MESSINA, 'ORO GRIGIO'. STORIA DI UN PROCESSO: ECCO LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA CON LA QUALE SONO STATI CONDANNATI L'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE BONANNO E L'AVVOCATO FORTINO. TERZA PARTE. I REATI DI CORRUZIONE E LE INTERCETTAZIONI.

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I reati di corruzione

La concessione edilizia è chiaramente illecita in quanto emessa sul presupposto di un atto falso sollecitato dagli imputati Bonanno e Fortino i quali, come Ponzio, avevano un interesse personale e patrimoniale all’ottenimento del provvedimento autorizzativo. Costoro sfruttando rispettivamente la propria carica politica (Bonanno), professione (Fortino) e ruolo ricoperto nell’ambito dell’ufficio urbanistico (Ponzio), hanno interferito e condizionato l’iter amministrativo di cui detto consentendo agli imprenditori ivi imputati di ottenere illecitamente un provvedimento e di realizzare una grossa speculazione edilizia che gli indici di edificabilità della zona, ritenuta C dalla Regione, non consentivano. Gli imprenditori (cui i fratelli Caruso hanno dato in permuta i propri terreni), hanno promesso e poi parzialmente dato a Fortino, Bonanno e Ponzio, cospicue somme di denaro nonché compromesso vari appartamenti, quale corrispettivo dell’operazione illecita loro procurata questi ultimi. Le fonti principali di prova della responsabilità degli imputati dei reati di corruzione loro ascritti sono le deposizioni di Minutoli Manlio, di Gierotto Antonino nonchè le conversazioni ambientali e telefoniche intercettate. Le informazioni riguardanti le persone coinvolte a vario titolo nella vicenda sono state invece fornite dal vice Questore Anzalone che ha coordinato le indagini, la cui deposizione occorre analizzare prima delle altre risultanze in quanto permette di conoscere il contesto in cui la vicenda si è sviluppata. Di Minutoli Anzalone ha detto che era dirigente del Dipartimento Politica del Territorio di Messina e che faceva uso di due utenze intestate al Municipio che sono state sottoposte ad intercettazione: la n. 090/2935910 e 090/2931926, di Fortino che era noto come “Pucci”, che svolgeva la professione di avvocato e che aveva lo studio legale in via San Giacomo n. 19 nelle adiacenze del Duomo, in un palazzo di vecchia costruzione. Gli operanti che hanno visto il suddetto studio hanno riferito che per accedervi bisognava salire una scalinata e che al primo piano sulla destra vi era la porta di ingresso; all’entrata era collocata la segreteria alle spalle della quale si trovava la stanza del Fortino ove sono state collocate le cimici. Sono state poi indicate dall’Anzalone le utenze radiomobili intercettate, direttamente intestate ed in uso al Fortino: la n. 346/2283299 e la n. 393/3313826; è stata anche posta sotto controllo un’ utenza fissa nella disponibilità del Fortino la n. 090/679652 intestata alla “European Law Studies srl”, di cui lo stesso era amministratore unico (agli atti vi sono pure i tabulati di interesse e le informazioni delle compagnie telefoniche sugli intestatari delle utenze intercettate e di quelle in contatto con le prime: si veda la relazione di servizio del 3.10.06 a firma Sturiale). Gli operanti (isp. Bonfiglio e Sturiale) che hanno ascoltato le conversazioni intercettate poi sono comunque riusciti a riconoscere le voci dei colloquianti (per lo più intestatari delle utenze monitorate e quindi già identificati in tal modo) in quanto questi ultimi sono stati a lungo ascoltati. A proposito di Bonanno Umberto Anzalone ha detto che è stato consigliere comunale ininterrottamente dal 1994, nonchè presidente del consiglio comunale nel 2003 quando era sindaco G. Buzzanca fino al novembre 2005, quando in occasione delle elezioni amministrative si è ricandidato senza successo. Ne sono state intercettate l’utenza mobile 335/1234816, intestata al Municipio di Messina a lui in uso e poi direttamente intestatagli e quella fissa di casa n. 090/357881, intestata alla moglie Bonura Daniela, detta “Dani”. È stata disposta anche un’intercettazione ambientale sull’ autovettura Lancia Lybra tg CC354GL, intestata a “Siracusano Automobili”, ma risultata nella disponibilità del Bonanno, come i servizi di appostamento ed osservazione hanno dimostrato. Il Bonanno è stato anche capo della segreteria del vice ministro all’istruzione Ricevuto Giovanni, a far data dal 24.2.2006 sino al maggio 2006. Ha un fratello di nome BONANNO Marcello, che dai servizi di controllo è risultato utilizzatore di una Y 10 bordeaux ed il padre si chiama Calogero. Dalla documentazione bancaria acquisita è emerso che il Bonanno aveva due conti correnti di cui uno passivo. Sul conto di Ponzio Antonino, Anzalone ha dichiarato che era funzionario dell’area di coordinamento del territorio del Comune, in particolare presso l’ufficio istruttorio, e che abitava sul torrente Trapani, nelle vicinanze del complesso Green Park. Sono state intercettate le utenze mobili intestate allo stesso la n. 360/833406 e la n. 320/7242641, come quella mobile 349/0625534, intestata a Di Bella Nadia, ma dallo stesso utilizzata. Ponzio era collega dell’arch. Parlato Salvatore, responsabile del servizio concessioni edilizie, il quale ultimo si è occupato dell’istruttoria relativa al rilascio della concessione edilizia per realizzare il complesso Green Park. Ponzio era collega anche di La Cava Giovanni, funzionario presso il Dipartimento Politiche del Territorio del Comune di Messina, il quale pure ha curato l’istruttoria de qua e dell’ing. Santoro Nunzio (divenuto segretario particolare dell’assessore all’urbanistica Catalioto) con cui condivideva all’epoca delle indagini la stanza. Di Gierotto Antonino, il vice Questore ha detto che era professore presso la facoltà di Scienze della formazione e che utilizzava l’ utenza mobile n. 349/6415874 intestata