SICILIA – Formazione. Le motivazioni della sentenza. Pubblichiamo i motivi per i quali i giudici contabili hanno condannato in primo grado Centorrino, Campo e altri per danno alla Regione

MESSINA | Ecco le motivazioni e le conclusioni dei giudici della Corte dei Conti di Palermo, che hanno condannato in primo grado l’ex assessore regionale Mario Centorrino, al direttore generale della Formazione, e altri dipendenti regionali, per un finanziamento extra budget all’Ente di Formazione “Anfe”.

“In aderenza alla prospettazione della Procura, il Collegio reputa che il danno subito dall’erario regionale sia pari all’importo globale dei finanziamenti integrativi erogati per i tre progetti formativi sopra specificati (pari ad € 1.742.356,44), detratto l’importo di cui l’Amministrazione, nelle more della celebrazione del processo, è riuscita a recuperare da una sorprendentemente collaborativa ANFE (pari ad € 260.387,60).
Pertanto, la consistenza residua del danno è pari ad € 1.481.968,84. Indipendentemente dalle ragioni che hanno determinato la lievitazione delle spese sostenute dall’ente di formazione, per quanto in precedenza evidenziato, il finanziamento integrativo, siccome disposto senza l’investitura di una disciplina a tanto abilitante, costituisce un esborso ingiustificato e, come tale, dannoso per l’Amministrazione che ne ha sostenuto l’onere.
Per ciò che attiene alla ripartizione di tale danno, ne reputa corretta la segmentazione in due porzioni di disomogena consistenza (70% e 30%), con ulteriore ripartizione delle stesse in quote uguali tra i vari soggetti, operata dall’Organo requirente. Più in dettaglio, quest’ultimo ha chiesto che la porzione più consistente (70%) fosse ripartita tra l’allora Assessore CENTORRINO ed il dirigente generale CAMPO, imputando a ciascuno l’importo di € 518.689,09, e la residua porzione (30%) tra i rimanenti convenuti – VERDE, MAISANO e FIORINO – imputando a ciascuno l’importo di € 148.196,88. Invero, tale ripartizione valorizza adeguatamente la posizione organizzativa che i convenuti occupavano all’epoca dei fatti e la diversità qualitativa dei contributi che ciascuno ha fornito nell’ambito della procedura esitata con l’erogazione dei finanziamenti integrativi. All’allora Assessore regionale e all’allora Dirigente generale del medesimo assessorato è imputabile la più consistente quota di responsabilità in quanto, anziché adoperare gli incisivi poteri correlati alle posizioni apicali rivestite per mantenere la spesa per la formazione professionale nei (pur molto elevati) margini fisiologici determinati con il PROF, li hanno esercitati per incrementare la consistenza dei finanziamenti in precedenza concessi. E ciò in uno scenario caratterizzato da una disciplina di settore, a cui doveva imperativamente essere conformata l’azione pubblica, di una chiarezza tale da non lasciare alcun ragionevole spazio di opinabilità interpretativa e applicativa. Questa rilevante quota del danno, attesa la sostanziale omogeneità degli apporti rispetto alla realizzazione dell’evento che ha generato il complessivo danno erariale, può essere ripartita in percentuale identica tra i due esponenti dei vertici, rispettivamente, politico ed amministrativo del coinvolto apparato regionale. Ai fini della ripartizione della residua quota (30%), sebbene il censurabile concorso, quantitativamente stimabile come omogeneo, alla procedura esitata con l’erogazione di finanziamenti integrativi dei progetti formativi giustifichi l’addossamento di parte del danno a MAISANO, VERDE e FIORINO, il particolare contesto nel quale le rispettive condotte sono state realizzate induce il Collegio a fare ricorso al potere riduttivo di cui all’art. 52, comma 2, del RD 1214/1934, ponendo a carico degli stessi solo il 50% del danno reputato loro addebitabile. Dunque, in luogo dell’importo di € 148.196,88 (1/3 ciascuno del 30% dell’accertato danno), detti convenuti devono essere condannati, ciascuno, al pagamento della somma di € 74.098,44. La mitigazione dell’addebito appare praticabile considerato che, come anche la Procura ha avuto modo di evidenziare nell’atto di citazione e ribadire in sede di trattazione orale della vertenza, in questa vicenda vi sono circostanze che, obiettivamente, sono meritevoli di un benevolo apprezzamento. In particolare, non può essere ignorato il fatto che il ruolo ricoperto da tali dirigenti di rango intermedio e le attribuzioni dei medesimi rendevano non agevole contrastare, negli ambiti di rispettiva competenza, un’azione che, ancorché non in linea con la disciplina di riferimento, era sorretta da una risoluta volontà del vertice politico ed amministrativo di perseverare in una condotta dagli effetti munifici, in grado di soddisfare le aspettative degli attuatori dei progetti formativi che si erano attivamente adoperati, come la documentazione versata in atti evidenzia, per ottenere il finanziamento integrativo. Inoltre, non trascurabile è pure il fatto che, per quanto riguarda il convenuto MAISANO, lo stesso era stato nominato dirigente del servizio competente a valutare i rendiconti (Servizio Gestione del Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione Professionale operante nell’ambito dell’omonimo Assessorato) ad interim e solo due mesi prima del momento cui si riferiscono i fatti di causa.
5. CONCLUSIONI
Conclusivamente, il Collegio, in parziale accoglimento della richiesta attorea, reputa sussistenti i presupposti per la configurabilità della responsabilità amministrativa in capo ai convenuti. Il danno, ai medesimi imputabile a titolo di colpa grave, ammonta complessivamente ad € 1.481.968,84 ed è imputabile, per il 70%, da ripartire in quote uguali, ai convenuti CENTORRINO e CAMPO e, per la residua quota, da ripartire in quote uguali, ai convenuti VERDE, MAISANO e FIORINO. Nei confronti di questi ultimi, in applicazione del potere di cui all’art. 52, comma 2, del RD 1214/1934, l’addebito deve essere ridotto al 50% del danno accertato e loro imputabile. Ne consegue che i convenuti devono essere condannati al pagamento, nei confronti della Regione Siciliana, delle somme di seguito specificate
CENTORRINO € 518.689,09
CAMPO € 518.689,09
VERDE € 74.098,44
MAISANO € 74.098,44
FIORINO € 74.098,44.
Atteso che la pretesa azionata ha ad oggetto un debito di valore, detti importi dovranno essere maggiorati della rivalutazione monetaria nel frattempo intervenuta, da computarsi secondo l’indice dei prezzi calcolato dall’ISTAT, dalla data di emissione dei mandati di pagamento dei finanziamenti integrativi alla data di pubblicazione della presente sentenza. Sulle somme in tal modo rivalutata andranno corrisposti gli interessi nella misura legale, decorrenti dalla data di deposito della presente decisione e fino all’effettivo soddisfo. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano, in favore dello Stato, ponendone l’onere del pagamento in capo ai condannati nella stessa misura percentuale stabilita per la ripartizione del danno erariale (35% CENTORRINO, 35% CAMPO, 10% VERDE, 10% MAISANO, 10% FIORINO)”. DA http://www.messinaoggi.it/News/Cronaca/2012/11/06/Formazione.-Le-motivazioni-della-sentenza-4918.html