verbania a collocarsi ai primi posti tra le città italiane con la migliore qualità ambientale, seguite da Bolzano, La Spezia, Parma e Perugia. La maglia nera va a tre capoluoghi del sud: Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Tra i peggiori centri urbani però anche Verona, Milano, Torino e Monza. Risultati non buoni anche per la densità automobilistica, 63,8 auto ogni 100 abitanti, mentre calano i viaggi: i cittadini compiono in media 83 viaggi all’anno su bus, tram e metro, contro gli 85 del precedente rapporto. Fanno eccezione per l’alto numero di utenti dei mezzi pubblici le grandi città come Venezia, Roma e Milano.

Restano stazionari i consumi di acqua potabile, 164 litri a testa ogni anno, e l’efficienza della depurazione, che dall’86% arriva all’88%. Nessun miglioramento per la dispersione idrica, ma salgono a 56 le città in cui un terzo dell’acqua immessa negli acquedotti si perde prima di raggiungere i rubinetti. Sul fronte dei rifiuti, si riduce la produzione dei solidi urbani (20 chili in meno a testa) e aumenta la raccolta differenziata, che passa dal 31,97% al 37,96% a fronte però di un obiettivo normativo del 60%.