SICILIA, IL COMITATO 'STOP OPG' SCRIVE AL PRESIDENTE CROCETTA: 'A Barcellona Pozzo di Gotto il direttore dell'Opg e' stato messo con le spalle al muro con meno personale e meno risorse da dedicare agli internati. Immaginatevi quello che tutto cio' comporta'

Il Comitato Stop-Opg della Sicilia scrive al presidente della regione, Rosario Crocetta e all’assessore regionale alla sanità Lucia Borsellino. La richiesta è quella di un incontro “per fare il punto sul processo di superamento dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, secondo quanto disposto dalla legge 9 del 2012”. A Crocetta e Borsellino il comitato ricorda che “la regione siciliana non ha ancora recepito il decreto del 2008 che dispone il passaggio del servizio sanitario delle case penitenziarie dal ministero di Grazia e giustizia alla Sanità nazionale, cosa che ha determinato la mancata presa in carico dei pazienti dell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto da parte del sistema sanitario regionale”.

“Nella nostra regione – affermano Elvira Morana della segreteria regionale Cgil e Francesco Gervasi, responsabile del dipartimento Salute della Cgil Sicilia – di fatto persiste una vera mancanza di diritto di cittadinanza e dignita’ umana per la persona inferma di mente internata, con il permanere di una struttura che ha tutte le caratteristiche di un internamento di tipo ‘concentrazionario'”. Il Comitato afferma di confidare nell’attenzione del nuovo governo regionale “verso questi cittadini internati che vivono in una condizione di non cura e di mancanza di rispetto della loro dignita’”, aggiungendo che “se ‘rivoluzione’ deve essere questa deve partire dai piu’ deboli, dagli ultimi, da chi non ha rappresentanza sociale, civile e politica” e “se dalle enunciazioni si passa ai fatti la proposta politica di Crocetta puo’ essere per loro speranza, certezza di diritto e di riscatto sociale”.

“Attualmente all’interno ell’Opg di Barcellona P.G. ci sono 213 internati di cui i casi gravi sono veramente pochi e andrebbero seguiti adeguatamente all’interno delle comunita’ terapeutiche assististe – sottolinea p. Pippo Insana presidente dell’associazione di volontariato ‘Casa di solidarieta’ e accoglienza’ e membro del comitato Stop Opg – . Solo per i casi piu’ gravi va riconosciuto, infatti, l’inserimento nei Cta che pero’ devono funzionare bene. Perche’ in questi anni circa il 20 per cento dei disabili mentali dall’Cta e’ ritornato all’Opg? E’ un fallimento su cui bisogna riflettere e prendersi le proprie responsabilita’”.

“Chiedo anche al nuovo governo regionale che i Distretti della salute mentale (Dsm) della Sicilia possano funzionare con un organico adeguato e con tutti i servizi previsti per legge – aggiunge p. Insana. Solo se le persone vengono curate si puo’ evitare che peggiorino arrivando pure a compiere dei reati. In vista della tanto auspicata chiusura dell’Opg. A Barcellona Pozzo di Gotto il direttore dell’Opg e’ stato messo con le spalle al muro con meno personale e meno risorse da dedicare agli internati. Immaginatevi quello che tutto cio’ comporta. Chiedo inoltre alle istituzioni di attivarsi per sviluppare progetti individualizzati che facciano uscire gli internati dall’Opg per inserirli nelle comunita’ alloggio, nelle comunita’ di custodia protetta o anche nelle famiglie supportate dalle istituzioni. Sono tutte soluzioni alternative che riteniamo dignitose per la vita di queste persone”. www.redattoresociale.it