MESSINA, OPERAZIONE 'RUOTA LIBERA': Spaccio a Mangialupi, prove lampanti. Il gip Genovese ha firmato il decreto che fissa il 7 febbraio 2013 l’udienza con il rito immediato. I fratelli Cutè tra i 7 imputati. Contestati numerosi episodi di cessione di cocaina, eroina e marijuana da settembre 2010 a dicembre 2011

11 novembre 2012 Cronaca di Messina

Reggerebbe, eccome, l’impianto accusatorio su cui verte l’operazione “Ruota libera”, con cui è stato inferto un colpo durissimo al clan di Mangialupi. Sussisterebbe una situazione di evidenza probatoria, derivante da ben due informative della Squadra mobile (la prima datata 7 luglio 2011, la seconda del 9 dicembre 2011), dagli interrogatori degli imputati e dagli atti al fascicolo processuale. Fondamentali anche gli accertamenti di polizia giudiziaria e le intercettazioni telefoniche che la Mobile ha eseguito su input dei sostituti procuratori Fabio D’Anna e Adriana Sciglio. Giuseppe Cutè, Antonino Cutè, Franco Trovato, Carmelo Spadaro, Maria Quaranta, Nicola Duca e Antonino Di Perri dovranno comparire il prossimo 7 febbraio, alle 9, nell’aula A del Tribunale. Il decreto è stato notificato al collegio difensivo, composto dagli avvocati Salvatore Silvestro, Tommaso Autru Ryolo, Nunzio Rosso, Domenico Andrè, Antonello Scordo, Bernardo Moschella, Cesare Santonocito e Francesco Traclò. I quali hanno due settimane di tempo per stabilire se optare per la richiesta di patteggiamento o per il rito abbreviato. da gds