Processo stato-mafia rimane a Palermo, al via udienza della Consulta. A prendere la parola saranno i relatori della causa, i giudici Gaetano Silvestri (messinese) e Giuseppe Frigo

4 dicembre 2012 Mondo News

Palermo, 4 dic. – Il procedimento per la trattativa Stato-mafia rimane a Palermo. Lo ha deciso il Gup Piergiorgio Morosini che ha rigettato stamattina tutte le eccezioni di incompetenza presentata dalla difesa. Il procedimento si svolgera’ dunque a Palermo, così come aveva chiesto la Procura. Le eccezioni erano state sollevate da 10 dei 12 imputati dell’udienza preliminare in corso davanti al Gup Morosini. Nella sua ordinanza, letta stamattina nell’aula della Corte d’assise del palazzo di giustizia di Palermo, il magistrato le ha rigettate in blocco. In particolare, per quanto riguarda gli ex ministri democristiani Calogero Mannino e Nicola Mancino, il Gup ha stabilito la competenza del giudice ordinario di Palermo. I legali dei due imputati avevano invece proposto la competenza del foro di Roma, o del Tribunale dei ministri, della Capitale o dello stesso capoluogo siciliano. Ma il Gup ha ritenuto che nessuno dei due sia accusato di avere commesso il reato con riferimento alle funzioni ministeriali: Mannino e Mancino non erano membri del governo all’epoca dei fatti contestati. Peraltro, Mancino, ex ministro dell’Interno, risponde solo di falsa testimonianza, reato che secondo la Procura sarebbe stato commesso il 25 febbraio scorso a Palermo, quando l’esponente politico non rivestiva alcun incarico ministeriale ormai da molti anni. Secondo il Gup, in generale, la “connessione teleologica” fra l’omicidio dell’eurodeputato della Dc e leader della corrente andreottiana a Palermo, Salvo Lima, primo atto della strategia di attacco allo Stato e reato piu’ grave fra quelli contestati a vario titolo, e la successiva “violenza o minaccia” agli organi istituzionali, giustifica la permanenza dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia a Palermo. Intanto e’ iniziata l’udienza pubblica alla Corte Costituzionale sul conflitto sollevato dal Quirinale nei confronti della Procura di Palermo in merito alle intercettazioni indirette che coinvolgono il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, disposte nell’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia. In aula e’ presente anche il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo: “sono qui perche’ non ho mai assistito finora ad un’udienza della Corte Costituzionale – ha detto avvicinato dai cronisti – e’ un momento interessante”. A prendere la parola saranno i relatori della causa, i giudici Gaetano Silvestri e Giuseppe Frigo. Poi sara’ la volta delle arringhe dell’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Colle, e del pool di professori che assiste i magistrati siciliani.