RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: MESSINA, L'INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA E 'IL CASO CAPONE'. LETTERA APERTA DIPENDENTI ANCOL SICILIA

Dopo l’inchiesta sull’Ancol, ente di formazione, che ha coinvolto l’ex assessore comunale Melino Capone, per il quale si ipotizza il reato di truffa aggravata, i dipendenti della struttura scrivono una lettera aperta. “I corsi sono stati realizzati regolarmente, ma non prendiamo stipendi dal 2008. Salvate i nostri posti di lavoro”.

Sig. Direttore, fermo restando il diritto di cronaca, fondamentale in un paese democratico e moderno, la invitiamo ad accogliere e pubblicare il punto di vista dei lavoratori dell’Ancol Sicilia in merito alla vicenda giudiziaria che ha investito il nostro Presidente ed alcuni funzionari della Regione Siciliana. Auguriamo al nostro Presidente di chiarire la sua posizione e rispettosi attenderemo che la giustizia faccia il suo corso sicuri come siamo che la magistratura messinese saprà fare emergere la verità delle cose. Nel frattempo non possiamo permettere che commenti superficiali, pericolose approssimazioni e volgari strumentalizzazioni mettano a rischio il lavoro di tanti onesti e bravi operatori che da anni, ogni giorno con professionalità, dedizione e serietà si dedicano alla formazione professionale degli allievi di Messina e provincia e più in generale nelle sedi di tutta la Sicilia con risultati eccellenti e ampiamente riconosciuti. Le attività finanziate all’Ancol Sicilia, a prescindere se l’Ente fosse o no legittimato dall’Ente nazionale a svolgerle, sono state effettivamente eseguite nel rispetto delle regole fissate dalla legge e sono state tutte regolarmente rendicontate dagli Uffici del Lavoro. Basta leggere le verifiche finali condotte dall’Amministrazione Regionale per comprendere come sono state spese le risorse decretate all’Ente. Noi possiamo dire di avere ricevuto tutte le retribuzioni fino al 2008, poi negli anni successivi, a causa della notevole contrazione dei parametri di finanziamento l’Ente non ha più potuto assicurare tutti gli stipendi. Tutti gli altri Enti hanno avuto il medesimo problema, alcuni hanno ricevuto l’integrazione al finanziamento ed anche con ritardo hanno pagato i lavoratori, altri come l’Ancol Sicilia no. Se altri colleghi non hanno ricevuto tutti gli stipendi del 2009 e 2010 nessuno accusa i loro Enti (i salesiani del Cnos ad esempio) di avere fatto sparire i finanziamenti e se sono debitori nei confronti dei loro dipendenti nessuno, giustamente, li accusa di essere degli imbroglioni. Poi bisogna dire che l’Ente, ha adottato tutte le misure previste dalla legge per adeguarsi ai nuovi parametri di finanziamento ricorrendo anche a provvedimenti dolorosi ed impopolari per salvare buona parte dei posti di lavoro. Il 1 agosto 2012 infatti sono stati licenziati 58 colleghi riconducendo una sintonia tra il costo del personale ed il finanziamento assegnato per le attività 2012 che hanno già avuto inizio. Per quanto sopra Invitiamo tutti i soggetti interessati a questa vicenda, magistratura, sindacati, assessorato, Ente ad attivarsi affinché i nostri posti di lavoro non vadano perduti! Grazie