Ponte di Messina, parte la battaglia di Eurolink contro il decreto legge. Il general contractor comunica al committente il recesso al contratto, non accettando dunque la revisione imposta dal Dl

14 novembre 2012 Cronaca di Messina

Si annunciano dure le trattative per la revisione del contratto con Eurolink per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, previste dal decreto legge 2 novembre 2012, n. 187 . Il general contractor, guidato da Impregilo, «a seguito dell’emanazione di tale decreto», ha inviato nei giorni scorsi al committente Stretto di Messina Spa la «comunicazione di recesso» al contratto (firmato nel 2005), «anche a tutela – si aggiunge – della posizione di tutti i partners, italiani e stranieri, presenti nella compagine». La novità emerge all’interno del comunicato sulla trimestrale diffuso ieri da Impregilo. «Ciò nondimeno – si legge ancora – tenuto conto dell’interesse preminente alla realizzazione dell’opera, il Contraente ha altresì comunicato la disponibilità a rivedere la propria posizione qualora il Committente manifestasse concretamente la volontà di realizzare il progetto». La mossa di Impregilo ha tutta l’aria di essere una specie di avvertimento, sia al Governo che al Parlamento: un bel pugno sferrato sul tavolo in vista dell’apertura delle trattative per l’atto aggiuntivo (che in base al Dl dovrà essere firmato entro il 1° marzo 2013, pena la “caducazione ex lege” del contratto senza alcuna pretesa di risarcimento danni, e solo il pagamento degli oneri per la progettazione più un 10% a titolo di indennizzo. Nell’atto aggiuntivo, sempre in base al decreto legge, Eurolink dovrebbe accettare proprio il meccanismo della caducazione ex lege, che scatterebbe anche se il Cipe, entro 60 giorni dopo la firma, non valuterà il progetto definitivo tecnicamente fattibile, o ancora se entro 540 giorni successivi la società Stretto di Messina (la Spa pubblica committente dell’opera) non troverà un soggetto finanziatore (banche, project bond, equity) in seguito ad un road show finanziario. Nel mirino di Eurolink sembra esserci proprio questa “caducazione automatica” in caso di mancato raggiungimento di una delle tre tappe previste dal decreto. Proprio questo non poter avanzare alcuna pretesa risarcitoria è stato ritenuto lesivo di dirtti riconosciuti da un cntratto vigente. E come noto il tema della modifica per legge di contratti vigente è molto controverso, si pose ad esempio per le modifiche che l’allora Ministro Di Pietro voleva alle convenzioni autostradali (e dovette poi fare marcia indietro) e per i contratti Tav che i governi di centro-sinistra due volte revocarono (e furono poi rimessi in piedi). Il decreto legge 179, fra l’alro, dice anche che a far data dalla sua emanazione, e fino all’approvazione del progetto definitivo con piano finanziario entro due anni), «tutti gli effetti dei contratti stipulati dalla Società Stretto di Messina S.p.A. con il Contraente generale e gli altri soggetti affidatari ….. sono sospesi e per il periodo di sospensione non potranno essere avanzate dai contraenti pretese risarcitorie o di altra natura a nessun titolo». Si tratta dunque di una partita a scacchi, dove dopo il Governo ora si è mosso Impregilo, con una dichiarazione di difesa della validità del contratto e dunque della sua possibilità di chiedere risarcimenti danni in caso di recesso unilaterale da parte del governo (come chiesero i concessionari Tav), dicendosi al tempo stessa pronta «a rivedere la propria posizione qualora il Committente manifestasse concretamente la volontà di realizzare il progetto». La mossa di Eurolink potrebbe essere rivolta anche al Parlamento, a cui spetta convertire o eventualmente modificare il decreto legge del Governo. O anche, … lasciarlo decadere senza convertirlo, rinviando tutta la partita al prossimo esecutivo.

MODIFICHE AL DDL STABILITA’
Intanto nel Ddl Stabilità 2013 è stato esplicitato che lo stanziamento di 300 milioni (alzato a 310) destinato dall’articolo 8 c. 8 al Fondo per lo sviluppo e la coesione per «oneri derivanti da transazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale», è dedicato al Ponte sullo Stretto di Messina, e in particolare all’attuazione del decreto legge che ridefinisce i rapporti contrattuali con la società dell’Anas. È stato un emendamento dei relatori, Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl), approvato dalla commissione Bilancio della Camera, a rivedere la norma, prima genericamente rivolta agli oneri derivanti dalle transazioni relative alla realizzazione di opere pubbliche di interesse nazionale. Lo stesso emendamento riduce lo stanziamento diretto da 300 a 260 milioni, recuperando però altri 50 milioni dalle revoche di finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture strategiche (in tutto si arriva così a 310 milioni). Il Consiglio dei Ministri aveva pensato (ma non inserito nel decreto legge) di utilizzare questi fondi per opere complementari legate a collegamenti strdali al porto di Messina, ma nulla toglie, in base alla norma del Ddl Stabiltà, possano essere utilizzati per chiudere il contratto con Eurolink pagando oneri transattivi (sempreché bastino….).

IMPREGILO, I DATI DELLA TERZA TRIMESTRALE 2012
Nei primi nove mesi dell’anno Impregilo ha registrato una perdita di 21,6 milioni contro un utile di 58,7 milioni dello stesso periodo del 2011. I ricavi sono in crescita del 26% a 1.917 milioni. Pesano sempre le revisioni nel comparto delle costruzioni, che già avevano portato in perdita i conti del primo semestre. Non ancora contabilizzata l’intera vendita di Ecorodovias per quasi 800 milioni. Per l’intero esercizio 2012 su base consolidata, Impregilo comunque prevede che «si possa evidenziare un incremento del volume di affari e una redditività operativa (return on sales) positiva prima degli effetti di natura non ricorrente» derivanti dalla cessione di Ecorodovias, anche perchè «la struttura finanziaria e il portafoglio ordini evidenziati alla fine dei primi nove mesi del 2012 si sono mantenuti equilibrati e costituiscono fattori di stabilità per lo sviluppo industriale nel corrente esercizio», afferma il general contractor. La posizione finanziaria netta consolidata al 30 settembre 2012 ha registrato rispetto al dato al 31 dicembre 2011 un miglioramento (449 milioni contro 527) anche se «il beneficio finanziario conseguente all’incasso degli indennizzi relativi al termovalorizzatore di Acerra, pari a 355 milioni, è stato negativamente condizionato dall’impegno derivante dall’acquisizione del gruppo Tecondi da parte di Ecorodovias» e dalla distribuzione di 36,6 milioni di dividendi effettuata dalla capogruppo. Il portafoglio complessivo del gruppo ammonta a 24,5 miliardi di cui 12,5 nei settori costruzioni e impianti e 12 relativi al portafoglio a vita interà del settore concessioni. Nei primi nove mesi dell’anno il risultato operativo consolidato (Ebit) è positivo per 69,9 milioni contro i 122,5 milioni dello stesso periodo 2011 con un’incidenza complessiva sui ricavi (return on sales) del 3,6% rispetto al precedente 8,1%. Le incertezze sul mercato sudamericano e soprattutto nella commessa del Canale di Panama che appesantiscono i conti di Impregilo sono le stesse già considerate nella relazione semestrale e che influenzano «negativamente la redditività operativa del gruppo, che ha conseguentemente evidenziato risultati inferiori alle attese», ricorda Impregilo. di Alessandro Arona – http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/infrastrutture24/2012-11-14/ponte-messina-parte-battaglia-114127.php?uuid=AbpSOo2G