Messina: Orsa critica sull'accordo raggiunto dai marittimi di Caronte

Di seguito la nota dell’Orsa Sicilia: Il bluff è servito, dopo aver fatto scioperare i lavoratori per il riconoscimento dei diritti messi continuamente in discussione dall’arroganza aziendale, parte del sindacato ha sottoscritto, senza consultare i lavoratori direttamente interessati, un accordo che nei fatti asseconda la bramosia aziendale di massimo profitto a tutti i costi sulla pelle dei marittimi.

Andiamo per ordine:

 I 69 licenziamenti non sono stati revocati ma semplicemente posticipati al 27 dicembre 2012, se entro tale data non si riuscisse a mandare in pensione altrettanti lavoratori verrebbe riattivata la procedura di mobilità precedentemente imposta dall’azienda.

 Oltre ai lavoratori che hanno maturato i requisiti per andare “forzatamente” in pensione con decorrenza 31 dicembre 2012, l’accordo consente all’azienda di individuare ulteriori dipendenti che andrebbero in pensione su base volontaria, così facendo si attiva un esodo senza precedenti che sancisce gli esuberi “millantati” dall’azienda e qualora non fossero sufficienti i pensionamenti per eliminare tali presunti esuberi, dopo il 27 dicembre 2012 l’azienda sarebbe libera di licenziare fino a raggiungere la quota di 69 unità precedentemente fissata snobbando il ruolo del sindacato.

 Completato l’esodo, fra licenziati e pensionati spediti a casa, è fisiologico che nonostante gli impegni di facciata si presenterà la necessità di diminuire il numero degli equipaggi e rimodulare la turnazione. Addio quinto equipaggio???

Il sindacato ha scelto di trattare sotto ricatto ed ha perso l’opportunità di valorizzare l’esemplare lotta dei lavoratori, nonostante i proclami e la disinformazione tendenziosa, i licenziamenti sono ancora li, puntati come una pistola alla tempia e l’azienda è libera di premere il grilletto dopo il 27 dicembre…. Sarebbero queste le conquiste ottenute al tavolo delle trattative??? Cosa si è portato ai lavoratori dopo 4 scioperi con adesioni di massa senza precedenti???

Tutta questa pantomima è stata organizzata per distogliere l’attenzione dal mancato rinnovo del contratto integrativo scaduto da cinque anni, con l’accordo sottoscritto il 30 novembre 2012 in Caronte&Tourist , di fatto è passato il principio per cui quando l’azienda deve onorare gli impegni e riconoscere i diritti dei lavoratori le è sufficiente minacciare un centinaio di licenziamenti per richiamare tutti all’ordine, sindacato

compreso, e portare avanti il diktat che da sempre caratterizza le relazioni sindacali nell’azienda più grande della città a cui tutto è concesso.

L’accordo siglato il 30 ottobre 2012 oltre a porsi in antitesi con gli interessi dei lavoratori sminuisce il ruolo del sindacato relegato ad attore passivo e/o consenziente delle dinamiche imposte dall’arroganza aziendale, restiamo convinti che il sindacato ha il dovere di rappresentare la volontà dei lavoratori e non può permettersi di calare decisioni dall’alto concertate in camera caritatis con l’azienda, soprattutto nel caso di organizzazioni che vantano rappresentatività solo sulla scorta della firma dei contratti nazionali a prescindere dalle adesioni dei lavoratori, pertanto, l’OrSA che non firma certi contratti per scelta ma è fortemente rappresentativa in termini di iscritti, porrà in essere la consultazione dei lavoratori attraverso referendum o petizione e attiverà ogni strumento per fare rispettare la loro volontà.

Nessuno pensi di aver chiuso la partita, saranno i marittimi a decidere se rinunciare al rinnovo dell’integrativo, al quinto turno ed a tutti i diritti conquistati attraverso pesanti rinunce, se l’accordo del 30 ottobre sarà benedetto dalla maggioranza dei dipendenti fermeremo la nostra azione di protesta ma in caso contrario siamo pronti ad una lotta ad oltranza contro l’azienda che non intende cedere un euro del profitto programmato e contro chi pensa che la volontà dei lavoratori sia elemento trascurabile in fase di trattativa.