alla moglie Veninato Adriana, posta sotto intercettazione. Ha altresì riferito che il Gierotto ha acquistato dal Fortino una Jaguar (come consta anche dal certificato del PRA acquisito) della quale vi è un riferimento nelle intercettazioni. L’Anzalone poi ha fornito informazioni sugli imprenditori imputati: su Arlotta Giovanni, costruttore, amministratore unico della AR.GE.MO. Costruzioni srl (con sede a Barcellona), nonché membro del consiglio di amministrazione e socio della SAMM srl., ha detto che era cugino di D’Andrea Giuseppe cui è subentrato nell’affare riguardante la costruzione del complesso Green Park. In particolare l’Arlotta ha sottoscritto in data 4.08.04 “…in proprio e in qualità di legale rappresentante della AR.GE.MO s.n.c. ed anche per società da nominare….” con la D’Andrea Giuseppe Costruzioni ed i Caruso un negozio giuridico costituente un’ appendice al preliminare di permuta concluso nel 2001 fra questi ultimi. L’Arlotta è stato intercettato sull’utenza mobile 333/1020734, intestata alla AR.GE.MO. Costruzioni srl. In data 17.5.2005 ha costituito la società SAMM Costruzioni s.r.l. con Monforte Antonino, Magazzù Giovanni e la GARDENIA Costruzioni s.r.l. ed il 6.12.2005 la SAAM ha stipulato il contratto definitivo di compravendita e appalto con i fratelli Caruso. Sul conto di Arlotta Salvatore, figlio di Arlotta Giovanni, di professione ingegnere, l’Anzalone ha detto che ha seguito la pratica per il rilascio della concessione ed i lavori di costruzione del complesso “Green Park”. Aveva in uso l’ utenza mobile 348/4030285, intestata alla società AR.LO. Costruzioni srl. di cui era socio. Di Magazzù Giovanni ha detto che era legale rappresentante della SAMM srl ed amministratore e socio della società Margherita srl, insieme a Smidile Antonino; è stata intercettata l’utenza fissa 090/393500 intestata alla società Margherita srl da lui utilizzata nonchè quella mobile n. 335/1348338, intestata ad altra società riconducibile sempre al Magazzù, la Magnolia srl. Magazzù Santi, fratello di Giovanni era amministratore e socio della società Minutoli Immobiliare (agenzia che trattava la vendita degli appartamenti) sulla cui utenza mobile 335/7504064 è stato intercettato. Infine sul conto di Smidile Antonino ha detto che era membro del consiglio di amministrazione della SAMM (insieme ad ARLOTTA Giovanni e MAGAZZU’ Giovanni) e amministratore della società Margherita srl (insieme a MAGAZZU’ Giovanni) sulla cui utenza fissa 090/393500 è stato intercettato. E’ padre di Smidile
Santi il quale ultimo in data 29.7.2006 ha contratto matrimonio con Nostro Manuela (come risulta dagli accertamenti anagrafici svolti); dato quest’ultimo importante in quanto vi è un riferimento a tale circostanza nelle intercettazioni che consente di identificare l’imputato Smidile. Passando ora all’esame delle deposizioni del Minutoli e del Gierotto, questo collegio le ritiene genuine, in quanto logiche e puntuali e fornite dei riscontri esterni individualizzanti necessari, secondo il disposto dell’art. 192 comma 2 e 3 c.p.p., ogni qual volta le dichiarazioni provengono, come nel caso di specie, da indagati di reati connessi o collegati. Il Minutoli ha riferito che l’ ufficio da lui diretto ha effettuato, a seguito della proposizione dell’osservazione 231, apposita istruttoria ed ha rilasciato parere contrario all’accoglimento della stessa in quanto ha ritenuto che il terreno dei Caruso non poteva essere qualificato come zona B4c poichè non aveva i requisiti richiesti dal D.M. 1444/1968, in particolare insisteva su un’area priva di un piano attuativo, di lottizzazione e sfornita di opere di urbanizzazione primaria a nulla rilevando a tal fine che porzioni del territorio non distanti ne fossero munite. In questo periodo Bonanno Umberto, persona che lui conosceva da tempo e che all’epoca rivestiva la qualifica di Presidente del Consiglio Comunale, si è recato più volte da lui per perorare la causa dei fratelli Caruso: era particolarmente insistente (ha detto di non ricordare un interessamento di tale entità ed intensità da parte di altri soggetti politici) e gli ha rappresentato che teneva in modo particolare all’accoglimento delle osservazioni; alle sue obiezioni Bonanno ha risposto che i Caruso erano amici suoi. Nel corso di questi incontri Bonanno è stato accompagnato dall’avv. Giuseppe Fortino il quale pure insisteva perchè il terreno dei Caruso venisse inserito fra le zone B. In una delle visite fattegli, dopo il parere negativo espresso dal CRU sull’osservazione 231, il Bonanno, sempre in compagnia di Fortino, gli ha detto che era sua intenzione corredare l’osservazione di una relazione tecnica, da inviare alla Regione; poi avrebbe provveduto lui a fare ivi approvare l’osservazione grazie ai suoi contatti politici. Ha ancora aggiunto che le osservazioni inoltrate alla Regione ed il ricorso straordinario proposto dai fratelli Caruso sono stati corredati anche da calcoli redatti in modo informale, quale privato, dal suo collega Ponzio del quale ha riconosciuto la grafia; il Bonanno glie li ha esibiti a sostegno della bontà della sua richiesta. Il Minutoli ha nutrito un certo disappunto nel notare come tale relazione provenisse da una persona appartenente al suo ufficio, così come ha ritenuto inopportuno che Ponzio si intrattenesse sul posto di lavoro con Fortino, del quale ultimo diceva di essere una sorta di consigliere tecnico in materia edilizia e con Gierotto il quale mostrava un singolare interesse al rilascio di concessioni edilizie. Il Minutoli ha riferito altresì che quando gli organi della Regione hanno rigettato l’osservazione 231, ha chiesto in due occasione chiarimenti all’ ARTA nonostante ne fossero chiare le determinazioni e ciò per accontentare il Bonanno che lo sollecitava in tal senso. Quando è venuto a conoscenza della nota n. 19471 ha pensato che