Lodo Impregilo, Taormina dovrà pagare 4,3 mln. Contenzioso sui parcheggi, precetto dell’impresa ai vertici di Palazzo dei Giurati

3 novembre 2012 Cronaca di Messina

Un’altra tegola per il Comune di Taormina. Il lodo Impregilo torna a “minacciare” Palazzo dei Giurati e stavolta il pericolo è quello del colpo definitivo da ko. Forse la “mazzata” che porta dritta al dissesto finanziario a pochi mesi dalle urne.

L’impresa che ha realizzato i parcheggi di Taormina ha infatti notificato venerdì mattina un atto all’Amministrazione comunale, con il quale intima il pagamento immediato di 4 milioni 382 mila euro in riferimento ad un decreto ingiuntivo che era scattato già nei mesi scorsi. Ora Imprepar-Impregilo è pronta a passare alla cassa, proprio quando il forziere del Comune è più che mai in sofferenza, sotto assedio anche per altri contenziosi pendenti altrettanto milionari.

Il filone processuale in questione riguarda il Tribunale di Taormina. Il 31 ottobre si è tenuta la prova orale in tribunale, nel corso della quale sono stati ascoltati dal giudice l’assessore al Contenzioso, Fabio D’Urso, ed il funzionario degli uffici finanziari Leo Mangano.

L’Amministrazione sinora è riuscita ad evitare l’esecutività del decreto ingiuntivo. Adesso Impregilo intima il pagamento entro 10 giorni. Il tutto mentre resta aperto il fronte principale della contesa, quello dei 23 milioni di euro, che nel tempo potrebbero diventare parecchi di più calcolando le eventuali rivalutazioni. In tal senso la Cassazione ha rimandato l’iter alla Corte di Appello di Messina e dovrà essere rifatto un nuovo processo, e dunque almeno in questo caso i tempi saranno lunghi.

C’è poi un terzo filone in corso sempre a Trappitello, che vede Impregilo chiedere 7 milioni 200 mila euro al Comune nel medesimo contesto delle contestazioni sui lavori effettuati per il sistema di viabilità e parcheggi realizzato a partire dalla fine degli anni Ottanta sino agli anni recenti.

Gli oltre 4 milioni reclamati da Impregilo si aggiungono ad altri contenziosi da “incubo” per il Comune. Preoccupa soprattutto la richiesta di 5 milioni avanzata da un privato per i vecchi espropri della piscina comunale (una vicenda giudiziaria in atto dal 1983), ed è in atto poi l’opposizione al Tribunale di Catania sul pignoramento dei cinque negozi etnei (del valore di circa 600 mila euro) ad opera di “Villa Regina”, l’associazione che negli anni scorsi gestiva la casa di riposo taorminese.

Per pagare almeno una parte dei 4,3 milioni pretesi da qui a pochi giorni da Impregilo ora potrebbe essere impegnato in bilancio quel “tesoretto” di oltre 2 milioni che il Comune conta i ricavare dall’aumento Imu sulla seconda casa e i locali per attività commerciali.

E, alla fine, come sempre sarà il cittadino taorminese a dover mettere le mani nelle proprie tasche per sanare gli errori altrui. Non solo quelli del presente ma anche delle passate Amministrazioni.