UNIVERSITA' DI MESSINA: Le nove domande del Comitato Nazionale NO.PROROGA.RETTORI

25 novembre 2012 Cronaca di Messina

La proroga di Francesco Tomasello è legittima e l’attuale rettore dell’Ateneo peloritano potrà restare in carica sino al 30 settembre 2013. Così si è recentemente espresso il T.A.R. di Catania, con ordinanza N. 01085/2012 depositata il 22 novembre scorso. Il pronunciamento del Tribunale ammnistrativo non ha, però, placato le polemiche che da sempre ruotano attorno alla questione proroga, considerato da molti docenti e dipendenti dell’Università di Messina uno strumento fortemente limitativo del principio di democraticità. Questa, ad esempio, la posizione del Comitato Nazionale NO.PROROGA.RETTORI , che – preso atto della decisione del Tar sulla legittimità del prolungamento del mandato del rettore – sollecita gli Organi Accademici «a far luce sulla questione proroghe nel suo complesso». Come? Rispondendo alle nove domande appositamente formulate.

«A prescindere dagli sviluppi in sede giudiziaria – si legge in un comunicato – esistono però delle questioni di ordine etico, delle quali sono chiamati a farsi carico coloro che hanno ricevuto il mandato di esprimersi in seno agli organi accademici in rappresentanza del corpo elettorale. Per questo motivo, messi davanti al fatto compiuto di scelte destinate a cambiare totalmente il volto dell’Ateneo, come quella di avviare un percorso di privatizzazione attraverso l’istituzione della Fondazione Università, non possiamo esimerci dal porre semplici domande, alle quali l’amministrazione dell’Ateneo farebbe bene a non sottrarsi».

Ecco le nove domande per gli organi di governo dell’Ateneo messinese

1. La sentenza del T.A.R. di Catania n. 2586 del 29 ottobre 2011 che annullava le auto proroghe, immediatamente esecutiva, è stata notificata all’Ateneo il 31 ottobre 2011. Perché l’amministrazione dell’Ateneo non ne tenne conto, procedendo alla immediata convocazione elettorale per il rinnovo dei Direttori di Dipartimento scaduti il 31/10/2010?

2. Perché piuttosto, con nota n. 55945 del 3 novembre 2011, il Rettore, senza fare menzione alcuna della sentenza del T.A.R. n. 2586, ma richiamandosi alla adozione del nuovo Statuto, lasciò intendere che “gli Organi Collegiali e gli Organi, ai sensi dell’art. 2, comma 9, della legge n.240/2010, decadranno all’atto della costituzione dei nuovi Organi” e che “solo in caso di collocamento in quiescenza e/o di dimissioni volontarie si procederà ad indire nuove elezioni”, pur essendo consapevole del fatto che legge 240/2010, entrata in vigore nel gennaio 2011, mai avrebbe potuto prorogare i Direttori di Dipartimento decaduti prima della propria emanazione?

3. Perché i Direttori il cui mandato era scaduto il 31/10/2010, pur consapevoli di non potere usufruire di alcuna proroga continuarono a presiedere le adunanze dei rispettivi Consigli di Dipartimento, esponendo gli interessati al rischio che le delibere assunte nel corso delle riunioni potessero essere nulle?

4. Perché solo in data 14 Aprile 2012, il Rettore con nota n. 1506. stabilì finalmente che era giunto il tempo di procedere al rinnovo dei Direttori di Dipartimento scaduti?

5. A che titolo ed in rappresentanza di chi i Consiglieri di amministrazione eletti per il triennio finanziario 2008-2010 avrebbero continuato fino ad oggi a pronunciarsi in merito a questioni di interesse per l’Ateneo? Hanno per caso i consiglieri in questione deliberato anche in merito al trasferimento di risorse verso la Fondazione Università nella seduta del CdA del 22 Ottobre 2012?

6. Perché i Presidi il cui mandato era scaduto il 31/11/2011, pur essendo assolutamente questionabile il loro diritto ad usufruire della proroga, continuarono a presiedere le adunanze dei rispettivi Consigli di Facoltà per tutta la durata dell’anno accademico 2011/2012 ed in rappresentanza di chi costoro hanno continuato a sedere sino ad oggi in Senato Accademico, esprimendosi su questioni di rilevanza per l’Ateneo, come la deliberazione dello Statuto e l’atto costitutivo della Fondazione Università, all’ordine del giorno dell’adunanza del 20/10/2012?

7. La sentenza del T.A.R. di Catania n. 2586/2011 ha confermato che S.A. e C.d.A. hanno operato dal 2009 con la presenza di componenti scaduti (i rappresentanti degli studenti). Siffatta componente è stata rinnovata solo nel 2011. Si deve evincere che è pratica diffusa da parte degli attuali organi di governo arrogarsi il diritto di operare a prescindere dal rispetto delle rappresentanze e del termine dei mandati?

8. Non ritiene l’amministrazione dell’Ateneo, che le reiterate istanze di chiarimento a proposito della legittimità della permanenza in carica dei Direttori di Dipartimento e dei Presidi da parte di docenti dell’Ateneo, avrebbero meritato una replica?

9. Nel periodo intercorso tra la data in cui la sentenza n. 2586/2011 fu notificata (03/11/2011) e la data in cui le cariche furono rinnovate (Aprile 2012), i Direttori dei Dipartimenti scaduti il 31/10/2010 hanno forse continuato a percepire la propria indennità di carica? Nel periodo intercorso tra la cessazione del proprio mandato (31/10/2011) e la conclusione dell’anno accademico 2011/2012, i Presidi hanno forse continuato a percepire la propria indennità di carica? Nel periodo intercorso tra la cessazione del proprio mandato (Dicembre 2010) e l’ultima riunione del CdA i Consiglieri di amministrazione scaduti hanno forse continuato a percepire il proprio gettone di presenza?

Le domande sono servite, adesso si attendono le riposte dei rappresentanti degli organo di governo dell’Ateneo peloritano. Se mai arriveranno. (DLT)