Bonanno era riuscito ad ottenere a livello regionale quanto preannunciato, cioè l’accoglimento dell’osservazione 231; la concessione edilizia a questo punto era ormai un atto dovuto. Nel 2004 – 2005 poi i fratelli Caruso hanno presentato presso il suo ufficio la richiesta di concessione corredata dal progetto redatto dall’Ing. Arlotta. Anche in questa fase Bonanno gli ha sollecitato una rapida approvazione del progetto e del conseguente rilascio della concessione; in tali occasioni mostrava di sapere chi erano i tecnici, via via incaricati dell’esame della pratica. Nello stesso periodo ha ricevuto una telefonata dall’onorevole Ricevuto che lo invitava a fare quanto richiestogli; lui però, dato che l’intervento edilizio in questione era di grossa portata, ha trattenuto la pratica per una decina di giorni per effettuare un controllo di merito più meticoloso. Il Minutoli ha concluso dicendo che anche il Ponzio si è attivato per il medesimo fine contattando La Cava, Santoro (quest’ultimo superiore del Ponzio) e Parlato, il quale ultimo ha redatto il rapporto tecnico riguardante il terreno Caruso in data 12.04.2005 (vedasi documento 42 della produzione della Procura) ha evidenziato delle carenze, a seguito delle quali vi è stata una integrazione del progetto da parte degli interessati. Il 6.05.05 la commissione edilizia ha espresso parere (vedasi documento 44 della produzione della Procura) e la concessione è stata infine rilasciata il 23.03.06, sottoscritta dai suoi colleghi Allegra, Parlato e La Cava, nonché da lui come direttore del Dipartimento ad interim (vedasi documento 52 della produzione della Procura). Le superiori dichiarazioni mettono in luce un interessamento del tutto “anomalo” da parte di Bonanno Umberto e Ponzio Antonino sulla intera vicenda amministrativa avente ad oggetto la edificabilità delle aree Caruso. Né si può ritenere come sostenuto dalla difesa del Bonanno che questi non avesse alcun interesse personale e che nel votare l’approvazione dell’osservazione 231 e poi nel proporre l’emendamento 5 sia invece stato coerente con la posizione assunta già nel 1998 allorchè si discuteva in Comune di destinare il torrente Trapani ad interventi di edilizia residenziale (e di inserirlo in particolare in luogo di contrada Scoppo non idonea secondo le risultanze di un’indagine agro forestale). Se è vero che all’epoca il Bonanno aveva condiviso la scelta di realizzare interventi di edilizia residenziale fra l’altro nell’area del torrente Trapani, non si era pronunziato in alcun modo sulla classificazione da dare della zona -B o C (ambo compatibili come detto con gli interventi de quibus); peraltro in quel contesto era in discussione una problematica di carattere generale che andava ad interessare più terreni siti sul torrente Trapani e non una piccola porzione del territorio, quale la proprietà dei Caruso per l’inserimento della quale fra le zone B il Bonanno si è battuto sostenendo l’osservazione 231 ecc. Anche l’arch. Parlato che ha curato l’istruttoria della pratica per poi trasmetterla alla commissione edilizia e che, dopo la redazione del provvedimento da parte dell’ufficio concessioni, lo ha firmato, ha ammesso di aver ricevuto segnalazioni, in ambo i momenti in cui se n’è occupato, perché il rilascio del provvedimento avvenisse in tempi brevi, da parte del suo collega di ufficio Ponzio. Sempre nello stesso periodo Bonanno gli ha fatto analoghe raccomandazioni in maniera insistente. Uno straordinario contributo in termini probatori proviene dalle dichiarazioni rese da Gierotto Antonino, imputato come Fortino, Bonanno e Ponzio, il quale però ha patteggiato la pena (e la cui posizione è stata decisa in via definitiva ) e che ha consegnato l’importo di 35.000 euro, ottenuto dagli imprenditori per cui si procede nel presente giudizio. Costui ha reso una testimonianza chiaramente sofferta, in alcuni punti contraddittoria e per certi versi reticente. Ha risposto a monosillabi allorchè il P.M. gli ha contestato le diverse dichiarazioni rese in fase di indagini, mostrando una evidente difficoltà a rispondere e soprattutto ad accusare sé e i suoi complici del delitto di corruzione ascritto. Ciò lungi dall’inficiare la deposizione la rende ancor più genuina; non è facile ammettere gli addebiti coinvolgendo i concorrenti nel reato che ancora devono definire la propria posizione : allorchè lo si fa, se pur con difficoltà, è perché quanto dichiarato corrisponde al vero. Né quanto ammesso dal Gierotto in sede di esame da parte del P.M. è superato dalle diverse dichiarazioni rese nel corso del controesame dei difensori; in dibattimento il Gierotto infatti ha assunto un atteggiamento analogo a quello tenuto allorchè è stato interrogato in fase di indag
ine: all’iniziale negazione dei fatti attribuiti, su incalzare del P.M. e soprattutto dietro contestazioni mosse alla luce delle risultanze processuali, il Gierotto ha ammesso l’evidente. Tanto premesso Gierotto ha dichiarato di essere amico di Ponzio da circa quaranta anni e di aver conosciuto invece un ventennio prima il commendatore Caruso; con Ponzio è andato a trovare quest’ultimo sul cantiere dove all’epoca lavorava, sito sul viale Regina Elena. Il Caruso ha chiesto a Ponzio se il suo terreno poteva diventare edificabile e in che termini; Ponzio ha risposto che se ne sarebbe interessato e che si sarebbe rivolto a tal fine anche all’avv Giuseppe Fortino. Dopo tale incontro Gierotto ha chiesto all’amico di essere coinvolto nell’affare per ricavarne vantaggi di tipo economico. Alla morte del Caruso, Ponzio ha accompagnato i nipoti del defunto, diventati proprietari dei terreni, dall’ avv. Fortino perché questi si occupasse della pratica ed ha detto a Gierotto che il legale avrebbe fatto “perorare” la causa a livello politico da Bonanno Umberto, vicepresidente prima, presidente poi del consiglio