BARCELLONA P G, grave atto intimidatorio all’avv. TOMMASO CALDERONE. Nella notte successiva alla sentenza degli abbreviati “Gotha-Pozzo 2” qualcuno ha collocato una corda-cappio davanti la porta del suo studio

3 novembre 2012 Cronaca di Messina

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Tutto è accaduto nella notte della sentenza. Quando non erano passate nemmeno 24 ore dalle storiche condanne inflitte in abbreviato dal gup Salvatore Mastroeni a capi, gregari e fiancheggiatori della cupola mafiosa barcellonese, in tutto sedici imputati, un gruppo di vigliacchi ha pensato bene durante la notte tra il 31 ottobre e il 1. novembre di collocare una corda sistemata a mo’ di cappio davanti la porta della studio professionale di Barcellona dell’avvocato Tommaso Calderone, ovvero uno dei penalisti più preparati e in vista della città, nonché difensore da anni di molti esponenti della criminalità organizzata barcellonese, e impegnato nella difesa di imputati nei procedimenti “Pozzo” e Gotha”. Un segnale gravissimo e inquietante nelle ore immediatamente successive alla sentenza, che il legale ha scoperto la mattina del 1. novembre quando si è recato nel suo studio, in un appartamento di Palazzo Bellinvia. Pochi minuti è già c’erano sul posto i carabinieri della Compagnia di Barcellona, la vicenda è seguita dal procuratore di Barcellona Salvatore De Luca e una relazione di segnalazione è stata inviata anche alla Direzione distrettuale antimafia di Messina per le eventuali implicazioni del gesto, anche in tema di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Solidarieta’ a Calderone arriva dal senatore Domenico Nania.
Solidarieta’ a Calderone arriva dal senatore Domenico Nania. “Convinto sempre di piu’ che l’antimafia si pratica e non si predica – dice -, esprimo tutta la mia soddisfazione per i risultati ottenuti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura nella lotta contro la criminalita’ organizzata e, in questo momento cosi’ preoccupante, manifesto tutta la mia solidarieta’, nonostante la diversita’ di vedute sul piano politico-amministrativo, all’avvocato Tommaso Calderone, vittima di un atto intimidatorio che va condannato in maniera ferma ed inequivocabile. Resto saldamente convinto – conclude Nania – che l’adempimento del proprio dovere nei diversi ruoli che si esercitano: politico, giudiziario, amministrativo o professionale, rappresenti il modo migliore per difendere il senso dello Stato”. (ADK)