MESSINA, LA TRUFFA DA DUE MILIONI DI EURO ALLA MULTINAZIONALE 'AUCHAN': LA TENUTELLA SRL, 3 CONDANNE. ATTI AL PM PER LA POSIZIONE DELL' AVVOCATO ANDREA LO CASTRO. IL RUOLO DEL COMMERCIANTE MESSINESE ANTONINO CRESCENTI

Si conclude con tre clamorose condanne il processo nato dalla truffa per “La Tenutella srl”, l’area edificabile di Misterbianco, in provincia di Catania che fu venduta alla multinazionale “Auchan” all’insaputa del proprietario. Un grande affare solo sulla carta che fruttò un bel po’ di euro solo con la caparra, poi non se ne fece nulla. In quest’ultima tranche processuale, che s’è chiusa ancora in primo grado dopo un dibattimento praticamente infinito, se si pensa che i rinvii a giudizio sono datati al marzo 2006, erano imputati il triestino Dino Grusovin, il notaio messinese Vincenzo Di Pasquale, l’ucraina Liliya Kirsanova, amica di Grusovin. L’incastro di reati prevedeva inizialmente una lunga lista di episodi per Grusovin, compendiati in falso, truffa e sostituzione di persona, mentre la donna ucraina e il notaio Di Pasquale dovevano rispondere solo di un singolo capo d’imputazione: la prima di riciclaggio, ieri riqualificato dai giudici in ricettazione (l’aver ricevuto da Grusovin ben 150.000 euro e poi in regalo un fiammante suv, una BmwX5), il secondo solo di un’ipotesi di falso in atto pubblico nella sua funzione di notaio, per aver attestato nell’atto di vendita del terreno che era presente il vero proprietario, mentre nel suo studio si presentò un sosia. Ieri il collegio della prima sezione penale del Tribunale presieduto dal giudice Nunzio Trovato ha inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione a Grusovin, un anno e quattro mesi per falso del pubblico ufficiale al notaio Di Pasquale, disponendo la pena sospesa e la non menzione, con la concessione delle attenuanti generiche, e infine 2 anni e 1.000 euro di multa per ricettazione, reato riqualificato, (pena sospesa) all’ucraina Liliya Kirsanova. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Salvatore Papa, Dario Grosso ed Eugenio De Luca. I giudici hanno anche disposto la trasmissione degli atti al Pm “per le valutazioni di competenza in ordine alla posizione dell’avvocato Andrea Lo Castro”, ovvero il legale che avrebbe tirato le fila dell’affare dietro le quinte. Questo perché si sono registrate alcune dichiarazioni del notaio Di Pasquale nel corso delle udienze precedenti sul ruolo che avrebbe rivestito proprio l’avvocato Lo Castro. Ancora, i giudici hanno disposto la falsità dell’atto pubblico di vendita per rogito del notaio Di Pasquale, e la condanna di Grusovin e della Kirsanova al pagamento dei danni alla parte civile, da liquidarsi in separata sede; nonché la confisca delle somme e dei titoli. L’affare-truffa da milioni di euro fu concluso nell’ormai lontano 2004 da un fantomatico sosia del finanziere catanese Rosario Ragusa, che era il vero proprietario delle quote azionarie de “La Tenutella srl”, con la complicità del triestino Dino Grusovin. Fu proprio Ragusa, da una visura camerale, a scoprire come le quote non risultassero più di sua proprietà, e quindi a far scattare i primi accertamenti della magistratura. Su quei dieci ettari a Misterbianco sarebbe dovuto sorgere un centro commerciale con multisala, visto l’accordo siglato subito dopo l’atto dal notaio Di Pasquale con la nota catena commerciale ‘Auchan’; per questo Grusovin e soci incassarono una cauzione di ben 2 milioni e mezzo di euro su un totale di 90 milioni (cauzione versata su un conto corrente intestato a Crescenti). Dopo la denuncia di Ragusa gli accertamenti del pm Di Giorgio si concentrarono sulla figura di Grusovin, con l’acquisizione di molto materiale cartaceo. Gruvosin nell’ottobre del 2004 venne arrestato perché in concorso con altri traendo in inganno il notaio Di Pasquale, formò un falso atto di vendita delle quote della società con cui Ragusa vendeva il pacchetto azionario a Crescenti: atto falso in quanto nessuna vendita era invece stata effettuata da Ragusa, il quale non aveva partecipato. NUCCIO ANSELMO – GDS

IN BREVE
La Tenutella s.r.l. era la società proprietaria di un’area edificabile a Misterbianco, in provincia di Catania, venduta alla multinazionale “Auchan” all’insaputa del proprietario, un affare di decine di milioni di euro concluso dal fantomatico sosia del finanziere catanese Rosario Ragusa (reale proprietario delle quote azionarie de “La Tenutella srl); con la complicità di Grusovin e del commerciante messinese Antonino Crescenti. Fu proprio Ragusa, scoprendo da una visura camerale come le quote non risultassero più di sua proprietà, a far avviare i primi accertamenti in Procura. Su quei dieci ettari a Misterbianco sarebbe dovuto sorgere un centro commerciale con tanto di multisala, visto l’accordo che Crescenti e Grusovin siglarono subito dopo l’atto notarile con la “Auchan’, un colosso mondiale della grande distribuzione; per questo incassarono secondo l’accusa una cauzione di ben 2 milioni e mezzo di euro su un totale di 90 milioni, cauzione versata su un conto corrente intestato a Crescenti.