comunale. Tale circostanza gli è stata confermata personalmente dal Fortino in varie occasioni ed ha constatato che effettivamente il Bonanno ha sostenuto un emendamento in consiglio comunale per consentire l’aumento dell’indice di edificabilità del terreno dei Caruso. Il Fortino gli ha anche detto che il Bonanno si sarebbe interessato non solo a livello di Consiglio Comunale, ma anche a livello regionale; lo stesso Bonanno gli ha confermato che si stava occupando della questione. Ha ancora appreso che quest’ultimo aveva sollecitato anche l’onorevole Ricevuto quando, conclusosi l’iter con il riconoscimento della sperata destinazione urbanistica al terreno, tardava il rilascio della concessione edilizia. Il Gierotto ha poi dichiarato che il Fortino portava a Bonanno denaro e, su incarico del primo, lui ha fatto altrettanto; l’avvocato sosteneva che le somme venivano consegnate a titolo di prestito, ma lui ha pensato che, in realtà, erano elargite per l’interessamento del Bonanno a livello politico. Quando però il P.M. gli ha contestato la diversa risposta data in sede di interrogatorio alla domanda “allora dica la verità qual era?” ha confermato quanto a suo tempo detto “..Che i soldi che l’Arlotta portava all’avv Fortino, il quale stabiliva x, y, z, etc. etc., venivano ripartiti tra Gierotto, Ponzio, Fortino e lo stesso Bonanno per… questo ci tengo io a ribadirlo, per gli interventi, per come si chiama là, per l’interessamento là della pratica, dell’emendamento, adesso non mi viene la parola………………? No, basta, è finita, perché io non posso confutare quello che ho davanti”. Ha poi dichiarato che né lui né Ponzio hanno mai fatto prestiti al Bonanno. Le superiori dichiarazioni trovano pieno riscontro nella documentazione rinvenuta e sequestrata a Gierotto, in particolare in un’agenda dello stesso. Allorchè gli è stato chiesto il significato di alcune lettere ivi indicate : “P, T, P ed U” con accanto delle cifre, Gierotto ha risposto che con le stesse intendeva riferirsi a lui stesso, a Ponzio, a Fortino, a Bonanno (dei cui nomi costituivano le iniziali: le P indicavano l’una Pucci Fortino, l’altra Ponzio, la T Tonino e la U Bonanno). Talora in maniera più esplicita per indicare Ponzio scriveva “Nino”, per indicare Umberto Bonanno invece “Umberto”. Ha spiegato poi che le cifre riportate accanto ai nomi stavano ad indicare le somme di denaro che avrebbero dovuto ricavare dall’operazione da realizzarsi sul torrente Trapani da parte dei responsabili delle società Argemo e Samm Costruzioni incaricate della realizzazione del complesso edilizio. Gli imprenditori però non hanno rispettato i tempi delle consegne, per questo discuteva spesso al telefono con il Fortino di tale problema come nella conversazione del 24.4.2006, ore 13,03 (prog. 1773) di cui gli è stata data lettura. Il P.M. nel corso dell’esame gli ha chiesto spiegazioni in ordine ad altre conversazioni intervenute con il Bonanno come quella dell’11.8.2006, ore 18,26 (prog. 2979) in cui alla domanda di quest’ultimo che gli chiedeva se potevano vedersi l’indomani mattina rispondeva “domani mattina non è possibile perché non ho i libri, capisci?; Gierotto ha ammesso che utilizzava con il suo interlocutore un linguaggio criptico, perché temeva di essere intercettato (e quindi scoperto nel mentre concordava la consegna di denaro discendente da operazioni illecite). Sulla condotta tenuta da Ponzio ha detto che questi ha redatto una relazione in cui riportava dei calcoli a supporto della richiesta fatta dai germani Caruso di aumento dell’ indice di edificabilità dell’area; ha aggiunto che Ponzio nella sua qualità di funzionario dell’ufficio urbanistico non si è limitato a ciò, ma si è anche adoperato per il tempestivo rilascio della concessione edilizia esercitando pressioni a tal fine su Salvatore Parlato cui spettava apporre la firma finale sul provvedimento autorizzativo; per tutta l’ “impalcatura”, per effettuare cioè gli opportuni interventi nelle varie fasi del procedimento amministrativo si era convenuto che ricevesse soldi e case. Gli appartamenti che secondo i patti Arlotta ( e coloro con cui questi si relazionava, come Santino Magazzù, che aveva il compito di vendere gli appartamenti su quell’area, il fratello Giovanni Magazzù e Smidile) doveva complessivamente dare erano 7 e spettavano 3 a Fortino, 3 a Ponzio ed 1 a lui. A conferma del coinvolgimento degli attuali imputati nell’operazione ha ammesso, allorchè gli è stata data lettura delle conversazioni intervenute fra lui e Ponzio (il 4.4.2006 ore 13,20 progr. 1251 e il 5.4.2006 ore 9,49 progr. 226) concernenti il pagamento della perizia geologica COPAT di cui si è detto presentata per sostenere l’accoglimento dell’osservazione 231, ha dichiarato che si era deciso di dividere le spese della fattura in un primo tempo fra lui, Ponzio, Fortino ed i fratelli Caruso; successivamente, a causa del rifiuto di questi ultimi e della indisponibilità di Arlotta, si è convenuto di coinvolgere Umberto Bonanno, perché anche costui come gli altri ricavava vantaggi economici dalla operazione. Anche dalla superiore deposizione emerge in maniera incontrovertibile che Ponzio, Bonanno e Fortino hanno cooperato perché venisse rilasciata la concessione edilizia per la realizzazione del complesso Green Park e ciò sin dall’origine cioè dal momento della presentazione dell’osservazione 231; hanno quindi in concorso agito in maniera illecita per ottenere l’aumento dell’indice di edificabilità del terreno Caruso e poi per avere in tempi rapidi il provvedimento autorizzativo e si sono fatti retribuire per tale attività dagli imprenditori incaricati dai Caruso di realizzare il complesso Green Park. Le numerosissime intercettazioni in atti corroborano le conclusioni rassegnate e costituiscono fonti di prova addirittura sovrabbondanti. Si riportano quelle di maggior interesse:

n. 63 ore 16.55 del 30/11/2005- Rit 669/95- (proveniente dall’utenza n. 346/2283299, intestata al Fortino ed in uscita verso l’utenza n. 333/1020734, intestata ad Arlotta Giovanni). Ivi Arlotta colloquia con il Fortino, chiamandolo avvocato (come in molte altre telefonate intercettate) e dandogli delle informazioni in ordine ad un contratto che è chiaramente quello di appalto che di lì a breve- il 6.12.05- i Caruso avrebbero concluso con la SAAM (vedasi documentazione in atti) :

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor ARLOTTA?

ARLOTTA Sì, avvocato.

AVVOCATO Siamo rimasti che oggi pomeriggio ci vedevamo.

ARLOTTA Sì, avvocato, però ‘stu.., ‘u contrattu ‘stamatina no’ potti fari, ora haiu l’appuntamentu ‘e sei e non vegniu stasera, dumani.

AVVOCATO Va bene.

ARLOTTA Picchì ‘stamatina stesiru ‘na matinata mi mu’ dannu.

AVVOCATO Va bene.

ARLOTTA Ora no’ pottimu completari e ora stasera videmu s’ ‘u putemu completari.

AVVOCATO Va bene, d’accordo.

n. 113 ore 11.04 dell’1.12.05 (stesso Rit e stessi interlocutori):

AVVOCATO Signor ARLOTTA.

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Allora, a che ora ci vediamo?

ARLOTTA E.., avvocato, ci vediamo.., penso che verso mezzogiorno posso arrivare io.

AVVOCATO Va bene, allora ci vediamo alle dodici, va bene?

ARLOTTA Sì, penso che ci arrivo.

AVVOCATO Va bene, ok, arrivederci.

n. 411 ore 15.56 del 5/12/2005 Rit 669/95 (proveniente dall’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe in uscita verso l’utenza 333/1020734 intestata ad AR.GE.MO. Costruzioni s.r.l.) ivi Fortino comunica ad Arlotta che i Caruso lo vogliono vedere per problemi connessi al contratto;

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor ARLOTTA.

ARLOTTA Sì, avvocato.

AVVOCATO Eh, senta.., l’hanno chiamato i.., i CARUSO che la vogliono vedere?

ARLOTTA Eh, però avvocato io’ staiu pattennu ora, arrivo verso le cinque meno un quarto. Ora m’ ‘u dissi Salvatore a mia.

AVVOCATO eh, lo so. Ma poi che cosa vogliono non lo so, io ora sto andando là. Lei ha capito che è?

ARLOTTA No.

AVVOCATO Dice che sono.., che nelle cose del notaio dice che c’è qualche cosa che non va, ma che cosa?

ARLOTTA Ma po’ essere.., sempri pi’ comu capia io’ ‘u fattu di.., di.., di.., di.., dell’iva.

AVVOCATO Eh, ma l’iva la doveva.., la pagate voi, non è comp.., non l’abbiamo già stabilito?

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO Eh, e siamo rimasti..

ARLOTTA Lei sta annannu dà, allura?

AVVOCATO ..è venuto.., sì, è venuto CASTELLI.

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO E siamo rimasti settecentocinquanta.

ARLOTTA Eh, e allura?

AVVOCATO E va bene, lo so, ma dice che c’è.., forse vorranno la differenza loro, che cazzo ne so, minchia, mi stanno..

ARLOTTA Ma dicu, dopu chi ci riconosce i decimila euro all’unu.

AVVOCATO Eh, va bene, gliene riconosce dieci in più, duemila e cinque in più, che le posso dire, io non lo so, sono.., sono scocciato non so che dirle. Sono qua come lei, alle prese con tutti. E e poi..

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO E poi..

ARLOTTA Ma dicu ‘st’appuntamen..

AVVOCATO Ma sa qual è.., sa qual è il problema grosso?

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO E’ che.., che giustamente coso mi ha portato una scrittura, lei la sa questa storia o no?

ARLOTTA Sì, sì, sì.

AVVOCATO E questa scrittura ora per fargliela ingoiare eh.., dovrò fare fatica, perché loro dicono, giustamente “Noi non li abbiamo avuti questi soldi”, sì, l’ho capi.., ma non è che sono persone intelligenti che capiscono che è una compensazione tra l’appalto e il coso, capito? Quindi ora è un.., una battaglia, quindi, se lei viene, mi dà una mano.

ARLOTTA Va bene.

AVVOCATO Va bene, l’aspetto.

ARLOTTA Direttamente dà allura?

AVVOCATO Sì, a ca.., a studio da me.

ARLOTTA Ah dà? ‘O studiu da lei?

AVVOCATO Da me, da me, sì, sì.

ARLOTTA Va bene, va bene.

*

n. 488 del 6.12.05 ore 10.18 del 6/12/2005 (proveniente dall’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe, in uscita verso l’utenza 335/1234816) in cui fra l’altro Fortino raccomanda a Bonanno di rendersi rintracciabile nel pomeriggio perché “avrà l’atto” che non può che essere quello di appalto che i Caruso e gli Arlotta avrebbero stipulato proprio quel giorno. Anche da questa conversazione emerge l’interesse personale del Bonanno per l’operazione

PUCCI Sì, Umberto, dimmi gioia.

UMBERTO Pucci, ho risolto il problema.

PUCCI Eh?

UMBERTO Ho chiamato a Nicola CARDILE e gli ho detto:

<>.

PUCCI Sì.

UMBERTOHo chiamato a BERENATO, mi sono fatto dare il numero del fax..

PUCCI Sì.

UMBERTO..e ora CARDILE..

PUCCI Glielo sta mandando.

UMBERTO..al più presto glielo manda per fax.

PUCCI Ho capito, quindi è inutile che io avvicino, non ha senso.

UMBERTONo, no, no, abbiamo risolto.., fra mezz’ora massimo BERENATO ci ha tutto quanto.

PUCCI Va bene, va bene, ti ringrazio.

UMBERTO Eventualmente digli a Nino di andarlo a verificare.

PUCCI Sì. Senti ci..

UMBERTOCome vedi io risolvo i problemi con puntualità sempre.

PUCCI Va bene, senti una cosa, nel pomeriggio io ci ho quell’atto, se tu cortesemente verso le sei ti fai.., ti.., ti metti in circolazione.., ci sentiamo.

UMBERTO No, invece la cosa importante sai qual è? Che ci vediamo domani al comune alle sei e mezza per quella cosa..

PUCCI Quello senz’altro perché te l’ho promesso, no, no, ma al di là di questo, va bene.

UMBERTO Questo è più importante.

PUCCI Va bene.

UMBERTO Va bene.

PUCCI Come ci sono.., come ti vanno le cose? Bene?

UMBERTO Spero bene. Spero bene.

PUCCI Hm, ciao, ciao.

n. 541 16.03 del 6/12/2005 Rit 669/95 Fortino ribadisce a Bonanno che quella sera si recherà dal notaio per la firma del contratto e che così risolveranno tutto. A questo punto Umberto dice che lui si recherà da Giancarlo per accelerare i tempi. Dal contenuto della presente -in cui si parla di “tempi” dopo aver affrontato l’argomento della stipula del contratto- nonché dalla consequenzialità logica e cronologica fra questa, la precedente e le successive conversazioni, si capisce che i tempi di cui si parla sono quelli per il rilascio della concessione edilizia che il Bonanno con i suoi interventi vuole siano brevi.

UMBERTO Pronto?

PUCCI Umberto.

UMBERTO Pucci, gioia, ciao.

PUCCI Tu mi avevi chiamato?

UMBERTO No, ho visto che mi avevi chiamato tu, mi avevi richiamato, però mi è arrivata una chiamata e ho staccato.

PUCCI Ah, va bene, va bene, niente, no, ora non mi ricordo che ti volevo dire. Niente, comunque là, quella pratica è già dall’architetto.

UMBERTO Sì, lo so, mi ha chiamato, mi ha detto che era tutto a posto.

PUCCI Va bene.

UMBERTO Io ora domani, comunque lo vado a trovare.

PUCCI Sì. Io stasera..

UMBERTO Con una scusa, vediamo se..

PUCCI Sì. Stasera sono là per quel contratto, quindi do.., avremmo dovuto risolvere tutto.

UMBERTO Non t’ho sentito, come?

PUCCI Stasera sono dal notaio per il contratto quindi avremmo risolto tutto, dovremmo avere risolto tutto.

UMBERTO Va bene.

PUCCI Va bene?

UMBERTO Io domani comunque vado da Giancarlo..

PUCCI Eh.

UMBERTO ..e gli chiedo di accelerare i tempi.

PUCCI Eh, vedi un attimino. Ne abbia.., ne abbiamo già sei.

UMBER

Intercettazione ambientale n. 829 del 13.12.05 ore 15.43 (all’interno dell’autovettura Lancia Lybra, targata CC354GL, in uso a BONANNO

Umberto Rit 651/05). Bonanno chiede a Fortino quando “quelli”, cioè gli Arlotta inizieranno i lavori sul torrente Trapani, mostrando ancora una volta un interesse diretto alla speculazione edilizia.

UMBERTO

Senti questi quando mettono mani là? Al torrente Trapani?

PUCCI Subito. Stanno (…..

UMBERTO Eh?

PUCCI Sì. Hanno.., hanno dato l’appalto già anche ad ARLOTTA. (…..) i primi di Gennaio.

UMBERTO Ma chi è.., chi è l’impresa che costruisce?

PUCCI ARLOTTA.

UMBERTO ARLOTTA costruisce? Ascolta, a ‘sto ARLOTTA gli serve un medico del lavoro? Per forza, lo deve nominare uno, no?

PUCCI E figurati, questo (…..)

UMBERTOMagari non io, ma nominava il mio socio, Peppe (…)

PUCCI Eh, va bene.

Telefonata n. 561 delle 19.18. del 16.12.05 (Rit 669/95) in cui Fortino comunica a Ponzio con soddisfazione, proprio la sera in cui è stato stipulato l’appalto Caruso Saam (il rinvio al quale si desume oltre che dal dato temporale anche dalla natura composita dello stesso che comprende vendite, divisioni, accettazioni di eredità ecc.) che è stato concluso l’affare, fonte per loro di cospicui vantaggi economici: viene utilizzata a tal fine un’espressione convenzionale “habemus papam” senza fare espresso riferimento all’operazione in quanto illecita. Ponzio, come detto, non ha alcun titolo legittimo per trarre introiti dalla stipula del negozio.

NINO Pronto?

PUCCI Nino?

NINO Pucci, dimmi gioia.

PUCCI Habemus papam!

NINO Oh! E io aspettavo proprio habemus papam, Finalmente!

PUCCI Eh, siamo qua, tutto a posto, tutto bene.

NINO Tutto a posto?

PUCCI Sto tornando dallo studio, ho altre due riunioni, quindi non ti posso..

NINO Guarda io..

PUCCI ..non posso festeggiare con te.

NINO No, ma io me ne sono andato a casa, perché ero stanco morto, credimi.

PUCCI Ah, eri stanco. Va bene, tutto bene?

……………………………………………………………………..

NINO Va bene, Pucci, quindi praticamente habemus papam, finalmente tutto è definito fi.., una volta per tutte.

PUCCI Hanno firmato, sì, io me ne sto andando.., loro ancora sono là che firmano, perché c’erano cento atti.

NINO Cento atti.

PUCCI Un atto compressissimo, Nino, di una complessità eccezionale.

NINO Minchia..

PUCCI C’erano sei vendite, un appalto, una divisione, un’accettazione di eredità, quindi fatti ‘sto conto.

NINO Mamma mia!

PUCCI Un casino.

NINO Mamma mia!

PUCCI Va bè, comunque, l’abbiamo fatto.

NINO Grazie a te, però onestamente devo dire la verità.

PUCCI Va bene.

NINO Hai fatto.., hai fatto un lavoraccio. Va bene.

PUCCI Va bene, Nino, ci sentiamo allora.

NINO Ci sentiamo.., ci sentiamo domani allora?

PUCCI Sì, ci sentiamo domani, sì. Ciao.

NINO Ciao, ciao, Pucci, ciao.

Conversazione n.816 del 10.12.05 ore 11.30 (rit 669/65) in cui Ponzio chiede a Fortino se la settimana successiva avranno quanto sperato “habemus papam” (cioè il denaro loro promesso per l’attività svolta a beneficio degli imprenditori sfruttando il rispettivo ruolo). Parlano poi delle prossime elezioni amministrative e dell’importanza che Bonanno consegua un successo elettorale perchè da ciò discendono anche per loro vantaggi.

PUCCI Pronto?

NINO Signor avvocato!

PUCCI Nino, ciao. Come stai? Tutto bene?

NINO Ciao bello. Io bene, tu stai bene?

PUCCI Sì, bene, tutto a posto.

NINO Dove.., dove.., dove trovasi il mio amico avvocato?

PUCCI Mi trovo a Cap D’Orlend.

NINO A Chef d’orland? A chantè! (ride) senti e quando sei arrivato?

PUCCI (ride) Ieri sera tardi sono andato.., sono arrivato.

NINO Ah ieri sera te ne sei andato? Ah, ho capito.

PUCCI Sì, sul tardi, sì, sì.

NINO Ho capito, Pucci, tutto bene, gioia?

PUCCI Tutto a posto. Che si dice là?

NINO Mah, niente Pucci, è una giornata un po’ cupa, ma non piove però. Io sono sul Viale..

PUCCI Ah, non piove? Neanche qua piove.

NINO ..che mi faccio una..

PUCCI No, ma dico come campagna elettorale? Tutto bene?

NINO Mah, tutto bene, sì, si stanno muovendo, sai? Si stanno muovendo più di quanto tu possa immaginare, caro mio. Comunque, è bello però sapere come va a finire. (sorride) Tu che dici..

PUCCI Eh, magari!

NINO Tu che dici, come va a finire?

PUCCI Non lo so, non ho idea.

NINO Ma sarà..

PUCCI Non ho idea.

NINO Pucci, sarà una battaglia all’ultimo voto, sai?

PUCCI Sì, sì. Apposta, dico, non.., non lasciare neanche un voto.

NINO Ah sì, senti mia moglie..

PUCCI Eh?

(Si sente la voce di una donna accanto a Nino)

NINO Mia moglie mi ha detto una bella cosa.., mi ha detto.., mi ha detto: << Gli devi dire che glielo do il voto, ma lo faccio solo per lui >>.

PUCCI Ah, gra.., e io sono grato a lei di tutto questo, anche perché secondo me, al momento in cui noi abbiamo quel tipo di discorso..

NINO Sì, certo, certo.

PUCCI ..quel discorso che abbiamo i nostri.., i nostri..

NINO Beh, è chiaro..

PUCCI ..i nostri utili.

NINO ..ho capito perfettamente, hai perfettamente ragione.

PUCCI Eh, quindi non è che sta facendo.., sta facendo anche un vantaggio a suo marito, non a te.., a me solo.

NINO Ho capito una.., una.., una sorta.., una sorta di gratitudine. (ride)

PUCCI (ride)

NINO Eh, infatti.

PUCCI Bene, sì e quindi vota pure tu, diglielo a tuo fratello perché (…) è importante, Nino.

NINO Senti.., senti Pucci, e domani?

PUCCI E domani ma.., io torno domani mattina.

NINO E come mai di mattina, Pucci e non..?

PUCCI Di mattina che ci ho un pranzo da una pe.., da un amico e poi di pomeriggio vado a votare.

NINO Ah, vai a votare, ho capito perfettamente, va bene.

PUCCI Vado a votare.

NINO Senti Pucci, settimana entrante tu che dici, habemus papam o no?

PUCCI Sì, tranquillo.

NINO Bene, Pucci, d’accordo.

PUCCI Sicuramente, prima di Giovedì.

NINO D’accordo Pucci.

PUCCI Va bene?

Di particolare interesse è la conversazione n.854 ore 8.15 del 12/12/2005 in cui Fortino ricorda ad Arlotta che non ha preso impegni solo con lui ma anche con altre persone e che deve soddisfarle tutte per l’intero. La lettura sistematica delle telefonate rende evidente che nella presente Arlotta intende riferirsi alle persone che cooperano con Fortino, fra cui Ponzio e Bonanno; è chiaro che se l’imprenditore ha assunto obblighi anche nei confronti di costoro è perché ne deve retribuire l’attività, cioè gli interventi svolti, in concorso con Fortino per il buon esito dell’operazione (illecita perché presupponente un atto falso) abusando delle rispettive funzioni e sfruttando i rapporti politici o di colleganza con altri funzionari dell’ufficio urbanistico.

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta, buongiorno. Quando ci vediamo noi?

ARLOTTA Eh, avvocato do.., domani, penso che ci vediamo domani.

AVVOCATO Eh, ma domani..

ARLOTTA Perché io..

AVVOCATO Signor ARLOTTA per tutto, io non posso più aspettare ni.., nessun altro coso, perché ci ho una serie di problemi, di impegni con le persone e non..

ARLOTTA (…..) ‘nta banca dani di.., di cosu, appena mi sbrigu mi ni vaiu dà.

AVVOCATO Hm.

ARLOTTA Direttamente, va bene?

AVVOCATO Domani dobbiamo risolvere l’intero. Per tutti.

ARLOTTA Videmu, avvocato.

AVVOCATO Va bene, arrivederla.

n.962 ore 9.53 del 13/12/2005 Fortino e Arlotta discutono delle somme che il secondo deve dare al primo. Da tale conversazione si desume che non solo l’Arlotta, ma anche gli altri imprenditori imputati hanno assunto impegni nei confronti del Fortino; Arlotta, infatti, nel contestare i conteggi dell’avvocato riferisce delle contestazioni a lui fatte dai suoi soci in ordine al denaro da corrispondere.

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta, buongiorno.

ARLOTTA Eh, avvocato.

AVVOCATO A che ora ci vediamo noi?

ARLOTTA Avvocato, io’ staiu vinennu unni lei, ficimu un errore ‘nta di’.., ‘nta di conteggi.

AVVOCATO Perché?

ARLOTTA Ducentumila non ci livammu.

AVVOCATO Sì, va bene! Ma che dice?

ARLOTTA No, e va.., e vaddassi io’ ci.., io’ ci’ pottu io’ tu.., tutti fatti i cunti. Precisi pi’ comu ‘i ficimu.

AVVOCATO No, e li abbiamo fa.., e li abbiamo tolti all’inizio. La.., la prima cosa che abbiamo fatto.

ARLOTTA A.., avvocato, o non ci livammu i centottantamila all’iniziu o non ci livammu.., picchì aieri mi ficiru cadiri ‘a facci ‘nterra chiddi.

AVVOCATO E come non.., la prima cosa che abbiamo fatto li abbiamo tolti.

ARLOTTA Avvocato.

AVVOCATO Sì.

ARLOTTA Ni sautau acchi cosa. O.., o.., o nella struttura..

AVVOCATO E li rivediamo, che le posso dire, io ci ho i primi e i secondi, li rivediamo insieme.

ARLOTTA Come?

AVVOCATO Eh, ma dico, al di là di questo, il problema non è questo.

ARLOTTA No, ma.., no, picchì aieri dici: << No – dici – perché ..>>, si n’accuggeru e chiddu fici a figura du’ cosu.., ora havi ‘na matinata cu’ me’ figghiu rifaciumu tutti cosi, tutti cosi e sempri dà ni potta, comu dicia iddu. Chi fazzu? Ci fazzu ‘u fax di ‘sta cosa e vegniu subitu io’, ni videmu?

AVVOCATO E venga immediatamente perché ‘sta cosa la dobbiamo risolvere in giornata, signor ARLOTTA, non è che possiamo stare qua ai comodi di questi..

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO ..questi hanno..

ARLOTTA avvocato.., ‘u sacciu, però, dicu, e.., aieri.., aieri iddu, ni.., ni ficimu ‘sti.., ‘sti.., ‘sti cosi ni chiamaru, dici: << Ma cà non po’ essiri chiddu chi dici tu >>.

AVVOCATO Ma perché non può essere se è la verità! Da là dovevamo partire. Ma io non lo so!

ARLOTTA Ma ‘i dà partemmu, giustu è avvocato.

AVVOCATO E no, è sbagliato, allora, hanno sbagliato loro.

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Va bè, ora vediamo.

ARLOTTA ..no, picchì ora cà, ‘na matinata cu’ me’ figgiu stamu facennu.

AVVOCATO E lo so, ma venga qua, io.., tanto le.., le somme quelle erano, non è che ci.., che ci possiamo sbagliare.

ARLOTTA No, c’è.., c’è ‘u passaggiu d’ ‘i.., d’ ‘i ducentu chi non funziona. N’ u scuddammu.

AVVOCATO E ora lo vediamo insieme, se.., può darsi. Vediamo, venga qua.

ARLOTTA Avvocato, chi fazzu? Ci fazzu ‘u fax e lei s’ ‘a cumincia a vaddari? O..

AVVOCATO No, no, no, venga qua direttamente.

ARLOTTA Va bene, va bene. Staiu arrivannu allura.

n. 963 ore 9.57 del 13/12/2005 (rit 669/65 telefonata fatta dall’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe ed indirizzata a quella in uso a GIEROTTO Tonino). Dei problemi sorti sui conti con l’Arlotta, Fortino informa Gierotto cui chiede di venirgli in ausilio avendo quest’ultimo personalmente effettuato i conteggi. I due interlocutori lamentano poi che gli imprenditori sono imbroglioni, non solo quindi l’Arlotta con cui si relazionano, ma anche gli altri che evidentemente hanno piena contezza della vicenda, ma tentano di pagare meno di quanto si sono impegnati a dare.

UOMO Pronto?

UOMO 2 Sì?

UOMO Novità?

UOMO 2 Eh, no.., ho parlato ora, dice che praticamente ci sono i conteggi sbagliati. E sta venendo qua. Quindi vieni pure tu perché io non mi ricordo più niente.

UOMO Come i conteggi sbagliati?

UOMO 2 Ma che ne so, dice che non sono stati tolti poi quell’importo di duecento che avevamo stabilito.

UOMO (si altera) Come non è stato tolto?

UOMO 2 Appunto, niente, questi sono scarafoni. Se vuoi passa.., vieni qua, lascia tutto e vieni subito.

UOMO Io fra mezz’ora arrivo, venti minuti.

UOMO 2 No, fra mezz’ora! Se quello arriva.., quando arriva ti chiamo, devi essere in condizioni di essere qua, no?

UOMO Sì, sì, sì. Il.., il tempo di arrivare.